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Classifiche senza eta'? A me ma pare 'na ...
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<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 7808764" data-attributes="member: 7692"><p>Tornando al topic iniziale, che partiva da un sondaggio, è chiaro che la futura realizzabilità di una proposta del genere sia tutt'altro che vicina ad essere realizzata, e comunque terrei distante questo tema da quello del "declino" delle granfondo: non saranno tali cambiamenti a salvare il movimento, che ha ben altri mali.</p><p></p><p>Fare categorie per prestazione, in base alle capacità individuali dell'atleta in quel momento, non è altro che applicare ciò che nel running è naturale: in una corsa podistica dopo 2-3 km al massimo, i corridori sono bene o male già tutti suddivisi per passo, e quindi per capacità prestativa. E' un modello che funziona senza dover essere applicato. Ma poi le classifiche finali sono per categoria di età, e non è un caso...</p><p></p><p>Nel ciclismo la situazione è diversa e quindi difficilmente replicabile: ci sono le scie, il gruppo, le discese. E anche mettendo insieme due atleti con la stessa FTP, in caso di atleti di peso decisamente diverso e una gara con dislivello, avremo a competere insieme ciclisti che solo apparentemente sono di pari livello. Tutto ciò per dire che sì, sicuramente chi ha 200W di FTP si troverà meglio con i suoi pari piuttosto che con chi ha 250 o 300W, ma anche in quel caso, per variabili tipiche del ciclismo, la differenziazione potrebbe non essere così marcata.</p><p></p><p>Bisognerebbe chiedersi se la cosa abbia più senso applicarla per migliorare le griglie in partenza, o come effetto sulla classifica finale di categoria. In questo ultimo caso, mescolando le età, il risultato non terrebbe conto e non premierebbe chi con l'età ha perso fisiologicamente capacità prestativa, ed è quindi più logico che vada premiato se eccelle rispetto ai pari della sua categoria età.</p><p></p><p>Per tornare al running penso al caso di questo 82enne</p><p>[URL unfurl="true"]https://www.corriere.it/salute/muscoli-ossa-articolazioni/26_febbraio_05/campione-di-maratona-a-82-anni-dopo-una-vita-da-sedentario-gli-scienziati-studiano-il-suo-modello-di-invecchiamento-1c7c8d63-ebe5-479f-8bbe-457b180a2xlk.shtml?refresh_ce[/URL]</p><p></p><p>che finendo la maratona in 3:39 ha chiaramente un passo di tutto rispetto e arriva certamente prima di alcuni di 30 anni o 40 o 50, ma se gli togliessero la palma di migliore di categoria per l'età, non verrebbe riconosciuta la sua eccezionalità.</p><p></p><p>La possibilità di affidarsi a classifiche per capacità prestativa sarebbe sicuramente la soluzione migliore...se la capacità prestativa non calasse a causa dell'invecchiamento: quest'ultimo fattore, a mio avviso, è talmente importante ed ha una tale incidenza, che sarebbe impossibile escluderlo a priori.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 7808764, member: 7692"] Tornando al topic iniziale, che partiva da un sondaggio, è chiaro che la futura realizzabilità di una proposta del genere sia tutt'altro che vicina ad essere realizzata, e comunque terrei distante questo tema da quello del "declino" delle granfondo: non saranno tali cambiamenti a salvare il movimento, che ha ben altri mali. Fare categorie per prestazione, in base alle capacità individuali dell'atleta in quel momento, non è altro che applicare ciò che nel running è naturale: in una corsa podistica dopo 2-3 km al massimo, i corridori sono bene o male già tutti suddivisi per passo, e quindi per capacità prestativa. E' un modello che funziona senza dover essere applicato. Ma poi le classifiche finali sono per categoria di età, e non è un caso... Nel ciclismo la situazione è diversa e quindi difficilmente replicabile: ci sono le scie, il gruppo, le discese. E anche mettendo insieme due atleti con la stessa FTP, in caso di atleti di peso decisamente diverso e una gara con dislivello, avremo a competere insieme ciclisti che solo apparentemente sono di pari livello. Tutto ciò per dire che sì, sicuramente chi ha 200W di FTP si troverà meglio con i suoi pari piuttosto che con chi ha 250 o 300W, ma anche in quel caso, per variabili tipiche del ciclismo, la differenziazione potrebbe non essere così marcata. Bisognerebbe chiedersi se la cosa abbia più senso applicarla per migliorare le griglie in partenza, o come effetto sulla classifica finale di categoria. In questo ultimo caso, mescolando le età, il risultato non terrebbe conto e non premierebbe chi con l'età ha perso fisiologicamente capacità prestativa, ed è quindi più logico che vada premiato se eccelle rispetto ai pari della sua categoria età. Per tornare al running penso al caso di questo 82enne [URL unfurl="true"]https://www.corriere.it/salute/muscoli-ossa-articolazioni/26_febbraio_05/campione-di-maratona-a-82-anni-dopo-una-vita-da-sedentario-gli-scienziati-studiano-il-suo-modello-di-invecchiamento-1c7c8d63-ebe5-479f-8bbe-457b180a2xlk.shtml?refresh_ce[/URL] che finendo la maratona in 3:39 ha chiaramente un passo di tutto rispetto e arriva certamente prima di alcuni di 30 anni o 40 o 50, ma se gli togliessero la palma di migliore di categoria per l'età, non verrebbe riconosciuta la sua eccezionalità. La possibilità di affidarsi a classifiche per capacità prestativa sarebbe sicuramente la soluzione migliore...se la capacità prestativa non calasse a causa dell'invecchiamento: quest'ultimo fattore, a mio avviso, è talmente importante ed ha una tale incidenza, che sarebbe impossibile escluderlo a priori. [/QUOTE]
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