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<blockquote data-quote="rampuzzolo" data-source="post: 7210042" data-attributes="member: 163365"><p>cito da "<a href="https://www.solowattaggio.com/il-problema-del-ciclismo-amatoriale-italiano/" target="_blank">https://www.solowattaggio.com/il-problema-del-ciclismo-amatoriale-italiano/</a>"</p><p></p><p>"</p><p>In Italia non esistono Categorie di merito, ma di età: una grande <em>corazzata Potemkin</em>. Negli USA, nel Regno Unito e perfino in Australia il sistema amatoriale permette a chiunque di gareggiare con corridori di pari livello a prescindere dall’anno di nascita. Se sei forte gareggi con chi ha il tuo passo, se sei scarso gareggi con quelli che non la muovono come te. Puoi avere 20, 30, 40 o 50 anni che non fa differenza, la tua classifica è basata sul tuo livello, non sulla tua carta d’identità. E’ come i videogames Arcade anni ’80: se sei bravo sali di livello, se non lo sei abbastanza rimani li, dove dovresti stare. Un sistema che in primis eliminerebbe pregiudizi, lamentele e abbasserebbe le orecchie a molti finti atleti. Così anche i post Instagram e Facebook del 90% degli amatori italiani verranno rivalutati, perché ci sarà la carta che canterà.</p><p></p><p>Il classico <em>“piazzamento di categoria”</em> verrebbe completamente rivalutato in questo modo, creando nuovi stimoli per raggiungere un risultato, livellando le classifiche, mantenendo alto lo spirito competitivo in qualsiasi momento e dando un vero obiettivo agonistico anche a gente che magari ha 150 watt alla soglia.</p><p></p><p>Guardando oltreoceano possiamo valutare il sistema ciclistico USA come più democratico di tutti: un neo amatore si iscrive alla USAC, inizia la sua “carriera” da ciclista partendo dalla Categoria 5, il livello più basso, a mano a mano tramite un sistema di promozione basato su punteggi e presenze alle corse può raggiungere la Cat.4, poi la Cat.3, la Cat.2 e può scalare la vetta fino alla Cat.1, il livello più alto. In alcune occasioni dove le gare sono Open c’è anche la possibilità per questa categoria di correre contro i Professionisti, gambe e cilindrata permettendo. E’ proprio così, ci si può confrontare contro i Pro statunitensi anche se non si ha un contratto con una squadra e il ciclismo non è il proprio lavoro."</p><p></p><p>Io sono d'accordo con questo articolo che avevo letto anni fa.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="rampuzzolo, post: 7210042, member: 163365"] cito da "[URL]https://www.solowattaggio.com/il-problema-del-ciclismo-amatoriale-italiano/[/URL]" " In Italia non esistono Categorie di merito, ma di età: una grande [I]corazzata Potemkin[/I]. Negli USA, nel Regno Unito e perfino in Australia il sistema amatoriale permette a chiunque di gareggiare con corridori di pari livello a prescindere dall’anno di nascita. Se sei forte gareggi con chi ha il tuo passo, se sei scarso gareggi con quelli che non la muovono come te. Puoi avere 20, 30, 40 o 50 anni che non fa differenza, la tua classifica è basata sul tuo livello, non sulla tua carta d’identità. E’ come i videogames Arcade anni ’80: se sei bravo sali di livello, se non lo sei abbastanza rimani li, dove dovresti stare. Un sistema che in primis eliminerebbe pregiudizi, lamentele e abbasserebbe le orecchie a molti finti atleti. Così anche i post Instagram e Facebook del 90% degli amatori italiani verranno rivalutati, perché ci sarà la carta che canterà. Il classico [I]“piazzamento di categoria”[/I] verrebbe completamente rivalutato in questo modo, creando nuovi stimoli per raggiungere un risultato, livellando le classifiche, mantenendo alto lo spirito competitivo in qualsiasi momento e dando un vero obiettivo agonistico anche a gente che magari ha 150 watt alla soglia. Guardando oltreoceano possiamo valutare il sistema ciclistico USA come più democratico di tutti: un neo amatore si iscrive alla USAC, inizia la sua “carriera” da ciclista partendo dalla Categoria 5, il livello più basso, a mano a mano tramite un sistema di promozione basato su punteggi e presenze alle corse può raggiungere la Cat.4, poi la Cat.3, la Cat.2 e può scalare la vetta fino alla Cat.1, il livello più alto. In alcune occasioni dove le gare sono Open c’è anche la possibilità per questa categoria di correre contro i Professionisti, gambe e cilindrata permettendo. E’ proprio così, ci si può confrontare contro i Pro statunitensi anche se non si ha un contratto con una squadra e il ciclismo non è il proprio lavoro." Io sono d'accordo con questo articolo che avevo letto anni fa. [/QUOTE]
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