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"Ciclismo troppo pericoloso". Louis Kitzki si ritira
Testo
<blockquote data-quote="martin_galante" data-source="post: 7737588" data-attributes="member: 108600"><p>Per fare una comparazione ragionevole bisogna mettere a confronto l'incidenza dei morti sul lavoro (dato riportato 21.8 per milione) con i morti nel ciclismo come professione. Ossia quelli che sarebbero contati dall'INAIL come morti sul lavoro. Questo include persone decedute in allenamento, decedute per motivi di salute legate al lavoro (collasso cardiaco, non necessariamente durante la gara), ovviamente incidenti di gara (i casi che fanno scalpore e che conosciamo specie se WT), ma anche altri casi. Per esempio un ciclista che muore in un incidente d'auto mentre guida per andarsi ad allenare in palestra, o per giungere ad un ritiro, dovrebbe contare come morto sul lavoro. Se contiamo questi sulle tre categorie UCI che si e' detto (da verificare) contano circa 1250 atleti, secondo me si passa abbondantemente il morto l'anno. Per esempio quanti si ricordano di Kangangi o de Greef che pure sono morti in gara? Un continental asiatico morto in allenamento non finira' mai nelle statistiche nostrane. E penso che il grosso delle vittime avvengano in allenamento, semplicemente perche' sono piu' ore e le strade sono aperte.</p><p></p><p>Comunque pure prendendo 1/1000 come statistica (sicuramente sottostimata) siamo a 1000 per milione, non venti per milione. E' un tasso da soldato in guerra, non da lavoratore.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="martin_galante, post: 7737588, member: 108600"] Per fare una comparazione ragionevole bisogna mettere a confronto l'incidenza dei morti sul lavoro (dato riportato 21.8 per milione) con i morti nel ciclismo come professione. Ossia quelli che sarebbero contati dall'INAIL come morti sul lavoro. Questo include persone decedute in allenamento, decedute per motivi di salute legate al lavoro (collasso cardiaco, non necessariamente durante la gara), ovviamente incidenti di gara (i casi che fanno scalpore e che conosciamo specie se WT), ma anche altri casi. Per esempio un ciclista che muore in un incidente d'auto mentre guida per andarsi ad allenare in palestra, o per giungere ad un ritiro, dovrebbe contare come morto sul lavoro. Se contiamo questi sulle tre categorie UCI che si e' detto (da verificare) contano circa 1250 atleti, secondo me si passa abbondantemente il morto l'anno. Per esempio quanti si ricordano di Kangangi o de Greef che pure sono morti in gara? Un continental asiatico morto in allenamento non finira' mai nelle statistiche nostrane. E penso che il grosso delle vittime avvengano in allenamento, semplicemente perche' sono piu' ore e le strade sono aperte. Comunque pure prendendo 1/1000 come statistica (sicuramente sottostimata) siamo a 1000 per milione, non venti per milione. E' un tasso da soldato in guerra, non da lavoratore. [/QUOTE]
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