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Testo
<blockquote data-quote="andre.road" data-source="post: 5924705" data-attributes="member: 49838"><p>Proviamo - <em>pour parler</em> - a vedere le cose da un&#8217;altra prospettiva. Faccio un esempio per stimolare la riflessione.</p><p></p><p></p><p>Abbiamo detto che l&#8217;efficienza metabolica si attesta su una percentuale del 22-24%. Questa percentuale stabilisce una proporzione grossomodo costante, valida <em>erga omnes</em>, rispetto al fenomeno della termogenesi. Dentro questa percentuale vi è il lavoro effettivamente trasmesso sui pedali. E tuttavia, <u>al variare della potenza espressa</u>, i termini percentuali celano valori assoluti di Kcal che continuano a rispettare quella proporzione ma che sono tra loro differenti. Questo è un assunto teorico di base che deriva dalle conoscenze acquisite.</p><p></p><p>Un Dipartimento universitario ci incarica di condurre una ricerca: vogliono studiare le prestazioni degli amatori partecipanti a una gran fondo e il relativo dispendio energetico. Sappiamo bene che in una gran fondo vi è una partecipazione molto eterogenea di persone. Tutti i partecipanti dispongono di biciclette grossomodo uniformi, degli opportuni strumenti di misurazione della potenza e anche di altri dati. Noi ci concentriamo sulla potenza perché è da quella che possiamo ricavare il dispendio con precisione e creare la casistica che ci serve.</p><p></p><p>All&#8217;arrivo, pertanto, per ciascun partecipante avremo il dato della potenza media, espressa sul medesimo percorso. E sulla base di questo si potrà osservare un ampio spettro di prestazioni e di dispendi energetici. Però, se volessimo comprendere qualcosa in più in merito alle cause efficienti di queste differenze, non potremmo limitarci ad osservare il dato &#8220;anonimo&#8221; dei watt. Necessariamente, avremmo la necessità di conoscere più approfonditamente le caratteristiche concrete di ciascun partecipante: la classica categoria di età; quella del genere; alla quale si potrebbe aggiungere quella del peso. Addirittura, si potrebbe proporre un questionario a ciascun partecipante per ricavare altre informazioni, come quelle relative alla frequenza e alle tipologie di allenamento. </p><p></p><p>Al di là del questionario, già l'annotazione di queste variabili di base (età; genere; peso) consentirebbe di comprendere qualcosa in più in merito alla varianza delle prestazioni e dei relativi dispendi. Probabilmente, si osserveranno prestazioni simili all&#8217;interno delle categorie, come pure delle eccezioni, riconducibili a persone più prestanti rispetto alla media della categoria. Si potrebbero anche operare delle analisi bivariate o multivariate, sovrapponendo tra loro due o più variabili.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="andre.road, post: 5924705, member: 49838"] Proviamo - [I]pour parler[/I] - a vedere le cose da un’altra prospettiva. Faccio un esempio per stimolare la riflessione. Abbiamo detto che l’efficienza metabolica si attesta su una percentuale del 22-24%. Questa percentuale stabilisce una proporzione grossomodo costante, valida [I]erga omnes[/I], rispetto al fenomeno della termogenesi. Dentro questa percentuale vi è il lavoro effettivamente trasmesso sui pedali. E tuttavia, [U]al variare della potenza espressa[/U], i termini percentuali celano valori assoluti di Kcal che continuano a rispettare quella proporzione ma che sono tra loro differenti. Questo è un assunto teorico di base che deriva dalle conoscenze acquisite. Un Dipartimento universitario ci incarica di condurre una ricerca: vogliono studiare le prestazioni degli amatori partecipanti a una gran fondo e il relativo dispendio energetico. Sappiamo bene che in una gran fondo vi è una partecipazione molto eterogenea di persone. Tutti i partecipanti dispongono di biciclette grossomodo uniformi, degli opportuni strumenti di misurazione della potenza e anche di altri dati. Noi ci concentriamo sulla potenza perché è da quella che possiamo ricavare il dispendio con precisione e creare la casistica che ci serve. All’arrivo, pertanto, per ciascun partecipante avremo il dato della potenza media, espressa sul medesimo percorso. E sulla base di questo si potrà osservare un ampio spettro di prestazioni e di dispendi energetici. Però, se volessimo comprendere qualcosa in più in merito alle cause efficienti di queste differenze, non potremmo limitarci ad osservare il dato “anonimo” dei watt. Necessariamente, avremmo la necessità di conoscere più approfonditamente le caratteristiche concrete di ciascun partecipante: la classica categoria di età; quella del genere; alla quale si potrebbe aggiungere quella del peso. Addirittura, si potrebbe proporre un questionario a ciascun partecipante per ricavare altre informazioni, come quelle relative alla frequenza e alle tipologie di allenamento. Al di là del questionario, già l'annotazione di queste variabili di base (età; genere; peso) consentirebbe di comprendere qualcosa in più in merito alla varianza delle prestazioni e dei relativi dispendi. Probabilmente, si osserveranno prestazioni simili all’interno delle categorie, come pure delle eccezioni, riconducibili a persone più prestanti rispetto alla media della categoria. Si potrebbero anche operare delle analisi bivariate o multivariate, sovrapponendo tra loro due o più variabili. [/QUOTE]
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