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Club Cervélo.......avanti orsi canadesi!!! (parte settima)
Testo
<blockquote data-quote="EA CCI ITALIA" data-source="post: 7796426" data-attributes="member: 174616"><p>Ciao Bonus79,</p><p>la mia considerazione sul termine "endurance" è ovviamente dettata dalla risposta che di solito abbiamo dal mercato (ITA). Abbiamo notato che molto spesso questo viene visto come - passami il termine - "dispregiativo". Ma, come detto, noi abbiamo una clientela che guarda molto alla performance e quindi è "normale" che ci possa essere questo fraintendimento.</p><p></p><p>Piccola nota sull'utilizzo delle bici aero da parte dei professionisti. Ti dico come viene vista dal TVL (immagino sia lo stesso per tutti i top team). Per prima cosa loro hanno tirato al massimo il peso. Basta pensare che rispetto ad un allestimento "da catalogo" la S5 di Vingegaard è stata portata a 6,8kg - limite di regolamento UCI. Come? Per molti aspetti noi non lo sappiamo nemmeno, ma di certo abbassando il profilo delle ruote e cambiando qualche componente si guadagna molto. Pensa che loro si sono fatti fare da SRAM anche una batteria più piccola con l'autonomia di solo 1 tappa, pur di risparmiare qualche grammo, puoi immaginare il resto. Oltre questo, la scelta di una bici aero anche per tappe con salite importanti prende in considerazione molti aspetti. Noi appassionati, se dovessimo affrontare un'uscita con 3000mt di dislivello non ci penseremmo due volte a puntare su una bici leggera per far meno fatica in salita. I professionisti invece valutano anche tutto il resto. Per esempio: quanta salita, ma anche quanta discesa (avere un vantaggio aero in discesa fa grossa differenza e la S5 in discesa si guida benissimo, quindi non penalizza affatto), quanta pianura o vallonato c'è tra una salita e l'altra (dove la S5 si trova a suo agio), quali sono le condizioni meteo, quanto vento contro, a favore o di traverso ci sarà durante la tappa, la condizione dell'atleta (e la scelta della bici può variare da atleta ad atleta, dipende se deve vincere o se è un gregario che deve andare a tutta solo fino alla seconda salita etc...)....capisci quanto sono puntigliosi e quanto le scelte che solitamente vengono giudicate dalle chiacchere da bar (o in TV) come frutte del marketing o puramente commerciali perché "il brand paga e quindi devono utilizzare quella" sono tutt'altro che banali. (guarda solo il fatto che a settembre abbiamo lanciato la R5 nuova, la bici da salita per eccellenza, la più performante in salita, eppure Vingegaard non l'ha utilizzata durante la Vuelta....questa è la dimostrazione che il TVL fa scelte acurate e che Cervélo non condiziona il team per scopi di marketing!)</p><p></p><p>Differenza tra Caledonia-5 e Caledonia. Qui spoilero. Io pedalo molto l'attuale Caledonia-5. Qualche mese fa ho pedalato quella che sarà la nuova Caledonia. Salito in sella, ad occhi chiusi, ti avrei detto di essere sulla stessa bici. Cosa cambia? Solo alcune scelte di allestimento che permettono alla Caledonia di avere un prezzo da listino più accessibile grazie all'utilizzo di soluzioni più economiche o un po' meno "aero". Il vero "neo" della Caledonia è che avendo un punto prezzo più basso, sul mercato si va a scontrare con altri brand che offrono un rapporto qualità/prezzo davvero buono ed in alcuni casi migliore. Stesso allestiemento, telaio in carbonio, e magari prezzo più basso. La vera differenza è che la Caledonia gode di tutte le qualità costruttive e di tutte le garanzie che ogni biciclette Cervélo ha. Questa è la vera differenza che il prezzo nasconde. Ma solo un possessore di Cervélo può capire ed apprezzare fino in fondo. Soprattutto chi ha già avuto a che fare con il nostro servizio clienti.</p><p></p><p>Come tutte le bici, soprattutto le Cervélo che implicano investimenti "importanti", meriterebbero di essere provate per essere capite ed apprezzate, o addirittura comparate al resto delle bici sul mercato. Ci stiamo lavorando.</p><p></p><p>Per il suggerimento per la quota nelle geometrie: prendo nota. Non mancherò di chiedere! <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/wink.