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Club assemblate (seconda parte)
Testo
<blockquote data-quote="CiccioneInBici" data-source="post: 7177878" data-attributes="member: 88220"><p>Perdona, io ho letto il libro di Brandt e l'articolo e - odio dirlo ma forse serve - sono ingegnere meccanico. Anche se non ho esperienza progettuale in quel settore, questo ma mi basta per capire quello che viene scritto se ha valenza ingegneristica.</p><p>Ti faccio notare che anche Lew (che nell'articolo sostiene le sue tesi con pochi argomenti tecnici e sperimentali) usa il suo 40-40-20 solo per dichiarare l'influenza sulla rigidità. Ci può anche stare, ma non altro. Non parla di affidabilità, per dirne una, che alle nostre latitudini di pippe in bici, può avere un'enorme influenza. Un conto è preparare un'auto per una corsa, e dio solo sa come si riduce quel veicolo ad ogni gara, un conto metterci sotto il culo una coppia che deve dare comunque le sue prestazioni senza romperci troppo gli zebedei con ricentraggi e/o rotture di raggi.</p><p>Aggiungerei, ai fini di una migliore comprensione dei problemi tecnici, che il passare una vita a assemblare ruote di [USER=134265]@leandro_loi[/USER] è molto ingegneristico, assai più che il mio e il tuo assemblare dilettantesco o il leggere con cognizione di causa la letteratura. Lo è tanto, quanto lo era ai tempi dell'antica Roma o quanto lo era per Michelangelo, che s'è portato nella tomba il segreto, mai scovato, della stabilità della cupola di San Pietro.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="CiccioneInBici, post: 7177878, member: 88220"] Perdona, io ho letto il libro di Brandt e l'articolo e - odio dirlo ma forse serve - sono ingegnere meccanico. Anche se non ho esperienza progettuale in quel settore, questo ma mi basta per capire quello che viene scritto se ha valenza ingegneristica. Ti faccio notare che anche Lew (che nell'articolo sostiene le sue tesi con pochi argomenti tecnici e sperimentali) usa il suo 40-40-20 solo per dichiarare l'influenza sulla rigidità. Ci può anche stare, ma non altro. Non parla di affidabilità, per dirne una, che alle nostre latitudini di pippe in bici, può avere un'enorme influenza. Un conto è preparare un'auto per una corsa, e dio solo sa come si riduce quel veicolo ad ogni gara, un conto metterci sotto il culo una coppia che deve dare comunque le sue prestazioni senza romperci troppo gli zebedei con ricentraggi e/o rotture di raggi. Aggiungerei, ai fini di una migliore comprensione dei problemi tecnici, che il passare una vita a assemblare ruote di [USER=134265]@leandro_loi[/USER] è molto ingegneristico, assai più che il mio e il tuo assemblare dilettantesco o il leggere con cognizione di causa la letteratura. Lo è tanto, quanto lo era ai tempi dell'antica Roma o quanto lo era per Michelangelo, che s'è portato nella tomba il segreto, mai scovato, della stabilità della cupola di San Pietro. [/QUOTE]
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