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Club AMICI DI PINARELLO (parte terza)
Testo
<blockquote data-quote="alvan" data-source="post: 7038920" data-attributes="member: 72450"><p>Se parliamo di sicurezza di un telaio, su una bici, stiamo parlando di una cosa molto diversa da sicurezza di una scocca automobilistica. Che una bici si rompa o meno in seguito a caduta è un problema di robustezza e di salvaguardia del bene, piuttosto che di sicurezza. Quando cadi con la bici, la tua sicurezza non dipende certo dalla robustezza del telaio (salvo possibili ferite dovute a schegge, ma mi pare un caso catastrofico e molto limitato) ma dalla velocità, dal fondo stradale, dalal guidabilità, dalla tua capacità di reazione e dall'abbigliamento...</p><p>Rottura di bici e sicurezza vanno considerati 'prima' della caduta, non dopo, Casi tipici sono quelli visti da poco tipo la rottura del manubrio o di una ruota in corsa. Molto più raro (e credo che anche a questo facesse riferimento Fausto Pinarello) è che si rompa il carro o il cannotto, ma può succedere.</p><p>Rottura (e robustezza a parte) credo che parlando di sicurezza sia molto più rilevante il comportamento della bici. Immaginiamo una discesa a 80 all'ora. Che la bici sia rigida e non abbia deformazioni la rende ben guidabile e sicura (Pinarello ha sempre sottolineando l'attenzione alla guidabilità, confermata sistematicamente dai test su strada), è indubbio che tutte le bici di alta gamma siano all'interno di parametri di sicurezza in quanto a guidabilità. Un po' di più o un po' di meno fa parte della filosofia costruttiva, quel po' di più o un po' di meno che si applica anche alla leggerezza. In tutte le bici di alta gamma il peso oscilla all'interno degli etti, come la rigidità in frazioni di grado, ma in un mondo che gioca sui vantaggi marginali può avere senso distinguere biciclette dalle prestazioni sostanzialmente uguali anche rispetto a valori del genere (si pensi solo alle differenze di CD che fanno chiamare aero una bici rispetto a un'altra, specialmente se comparate al pacchetto uomo/bici)...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="alvan, post: 7038920, member: 72450"] Se parliamo di sicurezza di un telaio, su una bici, stiamo parlando di una cosa molto diversa da sicurezza di una scocca automobilistica. Che una bici si rompa o meno in seguito a caduta è un problema di robustezza e di salvaguardia del bene, piuttosto che di sicurezza. Quando cadi con la bici, la tua sicurezza non dipende certo dalla robustezza del telaio (salvo possibili ferite dovute a schegge, ma mi pare un caso catastrofico e molto limitato) ma dalla velocità, dal fondo stradale, dalal guidabilità, dalla tua capacità di reazione e dall'abbigliamento... Rottura di bici e sicurezza vanno considerati 'prima' della caduta, non dopo, Casi tipici sono quelli visti da poco tipo la rottura del manubrio o di una ruota in corsa. Molto più raro (e credo che anche a questo facesse riferimento Fausto Pinarello) è che si rompa il carro o il cannotto, ma può succedere. Rottura (e robustezza a parte) credo che parlando di sicurezza sia molto più rilevante il comportamento della bici. Immaginiamo una discesa a 80 all'ora. Che la bici sia rigida e non abbia deformazioni la rende ben guidabile e sicura (Pinarello ha sempre sottolineando l'attenzione alla guidabilità, confermata sistematicamente dai test su strada), è indubbio che tutte le bici di alta gamma siano all'interno di parametri di sicurezza in quanto a guidabilità. Un po' di più o un po' di meno fa parte della filosofia costruttiva, quel po' di più o un po' di meno che si applica anche alla leggerezza. In tutte le bici di alta gamma il peso oscilla all'interno degli etti, come la rigidità in frazioni di grado, ma in un mondo che gioca sui vantaggi marginali può avere senso distinguere biciclette dalle prestazioni sostanzialmente uguali anche rispetto a valori del genere (si pensi solo alle differenze di CD che fanno chiamare aero una bici rispetto a un'altra, specialmente se comparate al pacchetto uomo/bici)... [/QUOTE]
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