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";)" title="Wink ;)" data-shortname=";)" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="EA CCI ITALIA, post: 7796426, member: 174616"] Ciao Bonus79, la mia considerazione sul termine "endurance" è ovviamente dettata dalla risposta che di solito abbiamo dal mercato (ITA). Abbiamo notato che molto spesso questo viene visto come - passami il termine - "dispregiativo". Ma, come detto, noi abbiamo una clientela che guarda molto alla performance e quindi è "normale" che ci possa essere questo fraintendimento. Piccola nota sull'utilizzo delle bici aero da parte dei professionisti. Ti dico come viene vista dal TVL (immagino sia lo stesso per tutti i top team). Per prima cosa loro hanno tirato al massimo il peso. Basta pensare che rispetto ad un allestimento "da catalogo" la S5 di Vingegaard è stata portata a 6,8kg - limite di regolamento UCI. Come? Per molti aspetti noi non lo sappiamo nemmeno, ma di certo abbassando il profilo delle ruote e cambiando qualche componente si guadagna molto. Pensa che loro si sono fatti fare da SRAM anche una batteria più piccola con l'autonomia di solo 1 tappa, pur di risparmiare qualche grammo, puoi immaginare il resto. Oltre questo, la scelta di una bici aero anche per tappe con salite importanti prende in considerazione molti aspetti. Noi appassionati, se dovessimo affrontare un'uscita con 3000mt di dislivello non ci penseremmo due volte a puntare su una bici leggera per far meno fatica in salita. I professionisti invece valutano anche tutto il resto. Per esempio: quanta salita, ma anche quanta discesa (avere un vantaggio aero in discesa fa grossa differenza e la S5 in discesa si guida benissimo, quindi non penalizza affatto), quanta pianura o vallonato c'è tra una salita e l'altra (dove la S5 si trova a suo agio), quali sono le condizioni meteo, quanto vento contro, a favore o di traverso ci sarà durante la tappa, la condizione dell'atleta (e la scelta della bici può variare da atleta ad atleta, dipende se deve vincere o se è un gregario che deve andare a tutta solo fino alla seconda salita etc...)....capisci quanto sono puntigliosi e quanto le scelte che solitamente vengono giudicate dalle chiacchere da bar (o in TV) come frutte del marketing o puramente commerciali perché "il brand paga e quindi devono utilizzare quella" sono tutt'altro che banali. (guarda solo il fatto che a settembre abbiamo lanciato la R5 nuova, la bici da salita per eccellenza, la più performante in salita, eppure Vingegaard non l'ha utilizzata durante la Vuelta....questa è la dimostrazione che il TVL fa scelte acurate e che Cervélo non condiziona il team per scopi di marketing!) Differenza tra Caledonia-5 e Caledonia. Qui spoilero. Io pedalo molto l'attuale Caledonia-5. Qualche mese fa ho pedalato quella che sarà la nuova Caledonia. Salito in sella, ad occhi chiusi, ti avrei detto di essere sulla stessa bici. Cosa cambia? Solo alcune scelte di allestimento che permettono alla Caledonia di avere un prezzo da listino più accessibile grazie all'utilizzo di soluzioni più economiche o un po' meno "aero". Il vero "neo" della Caledonia è che avendo un punto prezzo più basso, sul mercato si va a scontrare con altri brand che offrono un rapporto qualità/prezzo davvero buono ed in alcuni casi migliore. Stesso allestiemento, telaio in carbonio, e magari prezzo più basso. La vera differenza è che la Caledonia gode di tutte le qualità costruttive e di tutte le garanzie che ogni biciclette Cervélo ha. Questa è la vera differenza che il prezzo nasconde. Ma solo un possessore di Cervélo può capire ed apprezzare fino in fondo. Soprattutto chi ha già avuto a che fare con il nostro servizio clienti. Come tutte le bici, soprattutto le Cervélo che implicano investimenti "importanti", meriterebbero di essere provate per essere capite ed apprezzate, o addirittura comparate al resto delle bici sul mercato. Ci stiamo lavorando. Per il suggerimento per la quota nelle geometrie: prendo nota. Non mancherò di chiedere! ;) [/QUOTE]
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