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Ciclocross stagione 2025/6
Testo
<blockquote data-quote="dinute" data-source="post: 7769526" data-attributes="member: 15666"><p>Questa è l'ultima stagione per Lars Van der Haar: passato elite da subito competitivo contro i più forti della generazione Nys (padre) poi sono arrivati quei due e nei loro confronti ha sempre pagato anche se, tante volte, è stato il primo degli umani. Ha pagato rispetto agli avversari una minore abilità tecnica (tutt'ora non salta bene le barriere e spesso scende). Ha provato anche un paio di stagioni con la strada (con l'allora Team Giant, attuale Visma) mostrando di essere un discreto velocista ma evidentemente non sufficiente per passare definitivamente su strada. Non per niente è quasi sempre il primo a imboccare la prima curva alle partenze. </p><p>Da bambino ha fatto tantissima ginnastica artistica e il suo stile di risalita in bici è abbastanza peculiare (non ho mai capito come faccia a non schiacciarsi i genitali sulla sella ogni volta, ma il suo modo lo ha trovato)</p><p>La sua delusione maggiore è forse il mondiale di Zolder, il primo vinto da Van Aert. Quello della famosa scarpa di Van der Poel incastrata nella ruota di van Aert al tornantone in salita. Fino all'ultimo giro aveva un vantaggio importante su Van Aert, ma il belga quel giorno compì una delle imprese più memorabili con la rimonta fino alla vittoria finale; Van del Haar arrivò secondo e la delusione fu per lui enorme.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="dinute, post: 7769526, member: 15666"] Questa è l'ultima stagione per Lars Van der Haar: passato elite da subito competitivo contro i più forti della generazione Nys (padre) poi sono arrivati quei due e nei loro confronti ha sempre pagato anche se, tante volte, è stato il primo degli umani. Ha pagato rispetto agli avversari una minore abilità tecnica (tutt'ora non salta bene le barriere e spesso scende). Ha provato anche un paio di stagioni con la strada (con l'allora Team Giant, attuale Visma) mostrando di essere un discreto velocista ma evidentemente non sufficiente per passare definitivamente su strada. Non per niente è quasi sempre il primo a imboccare la prima curva alle partenze. Da bambino ha fatto tantissima ginnastica artistica e il suo stile di risalita in bici è abbastanza peculiare (non ho mai capito come faccia a non schiacciarsi i genitali sulla sella ogni volta, ma il suo modo lo ha trovato) La sua delusione maggiore è forse il mondiale di Zolder, il primo vinto da Van Aert. Quello della famosa scarpa di Van der Poel incastrata nella ruota di van Aert al tornantone in salita. Fino all'ultimo giro aveva un vantaggio importante su Van Aert, ma il belga quel giorno compì una delle imprese più memorabili con la rimonta fino alla vittoria finale; Van del Haar arrivò secondo e la delusione fu per lui enorme. [/QUOTE]
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