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Club assemblate (seconda parte)
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<blockquote data-quote="CiccioneInBici" data-source="post: 7201683" data-attributes="member: 88220"><p>Discorso molto delicato, che si è prestato spesso, in passato, a polemiche furibonde per via di qualche apparente novellino che si scaldava in thread para-cinesi a seminare dubbi e terrore "per il nostro bene". Per motivi, ovviamente, per nulla genuini. E ogni tanto si riaffaccia il tutore delle nostre tranquillità. Tuttavia, navigando tra i suoi messaggi, non mi pare il caso di [USER=68187]@gssergio[/USER] (che non me ne voglia, ma fidarsi è bene e...). Perciò, ingaggerei la discussione.</p><p>Dunque, discorso delicato. Io non la metterei nemmeno sul piano dell'affidabilità dei prodotti di importazione diretta. Non ce n'è nessun motivo, lo dimostrano le migliaia di esperienze in questo forum e nel mondo. Aggiungi che le centrali produttive sono pochissime nel mondo e producono per tutti, inclusi i tanto celebrati marchi nostrani. A me sembra piuttosto un fatto di serenità personale, che capisco benissimo, ma che solo ciascuno può risolvere. Il primo anno delle mie prime ruote in carbonio (anche io non ho disco), c'ho fatto 5 settimane dolomitiche (beato me!). Ho frenato senza patemi e senza limiti, e le ruote stanno ancora lì, perfette. Magari meglio se si sa come frenare per lasciar raffreddare il cerchio tra una curva e l'altra, ma il dubbio si insinua comunque, qualche raccontino qua e là di qualcuno che ha "scottato" i cerchi sullo Zoncolan. La serenità reclama il suo spazio e l'alluminio poi ha una frenata imbattibile (coi giusti pattini): alla fine sulle Dolomiti io ormai porto la coppia in allumino. Però poi a ottobre metto su il carbonio e comunque ricomincio a scendere con quelle, che restano perfette.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="CiccioneInBici, post: 7201683, member: 88220"] Discorso molto delicato, che si è prestato spesso, in passato, a polemiche furibonde per via di qualche apparente novellino che si scaldava in thread para-cinesi a seminare dubbi e terrore "per il nostro bene". Per motivi, ovviamente, per nulla genuini. E ogni tanto si riaffaccia il tutore delle nostre tranquillità. Tuttavia, navigando tra i suoi messaggi, non mi pare il caso di [USER=68187]@gssergio[/USER] (che non me ne voglia, ma fidarsi è bene e...). Perciò, ingaggerei la discussione. Dunque, discorso delicato. Io non la metterei nemmeno sul piano dell'affidabilità dei prodotti di importazione diretta. Non ce n'è nessun motivo, lo dimostrano le migliaia di esperienze in questo forum e nel mondo. Aggiungi che le centrali produttive sono pochissime nel mondo e producono per tutti, inclusi i tanto celebrati marchi nostrani. A me sembra piuttosto un fatto di serenità personale, che capisco benissimo, ma che solo ciascuno può risolvere. Il primo anno delle mie prime ruote in carbonio (anche io non ho disco), c'ho fatto 5 settimane dolomitiche (beato me!). Ho frenato senza patemi e senza limiti, e le ruote stanno ancora lì, perfette. Magari meglio se si sa come frenare per lasciar raffreddare il cerchio tra una curva e l'altra, ma il dubbio si insinua comunque, qualche raccontino qua e là di qualcuno che ha "scottato" i cerchi sullo Zoncolan. La serenità reclama il suo spazio e l'alluminio poi ha una frenata imbattibile (coi giusti pattini): alla fine sulle Dolomiti io ormai porto la coppia in allumino. Però poi a ottobre metto su il carbonio e comunque ricomincio a scendere con quelle, che restano perfette. [/QUOTE]
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