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Ruote
Club assemblate (seconda parte)
Testo
<blockquote data-quote="CiccioneInBici" data-source="post: 7193405" data-attributes="member: 88220"><p>Credo che vada chiarito un particolare costruttivo, che riguarda i cerchi commerciali.</p><p>L'unica sistema di foratura 2:1 di un cerchio commerciale (cioè avulso da un progetto specifico e versatile per ogni montaggio) è con 24 fori. Con 27 fori o con 21 fori la spaziatura dei fori non può essere regolare (dividere 360° per 27 o per 21 per rendersene conto), ma deve rispondere ad un disegno progettuale specifico e, soprattutto, ben collaudato. Un progetto in cui il materiale sta dove deve stare e mancare dove non serve, dietro al quale deve esserci un bello sforzo ingegneristico, che significa in soldoni prototipi, esperimenti, test e design produttivo. Tutto questo porta ad un progetto inevitabilmente unico, al quale possono dedicarsi solo le industrie.</p><p>Ma 24 fori sono pochini, non tanto e non solo per i pesi in gioco quanto per le sollecitazioni delle stradacce sulle ruote. E nessuno di noi dispone di un meccanico che lavora alle nostre bici mentre dormiamo. L'unica strada residuale, che ho praticato io per l'assemblaggio con cerchi carbonio da 38 mm con 24 fori, è l'introduzione dei raggi piatti, che introducono materiale nell'unico posto delle ruote di libero assemblaggio dove di solito scarseggia, cioè nei raggi. Mentre per i cerchi alluminio ho usato i 28 raggi 1:1, con raggi tondi a doppio calibro per garantire un sereno allungamento sulle inevitabili deformazioni (2/1.8 sul lato drive 2/1.5 sul non drive). Con esiti peraltro del tutto rassicuranti, visto che le uso da 3 anni con ricentraggi periodici che sono evidenziati solo dalla mia estrema pignoleria.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="CiccioneInBici, post: 7193405, member: 88220"] Credo che vada chiarito un particolare costruttivo, che riguarda i cerchi commerciali. L'unica sistema di foratura 2:1 di un cerchio commerciale (cioè avulso da un progetto specifico e versatile per ogni montaggio) è con 24 fori. Con 27 fori o con 21 fori la spaziatura dei fori non può essere regolare (dividere 360° per 27 o per 21 per rendersene conto), ma deve rispondere ad un disegno progettuale specifico e, soprattutto, ben collaudato. Un progetto in cui il materiale sta dove deve stare e mancare dove non serve, dietro al quale deve esserci un bello sforzo ingegneristico, che significa in soldoni prototipi, esperimenti, test e design produttivo. Tutto questo porta ad un progetto inevitabilmente unico, al quale possono dedicarsi solo le industrie. Ma 24 fori sono pochini, non tanto e non solo per i pesi in gioco quanto per le sollecitazioni delle stradacce sulle ruote. E nessuno di noi dispone di un meccanico che lavora alle nostre bici mentre dormiamo. L'unica strada residuale, che ho praticato io per l'assemblaggio con cerchi carbonio da 38 mm con 24 fori, è l'introduzione dei raggi piatti, che introducono materiale nell'unico posto delle ruote di libero assemblaggio dove di solito scarseggia, cioè nei raggi. Mentre per i cerchi alluminio ho usato i 28 raggi 1:1, con raggi tondi a doppio calibro per garantire un sereno allungamento sulle inevitabili deformazioni (2/1.8 sul lato drive 2/1.5 sul non drive). Con esiti peraltro del tutto rassicuranti, visto che le uso da 3 anni con ricentraggi periodici che sono evidenziati solo dalla mia estrema pignoleria. [/QUOTE]
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