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Club AMICI DI PINARELLO (parte terza)
Testo
<blockquote data-quote="alvan" data-source="post: 6972349" data-attributes="member: 72450"><p>Che una F12 (disk o rim) usata possa valere un sacco di soldi, mi pare pura utopia... A meno che non sia stata una F12 di Bernal o una F8/10 di Froome, non vedo un mercato da instant classic da un sacco di soldi per le bici, anche di alta gamma. Credo anche che tutto l'amore per le rim finirà per svanire o rimanere la fissazione di pochi (e questo non per dire che disk o rim siano meglio, ma perché al di là delle chiacchiere da bar le due cose si equivalgono). Quei pochi che poi difficilmente saranno pronti a spendere chissà quali cifre. Il vero problema (per il quale appena possibile sono passato alla F12 disk) è la difficoltà che sarà crescente di farsi ritirare un usato rim (e non parlo di prezzo, ma di possibilità).</p><p></p><p>Durata nel tempo del composito.(sono un pazzo a lanciarmi in questa bega; lo dico e poi non replico, è spesso una questione para religiosa affrontata troppe volte con toni esoterici) Un composito ben costruito e ben verniciato dura quanto l'acciaio, e più dell'alluminio. Il titanio è in dubbio. I metalli soffrono a fatica come pure le saldature. Questo non significa gran che. Un telaio, in acciaio, in titanio, in composito, se ben dimensionato e ben costruito dura più di quanto occorre a meno che uno non faccia una Paris-Roubaix ogni tre mesi...</p><p>Per quanto riguarda il composito, ho trasferito parti sollecitate ben più di un telaio di bicicletta, su tre Ducati 996/998 di fila, per un totale di decine di migliaia di km e 15 anni, con il tessuto a vista e solo un velo di trasparente. Quando ho venduto l'ultima erano nuove e questa gira ancora in pista da otto anni con il nuovo proprietario. In particolare i telai monoscocca top di gamma e progettati non a lume di naso, hanno una strepitosa capacità di non avere punti deboli, proprio per l'accuratezza con cui vengono progettati ii fazzoletti e l'orientamento delle fibre. Le resine impiegate sono eterne...</p><p></p><p>P.S. leggo ora l'articolo indicato e vedo che l'incidente è stato causato da uno stelo di alluminio incollato sul composito. Inutile sottolineare che qualunque accoppiamento di materiale costituisce un problema strutturale. Su una top di gamma come la F12, lo stelo forcella è rigorosamente in carbonio. In ogni caso mai portare un esempio come una prova generalizzata. Credo che una ricerca su Internet ci porterebbe a veder un bel po' di rotture di ogni materiale (composito, acciaio, alluminio, titanio...) per ognuna delle quali sarebbe corretto identificare l'esistenza di circostanze singolari...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="alvan, post: 6972349, member: 72450"] Che una F12 (disk o rim) usata possa valere un sacco di soldi, mi pare pura utopia... A meno che non sia stata una F12 di Bernal o una F8/10 di Froome, non vedo un mercato da instant classic da un sacco di soldi per le bici, anche di alta gamma. Credo anche che tutto l'amore per le rim finirà per svanire o rimanere la fissazione di pochi (e questo non per dire che disk o rim siano meglio, ma perché al di là delle chiacchiere da bar le due cose si equivalgono). Quei pochi che poi difficilmente saranno pronti a spendere chissà quali cifre. Il vero problema (per il quale appena possibile sono passato alla F12 disk) è la difficoltà che sarà crescente di farsi ritirare un usato rim (e non parlo di prezzo, ma di possibilità). Durata nel tempo del composito.(sono un pazzo a lanciarmi in questa bega; lo dico e poi non replico, è spesso una questione para religiosa affrontata troppe volte con toni esoterici) Un composito ben costruito e ben verniciato dura quanto l'acciaio, e più dell'alluminio. Il titanio è in dubbio. I metalli soffrono a fatica come pure le saldature. Questo non significa gran che. Un telaio, in acciaio, in titanio, in composito, se ben dimensionato e ben costruito dura più di quanto occorre a meno che uno non faccia una Paris-Roubaix ogni tre mesi... Per quanto riguarda il composito, ho trasferito parti sollecitate ben più di un telaio di bicicletta, su tre Ducati 996/998 di fila, per un totale di decine di migliaia di km e 15 anni, con il tessuto a vista e solo un velo di trasparente. Quando ho venduto l'ultima erano nuove e questa gira ancora in pista da otto anni con il nuovo proprietario. In particolare i telai monoscocca top di gamma e progettati non a lume di naso, hanno una strepitosa capacità di non avere punti deboli, proprio per l'accuratezza con cui vengono progettati ii fazzoletti e l'orientamento delle fibre. Le resine impiegate sono eterne... P.S. leggo ora l'articolo indicato e vedo che l'incidente è stato causato da uno stelo di alluminio incollato sul composito. Inutile sottolineare che qualunque accoppiamento di materiale costituisce un problema strutturale. Su una top di gamma come la F12, lo stelo forcella è rigorosamente in carbonio. In ogni caso mai portare un esempio come una prova generalizzata. Credo che una ricerca su Internet ci porterebbe a veder un bel po' di rotture di ogni materiale (composito, acciaio, alluminio, titanio...) per ognuna delle quali sarebbe corretto identificare l'esistenza di circostanze singolari... [/QUOTE]
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