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Bici da rando
Testo
<blockquote data-quote="labrador" data-source="post: 3778242" data-attributes="member: 18417"><p>Parlando di bici da rando, entro in un argomento che sicuramente è stato oggetto di svariate discussioni, anche in altre diramazioni del forum e di questo mi scuso; ma essendo uomo di di scarso intelletto tecnico per quel che riguarda il mondo di internet e del pc, spero sopporterete la mia colpevole mancanza atta solo a dimostrare quanto la relatività conti ai nostri tanto conclamati giorni di super efficenza tecnica.<img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/scratchhead.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";nonzo%" title="Scratchhead ;nonzo%" data-shortname=";nonzo%" /></p><p>Dunque, c'è un atroce dubbio che da un paio di anni scuote la mia "esperienza" tecnica su quel che riguarda la ideale bici da rando.</p><p>Mi ricordo l'ormai lontano 2004, quando dalla classica guarnitura 53-39, passai alla innovativa compat 50-34.</p><p>Dopo un periodo di adattamento, sembrava risolto il problema delle scelte, a volte sofferte, dei rapporti a disposizione per un ciclismo adatto a tutti.</p><p>Il 50, abbastanza pedalabile in tutte le situazioni, e il 34 vera manna in salita.</p><p>Però col tempo mi sono reso conto di alcuni aspetti controversi e i miei dubbi si sono amplificati fino a diventare certezze.</p><p>Primo dubbio, gli allenamenti invernali; si è costretti a pedalare il 50 perchè il 34 in pianura serve solo come presenza in quanto non usabile, mentre il 39, era il toccasana dell'agilità invernale, antico comandamento dei maestri del ciclismo passato.</p><p>Secondo dubbio, in pianura è indiscutibile che il 53 rende la pedalata più rotonda ed efficace, i riscontri si toccano con mano quando s'incontra chi usa ancora il padellone, e in una rando questo è un fattore di primaria importanza.</p><p>Terzo e importante dubbio, con la compat, si abusa del 50 su salite pedalabili e ciò serve solo ad appesantire le gambe mentre con l'universale 39 si saliva in scioltezza.</p><p>Unico vantaggio della compat, col 34 si scalano salite impossibili da fare con il 39.</p><p>Torniamo alle randonnèe; PBP, salite pedalabili anche se continue, 50 troppo duro e 34 troppo agile, ideale un 39 che permette una pedalata più redditizia su quel percorso.</p><p>1001 miglia, forse qui la compat la si usa con più profitto, vista la lunghezza e la durezza della prova, anche se le pendenze impossibili non ci sono.</p><p>SNS, vale il discorso della PBP, salite brevi e pedalabili.</p><p>Quindi, dopo vari tentennamenti dettati dalla moda, sono arrivato finalmente al dunque; un bel Ultegra Shimano con guarnitura tripla 52-39-30 il prossimo anno mi farà da scudiero nelle rando, in barba alla immortale voglia di essere alla moda.<img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="labrador, post: 3778242, member: 18417"] Parlando di bici da rando, entro in un argomento che sicuramente è stato oggetto di svariate discussioni, anche in altre diramazioni del forum e di questo mi scuso; ma essendo uomo di di scarso intelletto tecnico per quel che riguarda il mondo di internet e del pc, spero sopporterete la mia colpevole mancanza atta solo a dimostrare quanto la relatività conti ai nostri tanto conclamati giorni di super efficenza tecnica.;nonzo% Dunque, c'è un atroce dubbio che da un paio di anni scuote la mia "esperienza" tecnica su quel che riguarda la ideale bici da rando. Mi ricordo l'ormai lontano 2004, quando dalla classica guarnitura 53-39, passai alla innovativa compat 50-34. Dopo un periodo di adattamento, sembrava risolto il problema delle scelte, a volte sofferte, dei rapporti a disposizione per un ciclismo adatto a tutti. Il 50, abbastanza pedalabile in tutte le situazioni, e il 34 vera manna in salita. Però col tempo mi sono reso conto di alcuni aspetti controversi e i miei dubbi si sono amplificati fino a diventare certezze. Primo dubbio, gli allenamenti invernali; si è costretti a pedalare il 50 perchè il 34 in pianura serve solo come presenza in quanto non usabile, mentre il 39, era il toccasana dell'agilità invernale, antico comandamento dei maestri del ciclismo passato. Secondo dubbio, in pianura è indiscutibile che il 53 rende la pedalata più rotonda ed efficace, i riscontri si toccano con mano quando s'incontra chi usa ancora il padellone, e in una rando questo è un fattore di primaria importanza. Terzo e importante dubbio, con la compat, si abusa del 50 su salite pedalabili e ciò serve solo ad appesantire le gambe mentre con l'universale 39 si saliva in scioltezza. Unico vantaggio della compat, col 34 si scalano salite impossibili da fare con il 39. Torniamo alle randonnèe; PBP, salite pedalabili anche se continue, 50 troppo duro e 34 troppo agile, ideale un 39 che permette una pedalata più redditizia su quel percorso. 1001 miglia, forse qui la compat la si usa con più profitto, vista la lunghezza e la durezza della prova, anche se le pendenze impossibili non ci sono. SNS, vale il discorso della PBP, salite brevi e pedalabili. Quindi, dopo vari tentennamenti dettati dalla moda, sono arrivato finalmente al dunque; un bel Ultegra Shimano con guarnitura tripla 52-39-30 il prossimo anno mi farà da scudiero nelle rando, in barba alla immortale voglia di essere alla moda.:mrgreen: [/QUOTE]
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