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bikeporn - acciaio (parte terza)
Testo
<blockquote data-quote="Cyboraf" data-source="post: 7100402" data-attributes="member: 45757"><p>A campagnolo si deve riconoscere l'impegno nel mantenere fede alla propria storia e il senso di appartenenza</p><p>In un mondo in cui tutto è delocalizzato, in un campo in cui campagnolo deve concorrere con multinazionali dai grandi numeri che producono nel far east, e con qualità dei materiali utilizzati inferiore, l' utente medio si lamenta se campagnolo costa un po' di più del corrispettivo, shimano, si gloria di avere un ultegra, ma poi si straccia le vesti se campagnolo delocalizza, pur restando italiana e pagando le tasse qui. Boh io non lo capisco, sulla mia bici in carbonio ho un ultegra di2, ma solo perché in pratica avere campagnolo era impossibile su quel modello, su quella in acciaio un potenza, ho avuto chorus, Athena e Veloce e nessuno dico nessuno di questi mi ha mai dato un solo problema, così come le ruote. Forse i soldi spesi non saranno tornati in Italia in toto ma in buona parte sì. Dovremmo capire che, se il prodotto vale, anche pagarlo un po' di più è, in fondo, pagarlo meno, perché contribuisce al bilancio positivo del Paese e questo crea ricchezza per tutti.</p><p>Poi campagnolo non può campare d'aria né fare beneficenza e deve sopravvivere.</p><p>Strano che lo stesso criterio non si adotti per aziende che ti mettono il tricolore sulla loro vetturetta e dopo aver "puppato" soldi dallo stato per decenni se ne sono andati a pagare le tasse nei paesi bassi, altra stranezza, paese europeo cui è permesso di praticare una politica fiscale senza regole. Quelle ed altre aziende hanno lasciato a casa decine di migliaia di persone e i loro proprietari hanno anche il coraggio di farsi vedere in giro, però guai se fa campagnolo qualcosa di infinitamente meno scorretto e direi obbligato visto il contesto in cui opera,</p><p>Ora che la Cina ha in mano la produzione della stragrande maggioranza dei prodotti, ciclistici e non, siete contenti di aspettare un anno per avere una bici e aspettare che loro aprano i rubinetti a proprio piacimento, ovvero manipolando il mercato. Non è colpa dei cinesi sia chiaro, ma del fatto che la finanza non ha etica se non quella del profitto e che la politica non è stata in grado di prevedere la deriva essendo ormai schiava della finanza</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Cyboraf, post: 7100402, member: 45757"] A campagnolo si deve riconoscere l'impegno nel mantenere fede alla propria storia e il senso di appartenenza In un mondo in cui tutto è delocalizzato, in un campo in cui campagnolo deve concorrere con multinazionali dai grandi numeri che producono nel far east, e con qualità dei materiali utilizzati inferiore, l' utente medio si lamenta se campagnolo costa un po' di più del corrispettivo, shimano, si gloria di avere un ultegra, ma poi si straccia le vesti se campagnolo delocalizza, pur restando italiana e pagando le tasse qui. Boh io non lo capisco, sulla mia bici in carbonio ho un ultegra di2, ma solo perché in pratica avere campagnolo era impossibile su quel modello, su quella in acciaio un potenza, ho avuto chorus, Athena e Veloce e nessuno dico nessuno di questi mi ha mai dato un solo problema, così come le ruote. Forse i soldi spesi non saranno tornati in Italia in toto ma in buona parte sì. Dovremmo capire che, se il prodotto vale, anche pagarlo un po' di più è, in fondo, pagarlo meno, perché contribuisce al bilancio positivo del Paese e questo crea ricchezza per tutti. Poi campagnolo non può campare d'aria né fare beneficenza e deve sopravvivere. Strano che lo stesso criterio non si adotti per aziende che ti mettono il tricolore sulla loro vetturetta e dopo aver "puppato" soldi dallo stato per decenni se ne sono andati a pagare le tasse nei paesi bassi, altra stranezza, paese europeo cui è permesso di praticare una politica fiscale senza regole. Quelle ed altre aziende hanno lasciato a casa decine di migliaia di persone e i loro proprietari hanno anche il coraggio di farsi vedere in giro, però guai se fa campagnolo qualcosa di infinitamente meno scorretto e direi obbligato visto il contesto in cui opera, Ora che la Cina ha in mano la produzione della stragrande maggioranza dei prodotti, ciclistici e non, siete contenti di aspettare un anno per avere una bici e aspettare che loro aprano i rubinetti a proprio piacimento, ovvero manipolando il mercato. Non è colpa dei cinesi sia chiaro, ma del fatto che la finanza non ha etica se non quella del profitto e che la politica non è stata in grado di prevedere la deriva essendo ormai schiava della finanza [/QUOTE]
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