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Ce la posso fare?
Testo
<blockquote data-quote="doctorkom" data-source="post: 5518192" data-attributes="member: 19006"><p>Premesso che un po' di esperienza in ambito medico sportivo l'avrei pure anche se non in ambito triathlon......... Il concetto che volevo esprimere è che vorrei evitare che questa mia nuova avventura diventi una fonte di stress aggiuntivo ed in linea di principio,almeno per la mia esperienza,dover seguire pedissequamente schemi rigidi finisce,nella maggior parte dei casi per esserlo.</p><p></p><p>Ti faccio un esempio pratico inerente il mio lavoro di diabetologo:i pazienti diabetici che vanno meglio nel lungo periodo non sono quelli a cui viene assegnato uno schema alimentare rigido ma sono quelli che con una corretta educazione modificano gradualmente il proprio stile di vita autonomamente anche a rischio di commettere qualche errore iniziale di valutazione. L'importante è che ogni sbaglio venga contestualizzato e non ripetuto.</p><p></p><p>Il libro di Gipsy mi è piaciuto proprio perché non propone tabelle miracolose ma perché ti spiega cosa fare e perché farlo,poi sta a noi,sulla base delle capacità personali,degli obiettivi e del tempo a disposizione, decidere quale percorso seguire.</p><p></p><p>Forse sarò presuntuoso ma credo che a giugno farò una discreta gara in linea con gli obiettivi prefissati,e sarò ancora più soddisfatto perché sarà tutta farina del mio sacco.</p><p>Peraltro durante questi mesi ho letto molto e ho visto programmi di allenamento di cui ho faticato a trovare il razionale,anzi lo devo ancora trovare,questo per dire che affidarsi ciecamente ad un preparatore (o ad un biomeccanico per il posizionamento in bici piuttosto che ad un dietologo per ottimizzare lo stato nutrizionale) potrebbe non essere sempre la scelta migliore visto che per molti potrebbe essere difficile valutarne la professionalità.</p><p></p><p>Ciao e grazie per il contributo,</p><p></p><p>Fabrizio</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="doctorkom, post: 5518192, member: 19006"] Premesso che un po' di esperienza in ambito medico sportivo l'avrei pure anche se non in ambito triathlon......... Il concetto che volevo esprimere è che vorrei evitare che questa mia nuova avventura diventi una fonte di stress aggiuntivo ed in linea di principio,almeno per la mia esperienza,dover seguire pedissequamente schemi rigidi finisce,nella maggior parte dei casi per esserlo. Ti faccio un esempio pratico inerente il mio lavoro di diabetologo:i pazienti diabetici che vanno meglio nel lungo periodo non sono quelli a cui viene assegnato uno schema alimentare rigido ma sono quelli che con una corretta educazione modificano gradualmente il proprio stile di vita autonomamente anche a rischio di commettere qualche errore iniziale di valutazione. L'importante è che ogni sbaglio venga contestualizzato e non ripetuto. Il libro di Gipsy mi è piaciuto proprio perché non propone tabelle miracolose ma perché ti spiega cosa fare e perché farlo,poi sta a noi,sulla base delle capacità personali,degli obiettivi e del tempo a disposizione, decidere quale percorso seguire. Forse sarò presuntuoso ma credo che a giugno farò una discreta gara in linea con gli obiettivi prefissati,e sarò ancora più soddisfatto perché sarà tutta farina del mio sacco. Peraltro durante questi mesi ho letto molto e ho visto programmi di allenamento di cui ho faticato a trovare il razionale,anzi lo devo ancora trovare,questo per dire che affidarsi ciecamente ad un preparatore (o ad un biomeccanico per il posizionamento in bici piuttosto che ad un dietologo per ottimizzare lo stato nutrizionale) potrebbe non essere sempre la scelta migliore visto che per molti potrebbe essere difficile valutarne la professionalità. Ciao e grazie per il contributo, Fabrizio [/QUOTE]
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