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Ciclocross stagione 2025/6
Testo
<blockquote data-quote="bradipus" data-source="post: 7783554" data-attributes="member: 17208"><p>Le Bandie, se è quello che ricordo io, non è male, bello fangoso e tecnico.</p><p>Anche Variano Di Basiliano, dove hanno fatto l'italiano qualche anno fa, era bello, ma mi pare che non ci abbiano più corso.</p><p>Fiuggi non era male ma, come dici tu, è un deserto, distante poi dalle infrastrutture (un belga si ruppe un braccio, dovette essere portato a Frosinone dove, dopo ore di coda in ospedale senza che lo visitassero, preferì salire in macchina col meccanico e tornare a casa).</p><p>Sull'infinita tristezza di Capannelle tiriamo un velo pietoso, Silvelle un giro tra le vigne con l'unica difficoltà delle zolle. Lecce ed Ostia visti ai recenti campionati italiani una presa in giro. Idem l'Idroscalo.</p><p>Sui percorsi classici, lasciamo perdere Faè di Oderzo, Cremona, san Francesco al Campo, Firenze, tutti classici circuiti 'ciclopratistici' senza alcuna difficoltà tecnica. Per quello citavo Brugherio, l'unico, tra quelli che conosco, che ha qualche validità dal punto di vista tecnico. E' poi facilmente raggiungibile con tutti i mezzi (Linate è a due passi), ed ha un potenziale bacino di appassionati molto grande.</p><p></p><p>Ad ogni modo, il problema principali è trovare chi ci mette i quattrini... considerando poi che il ciclocross non è una gara su strada, dove dai visibilità al terriorio: qui girano sempre nello stesso mezzo chilometro quadrato, per lo più infangato o polveroso, e dei dintorni non vedi nulla. A meno di farlo nel parco di un castello (come ogni tanto succede in Francia), o in un posto come la cittadella di Namur, ma il ritorno in termini di promozione turistica è in ogni caso ridicolo, se paragonato alle corse su strada.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bradipus, post: 7783554, member: 17208"] Le Bandie, se è quello che ricordo io, non è male, bello fangoso e tecnico. Anche Variano Di Basiliano, dove hanno fatto l'italiano qualche anno fa, era bello, ma mi pare che non ci abbiano più corso. Fiuggi non era male ma, come dici tu, è un deserto, distante poi dalle infrastrutture (un belga si ruppe un braccio, dovette essere portato a Frosinone dove, dopo ore di coda in ospedale senza che lo visitassero, preferì salire in macchina col meccanico e tornare a casa). Sull'infinita tristezza di Capannelle tiriamo un velo pietoso, Silvelle un giro tra le vigne con l'unica difficoltà delle zolle. Lecce ed Ostia visti ai recenti campionati italiani una presa in giro. Idem l'Idroscalo. Sui percorsi classici, lasciamo perdere Faè di Oderzo, Cremona, san Francesco al Campo, Firenze, tutti classici circuiti 'ciclopratistici' senza alcuna difficoltà tecnica. Per quello citavo Brugherio, l'unico, tra quelli che conosco, che ha qualche validità dal punto di vista tecnico. E' poi facilmente raggiungibile con tutti i mezzi (Linate è a due passi), ed ha un potenziale bacino di appassionati molto grande. Ad ogni modo, il problema principali è trovare chi ci mette i quattrini... considerando poi che il ciclocross non è una gara su strada, dove dai visibilità al terriorio: qui girano sempre nello stesso mezzo chilometro quadrato, per lo più infangato o polveroso, e dei dintorni non vedi nulla. A meno di farlo nel parco di un castello (come ogni tanto succede in Francia), o in un posto come la cittadella di Namur, ma il ritorno in termini di promozione turistica è in ogni caso ridicolo, se paragonato alle corse su strada. [/QUOTE]
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