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<blockquote data-quote="Ubaldo" data-source="post: 7149439" data-attributes="member: 10458"><p>dobbiamo però intenderci su come usiamo le zone.</p><p>Il sistema standard Garmin lo trovo poco razionale.</p><p>Io come limite massimo di Z2 pongo la soglia del massimo intervento aerobico con un intervento nullo o trascurabile del sistema aerobico, ovverosia la soglia aerobica (e pongo la Z2 a 148, nel mio caso nella corsa, dopo aver fatto qualche esperimento). La Z4 è a cavallo della soglia anaerobica e, di conseguenza, la Z3 è quella terra di mezzo in cui il lattato lo riutilizzi a fini energetici in maniera efficiente, ma comunque stai consumando una quantità considerevole di glicogeno per avanzare.</p><p>La Z5, naturalmente è per i lavori anaerobici. La Z1 per la corsa facilissima, ovverosia quella corsa (di solito tra Z1 e Z2 bassa) che puoi portare avanti per molte ore senza particolari problemi che non siano limitazioni derivanti dall'affaticamento meccanico (nel mio caso soglia interessante nell'ottica di trail sviluppati intorno alle 5-6 ore o comunque nelle distanze ultra, cioè superiori alla maratona).</p><p></p><p>è un approccio che si trova in letteratura in vari libri, tra chi segue la divisione in 5 zone. C'è anche l'approccio su 3 zone, ma non è facile calarlo nei nostri orologi gps</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ubaldo, post: 7149439, member: 10458"] dobbiamo però intenderci su come usiamo le zone. Il sistema standard Garmin lo trovo poco razionale. Io come limite massimo di Z2 pongo la soglia del massimo intervento aerobico con un intervento nullo o trascurabile del sistema aerobico, ovverosia la soglia aerobica (e pongo la Z2 a 148, nel mio caso nella corsa, dopo aver fatto qualche esperimento). La Z4 è a cavallo della soglia anaerobica e, di conseguenza, la Z3 è quella terra di mezzo in cui il lattato lo riutilizzi a fini energetici in maniera efficiente, ma comunque stai consumando una quantità considerevole di glicogeno per avanzare. La Z5, naturalmente è per i lavori anaerobici. La Z1 per la corsa facilissima, ovverosia quella corsa (di solito tra Z1 e Z2 bassa) che puoi portare avanti per molte ore senza particolari problemi che non siano limitazioni derivanti dall'affaticamento meccanico (nel mio caso soglia interessante nell'ottica di trail sviluppati intorno alle 5-6 ore o comunque nelle distanze ultra, cioè superiori alla maratona). è un approccio che si trova in letteratura in vari libri, tra chi segue la divisione in 5 zone. C'è anche l'approccio su 3 zone, ma non è facile calarlo nei nostri orologi gps [/QUOTE]
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