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Caro diario.... (PARTE II)
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<blockquote data-quote="Stefano1964" data-source="post: 3952593" data-attributes="member: 37912"><p>Caro diario, oggi pomeriggio ero nel laboratorio a parlare con una mia cliente, evento rarissimo.</p><p>Oltretutto si trattava di una cliente pagante, roba che vedo due o tre volte l'anno.</p><p></p><p>Mentre ascoltavo le sue richieste su un coso da aerografare, ero impegnato a rivedermi sul monitor del portatile il filmato di una memorabile strombazzata che ho fatto con un'amica sulla scrivania, e che ho ripreso con la telecamera che mi ha prestato il mio amico Cesare.</p><p></p><p>Ovviamente non potevo sentire l'audio, ma comunque mi sono accorto che c'era troppo dialogo ed ho deciso di tagliare i momenti morti.</p><p>Comunque. Ho pensato che non avrei potuto far niente per la signora, e così l'ho mandata via, che io non ho tempo da perdere. In questi casi ho un sistema collaudato: chiedo un acconto terrificante, e così sono sicuro che non rivedrò mai più il cliente.</p><p></p><p>Ci mancano soltanto questi rompicoglioni che ogni tanto pretendono di farmi lavorare.</p><p></p><p>Una volta finalmente libero, ho pensato che la monotonia del filmato dipendeva in gran parte dalla mia staticità, e dalla scarsa plasticità della posa.</p><p>La prossima che viene a trovarmi la trombo appesa al lampadario, così almeno dondola.</p><p></p><p>Ma, udite udite, mentre ero lì che pensavo a come salvare quel filmato per farne un serio porno artigianale per mio privatissimo uso e consumo, ho inteso il citofono che suonava. Minchia, ho pensato, la posta a quest'ora? Mai avrei potuto pensare ad un altro cliente, non è mai successo che arrivassero in due nella stessa settimana.</p><p></p><p>E infatti non era un cliente, bensì uno dei soliti monatti, un venditore di calzini, o di quadretti di Totò, o di sistemi infallibili per il Superenalotto, o un rappresentante di una compagnia telefonica.</p><p>Li riconosco subito, questi soggetti, perché in genere arrivano con una borsa.</p><p></p><p>E io gli butto addosso l'acqua, dal pianerottolo delle scale, prima ancora che salgano.</p><p></p><p>Ma non era uno dei soliti monatti. Era un rivenditore di magnifici cd, non propriamente originali ma insomma.</p><p>Ho preso al volo la compilescion di Sanremo, così gliela passo a Mescaleros.</p><p>Poi l'ho mandato affanculo.</p><p></p><p>E ora canto Ti regalerò una rosa. Io, capite, io che non ho mai regalato un fiore in vita mia.</p><p>Io che, quando esco con una donna, le chiedo sempre com'è andata di corpo, perché sono gentile e preoccupato per la sua salute.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Stefano1964, post: 3952593, member: 37912"] Caro diario, oggi pomeriggio ero nel laboratorio a parlare con una mia cliente, evento rarissimo. Oltretutto si trattava di una cliente pagante, roba che vedo due o tre volte l'anno. Mentre ascoltavo le sue richieste su un coso da aerografare, ero impegnato a rivedermi sul monitor del portatile il filmato di una memorabile strombazzata che ho fatto con un'amica sulla scrivania, e che ho ripreso con la telecamera che mi ha prestato il mio amico Cesare. Ovviamente non potevo sentire l'audio, ma comunque mi sono accorto che c'era troppo dialogo ed ho deciso di tagliare i momenti morti. Comunque. Ho pensato che non avrei potuto far niente per la signora, e così l'ho mandata via, che io non ho tempo da perdere. In questi casi ho un sistema collaudato: chiedo un acconto terrificante, e così sono sicuro che non rivedrò mai più il cliente. Ci mancano soltanto questi rompicoglioni che ogni tanto pretendono di farmi lavorare. Una volta finalmente libero, ho pensato che la monotonia del filmato dipendeva in gran parte dalla mia staticità, e dalla scarsa plasticità della posa. La prossima che viene a trovarmi la trombo appesa al lampadario, così almeno dondola. Ma, udite udite, mentre ero lì che pensavo a come salvare quel filmato per farne un serio porno artigianale per mio privatissimo uso e consumo, ho inteso il citofono che suonava. Minchia, ho pensato, la posta a quest'ora? Mai avrei potuto pensare ad un altro cliente, non è mai successo che arrivassero in due nella stessa settimana. E infatti non era un cliente, bensì uno dei soliti monatti, un venditore di calzini, o di quadretti di Totò, o di sistemi infallibili per il Superenalotto, o un rappresentante di una compagnia telefonica. Li riconosco subito, questi soggetti, perché in genere arrivano con una borsa. E io gli butto addosso l'acqua, dal pianerottolo delle scale, prima ancora che salgano. Ma non era uno dei soliti monatti. Era un rivenditore di magnifici cd, non propriamente originali ma insomma. Ho preso al volo la compilescion di Sanremo, così gliela passo a Mescaleros. Poi l'ho mandato affanculo. E ora canto Ti regalerò una rosa. Io, capite, io che non ho mai regalato un fiore in vita mia. Io che, quando esco con una donna, le chiedo sempre com'è andata di corpo, perché sono gentile e preoccupato per la sua salute. [/QUOTE]
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