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<blockquote data-quote="TheAndrez" data-source="post: 451849" data-attributes="member: 2561"><p>Già più sensato dire che effettivamente la passione ci porta a spendere senza ritorno d'investimento denaro che potenzialmente potrebbe essere impiegato per scopi diversi...come al solito, però, non esiste un punto di vista comune, così come è a mio parere un po' superficiale definire quali possano essere definite "priorità"; sembra, a volte, essere diffusa l'idea che una spesa "ragionevolmente folle" (dove "ragionevolmente folle" significa "fuori norma rispetto al sistema generale", come in questo caso) debba necessariamente inficiare priorità palesemente più importanti - es: quando si dice "io prima di tutto antepongo la mia famiglia" pare si voglia dire che se una persona compra due ruote da 2000 euro o una bici da 6000 quei soldi sono per forza tolti dal budget per la spesa da portare a casa...</p><p></p><p>Senza fare i conti in tasca a nessuno, questo discorso potrebbe filare se tutti fossimo nelle medesime condizioni economiche e familiari. Sarebbe immediata l'individuazione dell'eccesso e la categorica nonchè fondata classificazione "d'immoralità". </p><p></p><p>Solo che così non è, e mi sembra che non si consideri la probabile ipotesi che se una persona nel pieno della propria consapevolezza decisionale ed economica compie determinate azioni o effettua certi acquisti non lo faccia facendo mancare la pagnotta a se stesso od alla propria famiglia, oppure necessariamente in pieno delirio egocentrico (molti, che "possono", sono stati una volta nella condizione di "non potere" e sapendo come si marca la pagella una volta fatto il salto non dimenticano il passato, molti altri addirittura aiutano chi ancora non può). </p><p></p><p>La soglia della cosiddetta "immoralità", secondo me, è quantomeno soggettiva, ed è probabile che dieci anni fa anche io avrei giudicato immorale un'azione che oggi per me non lo è più. </p><p>Ribadisco che non credo si possa rapportare un singolo fatto "strano" come l'acquisto di materiale anomalamente costoso alla situazione di ognuno, è ovvio che per alcuni la cosa è fattibile, per altri che lavorano e portano a casa il giusto che serve alla famiglia può sembrare una pazzia.</p><p></p><p>Questo nel rispetto dell'opinione e dello status di ognuno.</p><p>Scusate la lunghezza del post.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="TheAndrez, post: 451849, member: 2561"] Già più sensato dire che effettivamente la passione ci porta a spendere senza ritorno d'investimento denaro che potenzialmente potrebbe essere impiegato per scopi diversi...come al solito, però, non esiste un punto di vista comune, così come è a mio parere un po' superficiale definire quali possano essere definite "priorità"; sembra, a volte, essere diffusa l'idea che una spesa "ragionevolmente folle" (dove "ragionevolmente folle" significa "fuori norma rispetto al sistema generale", come in questo caso) debba necessariamente inficiare priorità palesemente più importanti - es: quando si dice "io prima di tutto antepongo la mia famiglia" pare si voglia dire che se una persona compra due ruote da 2000 euro o una bici da 6000 quei soldi sono per forza tolti dal budget per la spesa da portare a casa... Senza fare i conti in tasca a nessuno, questo discorso potrebbe filare se tutti fossimo nelle medesime condizioni economiche e familiari. Sarebbe immediata l'individuazione dell'eccesso e la categorica nonchè fondata classificazione "d'immoralità". Solo che così non è, e mi sembra che non si consideri la probabile ipotesi che se una persona nel pieno della propria consapevolezza decisionale ed economica compie determinate azioni o effettua certi acquisti non lo faccia facendo mancare la pagnotta a se stesso od alla propria famiglia, oppure necessariamente in pieno delirio egocentrico (molti, che "possono", sono stati una volta nella condizione di "non potere" e sapendo come si marca la pagella una volta fatto il salto non dimenticano il passato, molti altri addirittura aiutano chi ancora non può). La soglia della cosiddetta "immoralità", secondo me, è quantomeno soggettiva, ed è probabile che dieci anni fa anche io avrei giudicato immorale un'azione che oggi per me non lo è più. Ribadisco che non credo si possa rapportare un singolo fatto "strano" come l'acquisto di materiale anomalamente costoso alla situazione di ognuno, è ovvio che per alcuni la cosa è fattibile, per altri che lavorano e portano a casa il giusto che serve alla famiglia può sembrare una pazzia. Questo nel rispetto dell'opinione e dello status di ognuno. Scusate la lunghezza del post. [/QUOTE]
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