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<blockquote data-quote="Bert5quant1" data-source="post: 7664589" data-attributes="member: 121134"><p>Ti parrà strano ma proprio delle zone nei dintorni casa non ho mappe. Non mi sono dato da fare per cercarle in verità....</p><p>Già 50 anni fa mi buttavo, confidando nella resistenza che avevo, a esplorare, e non sempre era il classico "oh, vediamo dove porta sto bivio" ... a volte taglioni giù e su per rivoni fino ad intercettare qualche sentiero.</p><p>Poi, ovvio, mi restava tutto in memoria.</p><p>Ho fatto cose simili anche sopra i 2000 di quota, cercando di identificare un collegamento tra una valle e una cresta oltre la quale si scendeva in un posto a me già noto.</p><p>Comunque una cartina lì ce l'avevo.</p><p>Ma le esplorazioni sempre da solo.</p><p>In compagnia solo percorsi già collaudati.</p><p>Anche se qualcuno mi diceva che non avrebbe mai pensato di passare di li, poi riconosceva che sapevo il fatto mio.</p><p></p><p>Ho dei ricordi da terrore, per altri, ma io sono sempre rimasto tranquillo, anche quando, per riportarmi su una traccia che intravedevo, o che non vedevo ma sapevo essere là sotto da qualche parte, mi toccava scarpinare su un pendio a 2500 m.</p><p>Con neve, anche.</p><p>Talvolta andavo avanti indietro qualche decina di metri perché perdevo certi cenni di sentiero quasi invisibile, fino a identificare una traccia, allora erigevo un ometto di pietre, che significa "si passa di qui".</p><p>Un giro lungo e complesso di 35 km, con almeno 20 km tra 2000 e 2600m, parti alte tra biellese aosta e valsesia, fatto in gioventù con neve e qualche nube, senza essere mai stato lì prima ma trovando i passaggi, l'ho rifatto dodici anni fa e ho perso qua e là alcuni passaggi, finendo fuori nel nulla di una pietraia ripida. Tornato indietro e trovati i passaggi, son ritornato a rifarlo dopo una settimana con bomboletta al seguito, lasciando dei segni. Ma ormai ricordavo bene... dopo un mese l'ho rifatto con un amico, in totale sicurezza</p><p>Ho sempre avuto un buon senso innato dell'orientamento che mi porta a scegliere il giusto. </p><p>A lasciare (come ieri) una sterrata che secondo me non andava nella direzione giusta per prendere un sentierino mai fatto prima ma che alla fine è sbucato sul percorso che cercavo.</p><p>Quella è la mia giungla, non mi è mai capitato di perdere la calma. E neppure la via di casa...</p><p>In una città anche piccola non sto mai attento e mi perdo subito, salvo il fatto che poi piantina o waze mi salvano in fretta!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Bert5quant1, post: 7664589, member: 121134"] Ti parrà strano ma proprio delle zone nei dintorni casa non ho mappe. Non mi sono dato da fare per cercarle in verità.... Già 50 anni fa mi buttavo, confidando nella resistenza che avevo, a esplorare, e non sempre era il classico "oh, vediamo dove porta sto bivio" ... a volte taglioni giù e su per rivoni fino ad intercettare qualche sentiero. Poi, ovvio, mi restava tutto in memoria. Ho fatto cose simili anche sopra i 2000 di quota, cercando di identificare un collegamento tra una valle e una cresta oltre la quale si scendeva in un posto a me già noto. Comunque una cartina lì ce l'avevo. Ma le esplorazioni sempre da solo. In compagnia solo percorsi già collaudati. Anche se qualcuno mi diceva che non avrebbe mai pensato di passare di li, poi riconosceva che sapevo il fatto mio. Ho dei ricordi da terrore, per altri, ma io sono sempre rimasto tranquillo, anche quando, per riportarmi su una traccia che intravedevo, o che non vedevo ma sapevo essere là sotto da qualche parte, mi toccava scarpinare su un pendio a 2500 m. Con neve, anche. Talvolta andavo avanti indietro qualche decina di metri perché perdevo certi cenni di sentiero quasi invisibile, fino a identificare una traccia, allora erigevo un ometto di pietre, che significa "si passa di qui". Un giro lungo e complesso di 35 km, con almeno 20 km tra 2000 e 2600m, parti alte tra biellese aosta e valsesia, fatto in gioventù con neve e qualche nube, senza essere mai stato lì prima ma trovando i passaggi, l'ho rifatto dodici anni fa e ho perso qua e là alcuni passaggi, finendo fuori nel nulla di una pietraia ripida. Tornato indietro e trovati i passaggi, son ritornato a rifarlo dopo una settimana con bomboletta al seguito, lasciando dei segni. Ma ormai ricordavo bene... dopo un mese l'ho rifatto con un amico, in totale sicurezza Ho sempre avuto un buon senso innato dell'orientamento che mi porta a scegliere il giusto. A lasciare (come ieri) una sterrata che secondo me non andava nella direzione giusta per prendere un sentierino mai fatto prima ma che alla fine è sbucato sul percorso che cercavo. Quella è la mia giungla, non mi è mai capitato di perdere la calma. E neppure la via di casa... In una città anche piccola non sto mai attento e mi perdo subito, salvo il fatto che poi piantina o waze mi salvano in fretta! [/QUOTE]
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