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Campagnolo Delta brakes
Testo
<blockquote data-quote="pbass71" data-source="post: 3874443" data-attributes="member: 8658"><p>Condivido tutto quello che hai scritto; sebbene io usi sempre una bici da corsa super moderna, sono ormai quasi unicamente affascinato e innamorato di quelle che erano le bici da corsa quando io ero ragazzino, dunque anni '70 e '80 e (forse) primissimi anni '90.</p><p></p><p>I freni Delta sono una chicca sebbene si dica non frenino molto, come già qualcuno ti ha accennato.</p><p></p><p>A questo proposito ti riporto ciò che è scritto, a proposito di questi freni, sul favoloso volume "<strong>Campagnolo, la storia che ha cambiato la bicicletta</strong>", di Facchinetti - Rubino, BOLIS EDIZIONI, anno 2008 (libro che ti consiglio vivamente).</p><p></p><p><em>....dal punto di vista meccanico la novità clamorosa sono i freni Delta (siamo nel 1984).</em></p><p><em>Campagnolo abbandona la classica pinza ad archetti contrapposti a favore di un meccanismo completamente nuovo. Il corpo del freno è triangolare (delta, appunto) e contiene all'interno un complesso sistema di leve a rombo deformabile che viene azionato dal cavo del freno.</em></p><p><em>Quando le dita agiscono sulle leve, il rombo si schiaccia allargandosi verso l'esterno e mettendo in azione due bilancieri su cui, nella parte inferiore, sono fissati i tacchetti dei freni. Le leve moltiplicano la forza che si applica al cerchio ma è necessaria l'elaborazione di tacchetti speciali dalla mescola più morbida perché la frenata sia dell'efficacia necessaria.</em></p><p><em>In realtà il sistema - ingegnoso ed esteticamente bellissimo (ci sono molte foto dei Delta smontati) si rivela problematico. I freni agiscono troppo bruscamente e e si rischia di bloccare la ruota. Anche la mescola della gomma non è affidabile nelle frenate più lunghe: si consuma rapidamente.. </em></p><p></p><p></p><p>Però, belli son belli... </p><p></p><p>Furono sostituiti dai Campagnolo Cobalto (favolosi) proprio per tali ragioni.</p><p>Bellissime quelle bici e quei componenti. Anni favolosi!!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="pbass71, post: 3874443, member: 8658"] Condivido tutto quello che hai scritto; sebbene io usi sempre una bici da corsa super moderna, sono ormai quasi unicamente affascinato e innamorato di quelle che erano le bici da corsa quando io ero ragazzino, dunque anni '70 e '80 e (forse) primissimi anni '90. I freni Delta sono una chicca sebbene si dica non frenino molto, come già qualcuno ti ha accennato. A questo proposito ti riporto ciò che è scritto, a proposito di questi freni, sul favoloso volume "[B]Campagnolo, la storia che ha cambiato la bicicletta[/B]", di Facchinetti - Rubino, BOLIS EDIZIONI, anno 2008 (libro che ti consiglio vivamente). [I]....dal punto di vista meccanico la novità clamorosa sono i freni Delta (siamo nel 1984). Campagnolo abbandona la classica pinza ad archetti contrapposti a favore di un meccanismo completamente nuovo. Il corpo del freno è triangolare (delta, appunto) e contiene all'interno un complesso sistema di leve a rombo deformabile che viene azionato dal cavo del freno. Quando le dita agiscono sulle leve, il rombo si schiaccia allargandosi verso l'esterno e mettendo in azione due bilancieri su cui, nella parte inferiore, sono fissati i tacchetti dei freni. Le leve moltiplicano la forza che si applica al cerchio ma è necessaria l'elaborazione di tacchetti speciali dalla mescola più morbida perché la frenata sia dell'efficacia necessaria. In realtà il sistema - ingegnoso ed esteticamente bellissimo (ci sono molte foto dei Delta smontati) si rivela problematico. I freni agiscono troppo bruscamente e e si rischia di bloccare la ruota. Anche la mescola della gomma non è affidabile nelle frenate più lunghe: si consuma rapidamente.. [/I] Però, belli son belli... Furono sostituiti dai Campagnolo Cobalto (favolosi) proprio per tali ragioni. Bellissime quelle bici e quei componenti. Anni favolosi!! [/QUOTE]
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