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Bici da rando
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<blockquote data-quote="EuroToni" data-source="post: 4710112" data-attributes="member: 60651"><p>Ok, il titolo forse già dice qualcosa. Dalle domande che io posi dopo aver costruito la mia prima bicicletta in acciaio (Vetta TC 1) in merito all'uso dell'alluminio sulla costruzione di una bike da randonnee ed aver letto e ricevuto contrastanti risposte, pareri pro e contro in base a conoscenze ed esperienze varie fatte da alcuni di Voi e da altre sezioni di questo meraviglioso forum ed essendo io un "curioso testardo" a gennaio ho iniziato la progettazione e costruzione di un mezzo che in teoria doveva darmi la possibilità di optare per una scelta di corsa in base a tipologie di tracciati differenti. Confermando la bontà del telaio già acquisito, misure e posizione in sella perfette mi sono recato dall'amico Antonio e in pochi minuti deciso che caratteristiche doveva avere il nuovo telaio. Telaio leggero ma non esasperato, molto robusto, comodo e nello stesso tempo reattivo in salita, impossibile? Forse no!</p><p>Tubazioni Deda in alluminio 7003 usate nella telaistica da ciclo cross sono robuste e pesano meno dei tubi in acciaio dr01 assieme alla forcella in carbonio sempre derivante dal ciclo cross danno rigidità che viene compensata in parte dalle misure del telaio uguali alla TC 1, non corsaiole ma in salita lo si sente subito reattivo, posizione in sella praticamente identica, comodità assicurata da due Ambrosio Excellight questa volta da 32 raggi anziché 36, mozzo anteriore sempre Son New 28 mentre al posteriore uno scorrevolissimo PMP e confermato coperture Scwhalbe da 28, cambiamento pure sui freni, sempre a disco ma questa volta ho scelto i TRP con movimentazione di entrambe le pastiglie (aspetto il bagnato per testarli bene e vedere eventuali differenze dagli Avid), pure sulla sella la scelta e caduta sulla stessa Brooks Pro, manubrio il classico Noodle della Nitto, la trasmissione è assicurata da un gruppo Ultegra 6700 10v., guarnitura 30/39/52 cassetta pignoni 12/30, pedali ancora CrankBrothers ma modello Egg Beater 2, stesso attacco della TC 1 per la borsa al manubrio mentre la sotto sella è in dimensione dimezzata, fanaleria Edelux II e retro opzione andata al super leggero Supernova in abbinamento ad un piccolo faro supplementare a batteria della B&M. Per adesso niente parafanghi, niente porta pacchi la bicicletta è nata per effettuare percorsi brevi, massimo 300/400 Km dove si riesce gestire tutto senza tanto bagaglio, per tracciati con salite impegnative dove gli oltre tre chilogrammi di differenza si sentono (acciaio 15.6 kg. alluminio 12.3 kg. accessoriate entrambi) e sopratutto giornate senza pioggia altrimenti si ritorna alla TC 1 parafangata a dovere. Dopo averla collaudata già alla Novaip 200 Km. e aver percorso un'altro 220 con 2000 m. dsl posso dire che il mezzo mi piace sempre di più, fatica a stare in sella azzerata, una comodità assurda che se non fosse perché il motore non ancora carburato a dovere <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/wacko.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":wacko:" title="Wacko :wacko:" data-shortname=":wacko:" /> potrei dire che mi diverto veramente nel pedalare e viaggiare con questa bicicletta. Domenica 13 si va in quel di Piavon per un 300 e allora vediamo con l'allungarsi delle distanze se tutto torna veritiero a quello scritto. A proposito manca il nome.</p><p>Poteva solo essere "VETTA TC 2"</p><p>Posto qualche foto dove come al solito apprezzerei critiche, opinioni o domande che eventualmente mi diano modo di apportare migliorie al lavoro svolto fino ad ora.