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Ruote
Club assemblate (seconda parte)
Testo
<blockquote data-quote="longjnes" data-source="post: 6911205" data-attributes="member: 10256"><p>si esatto, a fatica ci eravamo arrivati la prima tabella è un utility da usare in accoppiata per il loro tensimetro proprietario. non serve a progettare una ruota, ma solo a montarla quindi a farsi un idea della tensione raggiunta una volta misurata una deformazione col loro strumento.</p><p>la seconda è l'allungamento fino alla rottura del singolo raggio, senza tener conto di un ciclo di fatica. mi spiego se prendi il raggio 1417 si snerva a 280kg circa e una volta snervato basta un carico di 240kg per romperlo. tuttavia se prendi lo stesso raggio e lo sottoponi a Xmila cicli di fatica potresti ottenere un altro grafico di rottura dove sono sufficienti meno KGf e dove appunto una dimensione è il numero di cicli di fatica. cioè per ogni numerica di cicli di fatica ottieni un grafico di rottura diverso (più cicli fai , minore sarà la forza necessario fino a rottura)</p><p>Non conosco esattamente il margine di raccomandazione dei raggi, ma ad esempio nelle viti se si considera la fatica si prende a riferimento circa il 60% del carico di rottura come tensione max e un ulteriore 20% circa come tensione raccomandata. ne deriva che il raggio 1417 avrebbe una tensioe max di quasi 170Kg e fino a 130-140kg circa come tensione massima raccomandata (decina di KGF +o-). e questo torna con le tensioni standard dei raggi abbastanza sfinati. nell'intorno 100-140 la costante elastica è abbastanza omogenea, inoltre il ciclo di fatica appiattisce ancora eventuali differenze.</p><p>questo per dire che si lavora sempre nella parte bassa del grafico, prendendosi i dovuti margini.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="longjnes, post: 6911205, member: 10256"] si esatto, a fatica ci eravamo arrivati la prima tabella è un utility da usare in accoppiata per il loro tensimetro proprietario. non serve a progettare una ruota, ma solo a montarla quindi a farsi un idea della tensione raggiunta una volta misurata una deformazione col loro strumento. la seconda è l'allungamento fino alla rottura del singolo raggio, senza tener conto di un ciclo di fatica. mi spiego se prendi il raggio 1417 si snerva a 280kg circa e una volta snervato basta un carico di 240kg per romperlo. tuttavia se prendi lo stesso raggio e lo sottoponi a Xmila cicli di fatica potresti ottenere un altro grafico di rottura dove sono sufficienti meno KGf e dove appunto una dimensione è il numero di cicli di fatica. cioè per ogni numerica di cicli di fatica ottieni un grafico di rottura diverso (più cicli fai , minore sarà la forza necessario fino a rottura) Non conosco esattamente il margine di raccomandazione dei raggi, ma ad esempio nelle viti se si considera la fatica si prende a riferimento circa il 60% del carico di rottura come tensione max e un ulteriore 20% circa come tensione raccomandata. ne deriva che il raggio 1417 avrebbe una tensioe max di quasi 170Kg e fino a 130-140kg circa come tensione massima raccomandata (decina di KGF +o-). e questo torna con le tensioni standard dei raggi abbastanza sfinati. nell'intorno 100-140 la costante elastica è abbastanza omogenea, inoltre il ciclo di fatica appiattisce ancora eventuali differenze. questo per dire che si lavora sempre nella parte bassa del grafico, prendendosi i dovuti margini. [/QUOTE]
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