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Che ne pensi del doping nel ciclismo?
Testo
<blockquote data-quote="Deleted member 2182" data-source="post: 7606816"><p>Il discorso è corretto in linea di massima, ma il grassetto è sbagliato, o forse intendi qualcosa di diverso da quello che si legge.</p><p>La frase è in contrasto proprio con la storia del doping più famoso nel ciclismo: l'epo.</p><p>Negli anni 90 era assolutamente noto, ma assolutamente NON rilevato nè rilevabile; proprio per questo motivo avevano adottato il famoso limite dell'ematocrito al 50% come "tutela della salute". NON potevano squalificare nessuno per aver assunto epo perchè non era dimostrabile, ma hanno aggirato l'ostacolo per dare il messaggio "sappiamo cosa state facendo, non possiamo provarlo, ma se esagerate vi fermiamo lo stesso".</p><p>Parlando di tempi più recenti anche l'AICAR è molto noto, ma è quasi impossibile da rilevare, stessa cosa i PFC .. figuriamoci se in paesi "eticamente lascivi" non hanno sviluppato (o semplicemente usato al di fuori dell'ambito medico) qualcosa di non rilevabile ma concettualmente noto negli ambienti che si occupano di farmaci.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Deleted member 2182, post: 7606816"] Il discorso è corretto in linea di massima, ma il grassetto è sbagliato, o forse intendi qualcosa di diverso da quello che si legge. La frase è in contrasto proprio con la storia del doping più famoso nel ciclismo: l'epo. Negli anni 90 era assolutamente noto, ma assolutamente NON rilevato nè rilevabile; proprio per questo motivo avevano adottato il famoso limite dell'ematocrito al 50% come "tutela della salute". NON potevano squalificare nessuno per aver assunto epo perchè non era dimostrabile, ma hanno aggirato l'ostacolo per dare il messaggio "sappiamo cosa state facendo, non possiamo provarlo, ma se esagerate vi fermiamo lo stesso". Parlando di tempi più recenti anche l'AICAR è molto noto, ma è quasi impossibile da rilevare, stessa cosa i PFC .. figuriamoci se in paesi "eticamente lascivi" non hanno sviluppato (o semplicemente usato al di fuori dell'ambito medico) qualcosa di non rilevabile ma concettualmente noto negli ambienti che si occupano di farmaci. [/QUOTE]
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