</p><p></p><p>P.S. Per chi del forum dovesse esserci a Piavon domenica 13/04/14 la bevuta è assicurata <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /><img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /><img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="EuroToni, post: 4710112, member: 60651"] Ok, il titolo forse già dice qualcosa. Dalle domande che io posi dopo aver costruito la mia prima bicicletta in acciaio (Vetta TC 1) in merito all'uso dell'alluminio sulla costruzione di una bike da randonnee ed aver letto e ricevuto contrastanti risposte, pareri pro e contro in base a conoscenze ed esperienze varie fatte da alcuni di Voi e da altre sezioni di questo meraviglioso forum ed essendo io un "curioso testardo" a gennaio ho iniziato la progettazione e costruzione di un mezzo che in teoria doveva darmi la possibilità di optare per una scelta di corsa in base a tipologie di tracciati differenti. Confermando la bontà del telaio già acquisito, misure e posizione in sella perfette mi sono recato dall'amico Antonio e in pochi minuti deciso che caratteristiche doveva avere il nuovo telaio. Telaio leggero ma non esasperato, molto robusto, comodo e nello stesso tempo reattivo in salita, impossibile? Forse no! Tubazioni Deda in alluminio 7003 usate nella telaistica da ciclo cross sono robuste e pesano meno dei tubi in acciaio dr01 assieme alla forcella in carbonio sempre derivante dal ciclo cross danno rigidità che viene compensata in parte dalle misure del telaio uguali alla TC 1, non corsaiole ma in salita lo si sente subito reattivo, posizione in sella praticamente identica, comodità assicurata da due Ambrosio Excellight questa volta da 32 raggi anziché 36, mozzo anteriore sempre Son New 28 mentre al posteriore uno scorrevolissimo PMP e confermato coperture Scwhalbe da 28, cambiamento pure sui freni, sempre a disco ma questa volta ho scelto i TRP con movimentazione di entrambe le pastiglie (aspetto il bagnato per testarli bene e vedere eventuali differenze dagli Avid), pure sulla sella la scelta e caduta sulla stessa Brooks Pro, manubrio il classico Noodle della Nitto, la trasmissione è assicurata da un gruppo Ultegra 6700 10v., guarnitura 30/39/52 cassetta pignoni 12/30, pedali ancora CrankBrothers ma modello Egg Beater 2, stesso attacco della TC 1 per la borsa al manubrio mentre la sotto sella è in dimensione dimezzata, fanaleria Edelux II e retro opzione andata al super leggero Supernova in abbinamento ad un piccolo faro supplementare a batteria della B&M. Per adesso niente parafanghi, niente porta pacchi la bicicletta è nata per effettuare percorsi brevi, massimo 300/400 Km dove si riesce gestire tutto senza tanto bagaglio, per tracciati con salite impegnative dove gli oltre tre chilogrammi di differenza si sentono (acciaio 15.6 kg. alluminio 12.3 kg. accessoriate entrambi) e sopratutto giornate senza pioggia altrimenti si ritorna alla TC 1 parafangata a dovere. Dopo averla collaudata già alla Novaip 200 Km. e aver percorso un'altro 220 con 2000 m. dsl posso dire che il mezzo mi piace sempre di più, fatica a stare in sella azzerata, una comodità assurda che se non fosse perché il motore non ancora carburato a dovere :wacko: potrei dire che mi diverto veramente nel pedalare e viaggiare con questa bicicletta. Domenica 13 si va in quel di Piavon per un 300 e allora vediamo con l'allungarsi delle distanze se tutto torna veritiero a quello scritto. A proposito manca il nome. Poteva solo essere "VETTA TC 2" Posto qualche foto dove come al solito apprezzerei critiche, opinioni o domande che eventualmente mi diano modo di apportare migliorie al lavoro svolto fino ad ora. P.S. Per chi del forum dovesse esserci a Piavon domenica 13/04/14 la bevuta è assicurata o-oo-oo-o [/QUOTE]
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