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Testo
<blockquote data-quote="sembola" data-source="post: 6753101" data-attributes="member: 1912"><p>Perdonami ma le parole hanno un significato.</p><p></p><p>Se c'è uno stabilimento che produce in Italia non si può scrivere che "di italiano c'è solo il marchio e forse un ufficio". La proprietà di un'azienda è una cosa, la localizzazione della produzione un'altra cosa. Anche perchè se la produzione è in Italia, i posti di lavoro stanno in Italia ed il reddito da lavoro rimane in Italia, e la differenza non è "poca roba": la Birra Peroni, che è appunto di proprietà giapponese, produce in Italia, ha 715 dipendenti, tutti in Italia, a cui vanno sommati quelli dell' indotto.</p><p></p><p>Poi ci sono marchi effettivamente delocalizzati, e di quelli in Italia resta poco. Bianchi, per dire, è di proprietà svedese e produce in Turchia e TW. </p><p></p><p>Ma vedo anche il marchio del Chianti Classico, un consorzio di aziende vinicole. Come si possa fare a delocalizzare la produzione del Chianti Classico non ha certo bisogno di spiegazione.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="sembola, post: 6753101, member: 1912"] Perdonami ma le parole hanno un significato. Se c'è uno stabilimento che produce in Italia non si può scrivere che "di italiano c'è solo il marchio e forse un ufficio". La proprietà di un'azienda è una cosa, la localizzazione della produzione un'altra cosa. Anche perchè se la produzione è in Italia, i posti di lavoro stanno in Italia ed il reddito da lavoro rimane in Italia, e la differenza non è "poca roba": la Birra Peroni, che è appunto di proprietà giapponese, produce in Italia, ha 715 dipendenti, tutti in Italia, a cui vanno sommati quelli dell' indotto. Poi ci sono marchi effettivamente delocalizzati, e di quelli in Italia resta poco. Bianchi, per dire, è di proprietà svedese e produce in Turchia e TW. Ma vedo anche il marchio del Chianti Classico, un consorzio di aziende vinicole. Come si possa fare a delocalizzare la produzione del Chianti Classico non ha certo bisogno di spiegazione. [/QUOTE]
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