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<blockquote data-quote="Shinkansen" data-source="post: 3733975" data-attributes="member: 3881"><p>Penso che Zippi (comunque Clodovico ha ragione: hai 30 anni, se l'80 si riferisce al tuo anno di nascita, e scrivi ancora come un ragazzino di 15; dacci un taglio) abbia voluto sottolineare lo svaccamento del mondo amatoriale, con il suo scimmiottare il mondo dilettantistico e professionistico.</p><p>A parte che è entrato nel nostro mondo il doping, cosa che non si dovrebbe neppure sapere cos'è. Ma a parte questo l'avvento di questi pseudo-pro' "sfalsano" il corretto svolgimento delle gare.</p><p>Mi spiego meglio: un amatore classico si allena dalle 12 alle 16 ore settimanali, con una media annua di 10/12 mila chilometri (ci sono anche quelli che arrivano a 15k, ma lasciamoli fuori per il momento). Magari con il suo chilometraggio e un discreto talento potrebbe ambire ai primi posti della classifica assoluta. Se ora si riciclano dal mondo Under 23 o dal mondo pro' tipi che sono in grado di allenarsi tutti i giorni è ovvio che un amatore se vuole competere con loro deve per forza aumentare il carico di lavoro. Teniamo conto che tutti noi lavoriamo, abbiamo una famiglia e che ci ritagliamo gli allenamenti come e quando possiamo. Se mi arriva uno che fa quello per vivere o lo fa solo part-time sballa tutto il sistema.</p><p>Una volta 8 mila chilometri bastavano per arrivare fra i primi oggi, se proprio sei dotato, arrivi nel primo terzo, quando nella maggior parte dei casi arrivi a metà gruppo.</p><p>C'è una corsa alla preparazione che in alcuni casi è esasperata per un semplice amatore. Molti lo fanno per il proprio piacere personale, per mettersi alla prova, ma altri, quelli che vogliono arrivare tra i primi, se non si adeguano vengono risucchiati indietro.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Shinkansen, post: 3733975, member: 3881"] Penso che Zippi (comunque Clodovico ha ragione: hai 30 anni, se l'80 si riferisce al tuo anno di nascita, e scrivi ancora come un ragazzino di 15; dacci un taglio) abbia voluto sottolineare lo svaccamento del mondo amatoriale, con il suo scimmiottare il mondo dilettantistico e professionistico. A parte che è entrato nel nostro mondo il doping, cosa che non si dovrebbe neppure sapere cos'è. Ma a parte questo l'avvento di questi pseudo-pro' "sfalsano" il corretto svolgimento delle gare. Mi spiego meglio: un amatore classico si allena dalle 12 alle 16 ore settimanali, con una media annua di 10/12 mila chilometri (ci sono anche quelli che arrivano a 15k, ma lasciamoli fuori per il momento). Magari con il suo chilometraggio e un discreto talento potrebbe ambire ai primi posti della classifica assoluta. Se ora si riciclano dal mondo Under 23 o dal mondo pro' tipi che sono in grado di allenarsi tutti i giorni è ovvio che un amatore se vuole competere con loro deve per forza aumentare il carico di lavoro. Teniamo conto che tutti noi lavoriamo, abbiamo una famiglia e che ci ritagliamo gli allenamenti come e quando possiamo. Se mi arriva uno che fa quello per vivere o lo fa solo part-time sballa tutto il sistema. Una volta 8 mila chilometri bastavano per arrivare fra i primi oggi, se proprio sei dotato, arrivi nel primo terzo, quando nella maggior parte dei casi arrivi a metà gruppo. C'è una corsa alla preparazione che in alcuni casi è esasperata per un semplice amatore. Molti lo fanno per il proprio piacere personale, per mettersi alla prova, ma altri, quelli che vogliono arrivare tra i primi, se non si adeguano vengono risucchiati indietro. [/QUOTE]
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