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<blockquote data-quote="fast1" data-source="post: 2463992" data-attributes="member: 5143"><p>Riprendevo quelle tue parole perchè è proprio la forza di attrito di contatto ruota-suolo a causare le accelerazioni della bici. E' una forza concorde con la direzione del moto della bici (non è così se freni). </p><p></p><p>Se consideri il sistema bici e applichi F=m*a non utilizzi certo le forze scambiate tra piedi e pedali o le forze che il ciclista trasmette alla ruota, utilizzi la forza di attrito di contatto ruota-suolo. Tutte le altre forze e coppia, comprese quelle che la catena scambia con la ruota posteriore, sono forze e coppie interne ed autoequilibrate.</p><p>Poi è chiaro che nella "catena del moto" ci sono anche quelle forze, ma la bici accelera se e solo se la forza di attrito di contatto ruota-suolo è maggiore delle forze che si oppongono al moto, non può essere una forza o coppia interna a rientrare in F=m*a e ad esser considerata responsabile dell'accelerazione.</p><p>Fra l'altro la ruota riceve direi una coppia dalla catena, ma la bici non rotola.</p><p></p><p>In pratica direi che:</p><p></p><p>il sistema bici+ciclista accelera se la risultante delle forze esterne nette è positiva, le forze esterne sono quelle scambiate tra ruote e suolo, forze aerodinamiche e forza dovuta alla gravità.</p><p></p><p>Le forze dovute alle irregolarità del terreno rientrano generalmente nei coeff di attrito, dato che si parla di coeff di attrito legati non ad un singolo corpo o singola ruota o singola superficie, ma di coeff di attrito di una coppia di superfici.</p><p></p><p>Quindi tutte quelle forze o coppie interne, la forza piede-pedale, le forze che la catena trasmette alla ruota, sono autoequilibrate, non causano l'accelerazione, ma causano quella forza di attrito di contatto ruota-suolo che è l'unica forza "propulsiva", è la l'unica forza esterna che causa l'accelerazione della bici.</p><p></p><p>Poi facendo il diagramma di corpo libero della ruota posteriore ci si accorgerà che questa forza è legata anche alle forze che la ruota posteriore riceve.</p><p></p><p>Però questa forza di contatto ruota-suolo è limitata, fissato il peso del sistema bici+ciclista, ha un valore massimo che non può esser superato. Se sei sul ghiaccio questo valore è molto piccolo.</p><p></p><p>Chiaramente questa forza ruota suolo non può esser calcolata utilizzando il coeff d'attrito di contatto ruota suolo perchè con quel coeff sitrova solo la <u>massima</u> forza di contatto realizzabile, non quella che il ciclista realizza in ogni momento.</p><p></p><p>E' come la cassa poggiata a terra, la forza tangenziale cassa-suolo non può esser calcolata dal coeff d'attrito di contatto, perchè dipende anche dalla forza che applico alla cassa, però il coeff d'attrito permette di calcolare il valore massimo di questa forza di contatto cassa-suolo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="fast1, post: 2463992, member: 5143"] Riprendevo quelle tue parole perchè è proprio la forza di attrito di contatto ruota-suolo a causare le accelerazioni della bici. E' una forza concorde con la direzione del moto della bici (non è così se freni). Se consideri il sistema bici e applichi F=m*a non utilizzi certo le forze scambiate tra piedi e pedali o le forze che il ciclista trasmette alla ruota, utilizzi la forza di attrito di contatto ruota-suolo. Tutte le altre forze e coppia, comprese quelle che la catena scambia con la ruota posteriore, sono forze e coppie interne ed autoequilibrate. Poi è chiaro che nella "catena del moto" ci sono anche quelle forze, ma la bici accelera se e solo se la forza di attrito di contatto ruota-suolo è maggiore delle forze che si oppongono al moto, non può essere una forza o coppia interna a rientrare in F=m*a e ad esser considerata responsabile dell'accelerazione. Fra l'altro la ruota riceve direi una coppia dalla catena, ma la bici non rotola. In pratica direi che: il sistema bici+ciclista accelera se la risultante delle forze esterne nette è positiva, le forze esterne sono quelle scambiate tra ruote e suolo, forze aerodinamiche e forza dovuta alla gravità. Le forze dovute alle irregolarità del terreno rientrano generalmente nei coeff di attrito, dato che si parla di coeff di attrito legati non ad un singolo corpo o singola ruota o singola superficie, ma di coeff di attrito di una coppia di superfici. Quindi tutte quelle forze o coppie interne, la forza piede-pedale, le forze che la catena trasmette alla ruota, sono autoequilibrate, non causano l'accelerazione, ma causano quella forza di attrito di contatto ruota-suolo che è l'unica forza "propulsiva", è la l'unica forza esterna che causa l'accelerazione della bici. Poi facendo il diagramma di corpo libero della ruota posteriore ci si accorgerà che questa forza è legata anche alle forze che la ruota posteriore riceve. Però questa forza di contatto ruota-suolo è limitata, fissato il peso del sistema bici+ciclista, ha un valore massimo che non può esser superato. Se sei sul ghiaccio questo valore è molto piccolo. Chiaramente questa forza ruota suolo non può esser calcolata utilizzando il coeff d'attrito di contatto ruota suolo perchè con quel coeff sitrova solo la [U]massima[/U] forza di contatto realizzabile, non quella che il ciclista realizza in ogni momento. E' come la cassa poggiata a terra, la forza tangenziale cassa-suolo non può esser calcolata dal coeff d'attrito di contatto, perchè dipende anche dalla forza che applico alla cassa, però il coeff d'attrito permette di calcolare il valore massimo di questa forza di contatto cassa-suolo. [/QUOTE]
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