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Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 5924987" data-attributes="member: 20890"><p>ipotizzando due soggetti con fenotipo differente esprimere un medesimo lavoro (p*t), normalizzato su peso soggetto (W/Kg non a caso va scalato sempre sul peso persona in quanto parametro "fisiologico" e non puramente "fisico") e quindi ~similari~ velocità (salita discorso un po' più complesso per la pianura) gli scenari sono:</p><p></p><p>- l'atleta più leggero dovrà produrre meno watt assoluti e disperdere meno calore (~75% energia chimica da substrati energetici -grassi/glicogeno- che NON diventa lavoro ossia quanto viene misurato da ergometro/misuratore)</p><p>- l'atleta più leggero poiché NON c'è una proporzionalità allometrica (incremento volume organi in proporzione a volume soggetto) nei depositi di glicogeno epatico e muscolare (= sono i medesimi +/- indipendentemente da peso e statura soggetti) avrà un vantaggio nel poter disporre di una quantità/tempo maggiore di substrato glicogeno (400-500g in pieno stock)</p><p>- l'atleta più leggero, ipoteticamente (ma non necessariamente) di minore statura può avere un vantaggio nella dispersione "radiante", quello di maggiore statura (ipoteticamente più pesante) nell'evaporazione</p><p>- l'atleta più pesante, ipoteticamente più "alto" sempre per allometria POTREBBE avere maggiori dimensioni cardiache (= superiore Vo2 assoluto, relativo dipende anche in questo caso dalla normalizzazione su peso), maggiori dimensioni degli arti (leve più favorevoli arti inferiori) e ovviamente una maggiore massa muscolare (non necessariamente più sviluppata per ipertrofia=fenotipo ectomorfo= maggiore presenza fibre lente/ossidative/NON glicolitiche). Questo comporta la possibilità di ottenere più elevati valori potenza assoluta (senza normalizzazione su peso) e quindi un bilancio equilibrato nel rapporto prestazioni salita/pianura.</p><p></p><p>Tutti questi punti delineano un fenotipo ciclista "ideale" che per essere polivalente (= minori svantaggi in pianura rispetto ad un atleta sì leggero ma anche di minori dimensioni ossia minori capacità di esrpimere lavoro in termini assoluti) e/o eccellere in W/Kg rientra in un identikit abbastanza frequente/ricercato/elaborato (in alcuni casi, come?) negli ultimi decenni: alta statura (con vantaggi "allometria" associati), basso peso (somatotipi ectomorfi= minore ipertrofia, maggiore % fibre lente), minima % m.g, lunghe leve.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 5924987, member: 20890"] ipotizzando due soggetti con fenotipo differente esprimere un medesimo lavoro (p*t), normalizzato su peso soggetto (W/Kg non a caso va scalato sempre sul peso persona in quanto parametro "fisiologico" e non puramente "fisico") e quindi ~similari~ velocità (salita discorso un po' più complesso per la pianura) gli scenari sono: - l'atleta più leggero dovrà produrre meno watt assoluti e disperdere meno calore (~75% energia chimica da substrati energetici -grassi/glicogeno- che NON diventa lavoro ossia quanto viene misurato da ergometro/misuratore) - l'atleta più leggero poiché NON c'è una proporzionalità allometrica (incremento volume organi in proporzione a volume soggetto) nei depositi di glicogeno epatico e muscolare (= sono i medesimi +/- indipendentemente da peso e statura soggetti) avrà un vantaggio nel poter disporre di una quantità/tempo maggiore di substrato glicogeno (400-500g in pieno stock) - l'atleta più leggero, ipoteticamente (ma non necessariamente) di minore statura può avere un vantaggio nella dispersione "radiante", quello di maggiore statura (ipoteticamente più pesante) nell'evaporazione - l'atleta più pesante, ipoteticamente più "alto" sempre per allometria POTREBBE avere maggiori dimensioni cardiache (= superiore Vo2 assoluto, relativo dipende anche in questo caso dalla normalizzazione su peso), maggiori dimensioni degli arti (leve più favorevoli arti inferiori) e ovviamente una maggiore massa muscolare (non necessariamente più sviluppata per ipertrofia=fenotipo ectomorfo= maggiore presenza fibre lente/ossidative/NON glicolitiche). Questo comporta la possibilità di ottenere più elevati valori potenza assoluta (senza normalizzazione su peso) e quindi un bilancio equilibrato nel rapporto prestazioni salita/pianura. Tutti questi punti delineano un fenotipo ciclista "ideale" che per essere polivalente (= minori svantaggi in pianura rispetto ad un atleta sì leggero ma anche di minori dimensioni ossia minori capacità di esrpimere lavoro in termini assoluti) e/o eccellere in W/Kg rientra in un identikit abbastanza frequente/ricercato/elaborato (in alcuni casi, come?) negli ultimi decenni: alta statura (con vantaggi "allometria" associati), basso peso (somatotipi ectomorfi= minore ipertrofia, maggiore % fibre lente), minima % m.g, lunghe leve. [/QUOTE]
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