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Chi ha pagato l'antidumping?
Testo
<blockquote data-quote="jerry76" data-source="post: 5497899" data-attributes="member: 88911"><p>scusate ma se il sig Pinarello si fa fare il telaio in cina da un cinese terzista che poi si rivende a suo fratello qualche telaio in più che poi viene rivenduto online. come si fa a dire che quel telaio è contraffatto? solo in base alla targhetta col numero di serie che viene poi attaccata in italia? vi racconto cosa succede da qualche anno nel distretto dei rubinetti del ex ricco nord ovest d'italia. agli inizi del 1960 il primo produttore europeo di rubinetti era la Germania. Poi siamo arrivati noi con la lira debole a fare rubinetti che con qualità inferiore ma prezzi molto più bassi, gli abbiamo fregato 80% del mercato. purtroppo essendo italiani ognuno cerca sempre di fregare l'altro, così mentre in Germania facevamo andare in crisi fabbriche di mille dipendenti, in italia ogni 10 operai uno si metteva in proprio fregando i clienti al suo ex capo. dopo 30 anni al posto di un paio di rubinetterie da 1000 dipendenti noi ne avevamo 100 da 20 dipendenti. tutte aziende sotto capitalizzate piene di debiti. quando con l'euro non abbiamo più potuto giocare con la svalutazione ed hanno anche aperto i mercati alla cina ci siamo trovati nella m...a. Allora molte rubinetterie hanno chiuso, altre hanno iniziato ad importare alcune parti del rubinetto e assemblarlo ed inscatolarlo in italia mentre altre hanno chiuso tutti i reparti ed importano e rivendono solamente cambiando la scatola. Infine qualcuno produce tramite terzisti cinesi direttamente in Italia. Ma quello che non hanno capito è che un conto è la nike o la shimano che si va a comprare il terreno, tira su un capannone, mette le sue macchine, porta i suoi direttori e produce con i propri standard qualitativi e da quelle fabbriche non esce un pezzo che non viene venduto da loro. Se poi lo copiano si vede lontano un km. Ma se il rubinettaio manda ad un cinese uno stampo del proprio rubinetto costato 15.000 euro per produrre il rubinetto semifinito ad 1 euro, poi il cinese con altri 2 euro se lo assembla e lo rivende direttamente sul mercato facendoti concorrenza ti sei fregato da solo. lo stesso per i telai, se per fare un telaio ci vogliono 5 stampi x 5 taglie, un cinese non investe 40-50.000 euro. ma se gli mandi tu gli stampi per avere il telaio a 100 euro lui te lo fa. poi però se li vende anche da solo a 300 euro all'amico che li vernicia e li rivende a 450.</p><p>chissà come mai su aliexpress non si trovano telai trek o di altre marche che non producono in cina. ma si trovano solo i soliti marchi che spudoratamente producono a rivendono pensando solo al profitto. </p><p>poi vanno in giro a dire che ilk made in italy è di qualità superiore, quando tutti i giorni io vedo i controlli di qualità sui rubinetti cinesi........una donna con un pennarello in mano sotto ad un neon che segna i pezzi con qualche imprecisione superficiale che poi non viene pagato al cinese ma viene lo stesso rivenduto a clienti di seconda scelta</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="jerry76, post: 5497899, member: 88911"] scusate ma se il sig Pinarello si fa fare il telaio in cina da un cinese terzista che poi si rivende a suo fratello qualche telaio in più che poi viene rivenduto online. come si fa a dire che quel telaio è contraffatto? solo in base alla targhetta col numero di serie che viene poi attaccata in italia? vi racconto cosa succede da qualche anno nel distretto dei rubinetti del ex ricco nord ovest d'italia. agli inizi del 1960 il primo produttore europeo di rubinetti era la Germania. Poi siamo arrivati noi con la lira debole a fare rubinetti che con qualità inferiore ma prezzi molto più bassi, gli abbiamo fregato 80% del mercato. purtroppo essendo italiani ognuno cerca sempre di fregare l'altro, così mentre in Germania facevamo andare in crisi fabbriche di mille dipendenti, in italia ogni 10 operai uno si metteva in proprio fregando i clienti al suo ex capo. dopo 30 anni al posto di un paio di rubinetterie da 1000 dipendenti noi ne avevamo 100 da 20 dipendenti. tutte aziende sotto capitalizzate piene di debiti. quando con l'euro non abbiamo più potuto giocare con la svalutazione ed hanno anche aperto i mercati alla cina ci siamo trovati nella m...a. Allora molte rubinetterie hanno chiuso, altre hanno iniziato ad importare alcune parti del rubinetto e assemblarlo ed inscatolarlo in italia mentre altre hanno chiuso tutti i reparti ed importano e rivendono solamente cambiando la scatola. Infine qualcuno produce tramite terzisti cinesi direttamente in Italia. Ma quello che non hanno capito è che un conto è la nike o la shimano che si va a comprare il terreno, tira su un capannone, mette le sue macchine, porta i suoi direttori e produce con i propri standard qualitativi e da quelle fabbriche non esce un pezzo che non viene venduto da loro. Se poi lo copiano si vede lontano un km. Ma se il rubinettaio manda ad un cinese uno stampo del proprio rubinetto costato 15.000 euro per produrre il rubinetto semifinito ad 1 euro, poi il cinese con altri 2 euro se lo assembla e lo rivende direttamente sul mercato facendoti concorrenza ti sei fregato da solo. lo stesso per i telai, se per fare un telaio ci vogliono 5 stampi x 5 taglie, un cinese non investe 40-50.000 euro. ma se gli mandi tu gli stampi per avere il telaio a 100 euro lui te lo fa. poi però se li vende anche da solo a 300 euro all'amico che li vernicia e li rivende a 450. chissà come mai su aliexpress non si trovano telai trek o di altre marche che non producono in cina. ma si trovano solo i soliti marchi che spudoratamente producono a rivendono pensando solo al profitto. poi vanno in giro a dire che ilk made in italy è di qualità superiore, quando tutti i giorni io vedo i controlli di qualità sui rubinetti cinesi........una donna con un pennarello in mano sotto ad un neon che segna i pezzi con qualche imprecisione superficiale che poi non viene pagato al cinese ma viene lo stesso rivenduto a clienti di seconda scelta [/QUOTE]
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