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Ruote
Club assemblate (seconda parte)
Testo
<blockquote data-quote="mcodda" data-source="post: 6744420" data-attributes="member: 83465"><p>butto lì una riflessione su questo interessante dibattito di cui mi sento partecipe perchè da un po' di tempo ho deciso di farmi assemblare una ruota "come la voglio io".</p><p>Premessa: non sono un assemblatore nè mi sono mai cimentato in un assemblaggio di ruote; ho un po' di competenze tecniche e ho familiarità con i moderni strumenti di calcolo strutturale, avendo fatto calcoli io stesso per un tot di anni e coordinando un gruppo di persone che li fanno adesso. Ma non lavoro nel campo della bicicletta.</p><p>Da un certo punto di vista verrebbe da dire che un'azienda consolidata (prendiamo Campagnolo ad esempio che mi pare rappresenti un po' una "avanguardia" per la raffinatezza e originalità di alcune sue soluzioni - e penso qui alla raggiatura 2:1 e alla raggiatura "a tripletta" che tanto mi intriga quanto non la capisco) dovrebbe avere gli strumenti, le competenze e le risorse per "progettare" con approccio ingegneristico moderno tutto il sistema ruota.</p><p>I metodi di calcolo strutturale moderni permettono sicuramente la simulazione del sistema ruota sotto carico, probabilmente il vero know-how è su come schematizzare i carichi e il loro livello; guardando il sito FARSPORT, per andare all'estremo opposto di Campagnolo, vedo delle immagini di calcoli strutturali sui cerchi.</p><p>Da questo punto di vista verrebbe da dire che un "produttore" dovrebbe essere in grado di costruire ruote tecnologicamente più spinte e più leggere di un assemblatore.</p><p>Tuttavia è vero il contrario, nel senso che nessuna ruota "di serie" dei produttori blasonati batte una assemblata di qualità come peso (e spesso direi anche come prezzo).</p><p>Io mi spiego la cosa col fatto che il produttore deve coprire con un unico prodotto tutti i possibili clienti, grandi e piccoli, grassi e magri (anche se in qualche caso la limitazione sul peso c'è) mentre l'assemblatore può "cucire su misura" per il cliente che pesa tot kg.</p><p>Beh, sono convinto che i carichi di un ciclista di 80kg siano ben diversi da quelli di uno di 60kg, quindi se una certa ruota è "tirata all'osso" per il ciclista di 80 kg, sarà sovradimensionata per quello di 60.</p><p>Poi c'è probabilmente un altro aspetto legato al blasone e al marchio: un costruttore non può permettersi che troppi esemplari abbiano problemi, pena non vendere più.</p><p>Quindi in definitiva ritengo che il produttore, pur con la possibilità di "tirare di più il progetto" e usare soluzioni sofisticate, lavorerà tendenzialmente con coefficienti di sicurezza più grandi e costruirà ruote relativamente "più pesanti".</p><p>L'assemblatore non credo si possa permettere di fare calcoli ingegneristici sofisticati e dovrà andare di esperienza e buon senso ma ha il vantaggio di sapere a chi vanno in mano le ruote e magari "temere" di meno eventuali piccoli problemi di centraggio o rotture di raggi. Avrà inoltre un certo feedback di clienti contenti/scontenti derivante dall'uso delle sue ruote e anche questa è esperienza.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="mcodda, post: 6744420, member: 83465"] butto lì una riflessione su questo interessante dibattito di cui mi sento partecipe perchè da un po' di tempo ho deciso di farmi assemblare una ruota "come la voglio io". Premessa: non sono un assemblatore nè mi sono mai cimentato in un assemblaggio di ruote; ho un po' di competenze tecniche e ho familiarità con i moderni strumenti di calcolo strutturale, avendo fatto calcoli io stesso per un tot di anni e coordinando un gruppo di persone che li fanno adesso. Ma non lavoro nel campo della bicicletta. Da un certo punto di vista verrebbe da dire che un'azienda consolidata (prendiamo Campagnolo ad esempio che mi pare rappresenti un po' una "avanguardia" per la raffinatezza e originalità di alcune sue soluzioni - e penso qui alla raggiatura 2:1 e alla raggiatura "a tripletta" che tanto mi intriga quanto non la capisco) dovrebbe avere gli strumenti, le competenze e le risorse per "progettare" con approccio ingegneristico moderno tutto il sistema ruota. I metodi di calcolo strutturale moderni permettono sicuramente la simulazione del sistema ruota sotto carico, probabilmente il vero know-how è su come schematizzare i carichi e il loro livello; guardando il sito FARSPORT, per andare all'estremo opposto di Campagnolo, vedo delle immagini di calcoli strutturali sui cerchi. Da questo punto di vista verrebbe da dire che un "produttore" dovrebbe essere in grado di costruire ruote tecnologicamente più spinte e più leggere di un assemblatore. Tuttavia è vero il contrario, nel senso che nessuna ruota "di serie" dei produttori blasonati batte una assemblata di qualità come peso (e spesso direi anche come prezzo). Io mi spiego la cosa col fatto che il produttore deve coprire con un unico prodotto tutti i possibili clienti, grandi e piccoli, grassi e magri (anche se in qualche caso la limitazione sul peso c'è) mentre l'assemblatore può "cucire su misura" per il cliente che pesa tot kg. Beh, sono convinto che i carichi di un ciclista di 80kg siano ben diversi da quelli di uno di 60kg, quindi se una certa ruota è "tirata all'osso" per il ciclista di 80 kg, sarà sovradimensionata per quello di 60. Poi c'è probabilmente un altro aspetto legato al blasone e al marchio: un costruttore non può permettersi che troppi esemplari abbiano problemi, pena non vendere più. Quindi in definitiva ritengo che il produttore, pur con la possibilità di "tirare di più il progetto" e usare soluzioni sofisticate, lavorerà tendenzialmente con coefficienti di sicurezza più grandi e costruirà ruote relativamente "più pesanti". L'assemblatore non credo si possa permettere di fare calcoli ingegneristici sofisticati e dovrà andare di esperienza e buon senso ma ha il vantaggio di sapere a chi vanno in mano le ruote e magari "temere" di meno eventuali piccoli problemi di centraggio o rotture di raggi. Avrà inoltre un certo feedback di clienti contenti/scontenti derivante dall'uso delle sue ruote e anche questa è esperienza. [/QUOTE]
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