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Cadenza agile o forza?
Testo
<blockquote data-quote="Alessiuccio" data-source="post: 6216240" data-attributes="member: 10430"><p>ma si, il discorso fila benissimo</p><p></p><p>Quello che ho imparato (e che secondo me è ancora più importante) è che non esiste un solo modo giusto di salire. Ognuno di noi ha la sua costituzione e di conseguenza il suo stile di pedalata, la sua cadenza ideale per erogare più watt possibile. Io per esempio su una salita lunga tendo a raggiungere l'ottimo intorno alle 80rpm, è il giusto mix tra sforzo aerobico e muscolare che mi consente di affaticarmi più lentamente possibile. Ma questo vale per me, per un'altra persona di certo sarà diverso. E comunque bisogna sperimentare sempre, non si finisce mai di conoscersi.</p><p></p><p>Poi dipende molto anche da che tipo di salite andiamo ad affrontare. I muri delle Fiandre sono ripidi ma non certo lunghi, volendoli fare "forte" parliamo di sforzi di 2-3, massimo 5 minuti? Siamo in piena zona Vo2Max, oltre la soglia anaerobica. Non proprio il terreno ideale per "frullare", nemmeno nei punti più ripidi. Ci si alza sui pedali e si cerca di spianarli il prima possibile.</p><p></p><p>In mezzo ai due estremi, ci sono possibilità infinite, dettate per lo più dalle caratteristiche individuali di cui parlavo pocanzi.</p><p></p><p>Su una salita lunga (tipo un passo alpino, a partire da 45 minuti di sforzo fino a oltre 2 ore) il discorso non è che cambia, si inverte proprio. Sforzo puramente aerobico, sotto la soglia. Impensabile salire per così tanto tempo "duri". Si parte agili da subito, alternando regolarmente tratti seduti a tratti sui pedali per sciogliere un po' gambe e schiena, cercando la regolarità.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Alessiuccio, post: 6216240, member: 10430"] ma si, il discorso fila benissimo Quello che ho imparato (e che secondo me è ancora più importante) è che non esiste un solo modo giusto di salire. Ognuno di noi ha la sua costituzione e di conseguenza il suo stile di pedalata, la sua cadenza ideale per erogare più watt possibile. Io per esempio su una salita lunga tendo a raggiungere l'ottimo intorno alle 80rpm, è il giusto mix tra sforzo aerobico e muscolare che mi consente di affaticarmi più lentamente possibile. Ma questo vale per me, per un'altra persona di certo sarà diverso. E comunque bisogna sperimentare sempre, non si finisce mai di conoscersi. Poi dipende molto anche da che tipo di salite andiamo ad affrontare. I muri delle Fiandre sono ripidi ma non certo lunghi, volendoli fare "forte" parliamo di sforzi di 2-3, massimo 5 minuti? Siamo in piena zona Vo2Max, oltre la soglia anaerobica. Non proprio il terreno ideale per "frullare", nemmeno nei punti più ripidi. Ci si alza sui pedali e si cerca di spianarli il prima possibile. In mezzo ai due estremi, ci sono possibilità infinite, dettate per lo più dalle caratteristiche individuali di cui parlavo pocanzi. Su una salita lunga (tipo un passo alpino, a partire da 45 minuti di sforzo fino a oltre 2 ore) il discorso non è che cambia, si inverte proprio. Sforzo puramente aerobico, sotto la soglia. Impensabile salire per così tanto tempo "duri". Si parte agili da subito, alternando regolarmente tratti seduti a tratti sui pedali per sciogliere un po' gambe e schiena, cercando la regolarità. [/QUOTE]
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