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Colnago Club - Capitolo 8
Testo
<blockquote data-quote="Kylo_ren" data-source="post: 7044274" data-attributes="member: 142880"><p>Beh anche io sparo le mie cavolate. Per esempio eccone un campionario: nell'auto, che ha ruote coperte e più o meno assetto stabile, la coda tronca Kamm è molto efficiente a vedere dati di test su efficienza e coefficiente cx.</p><p>Nella bici più o meno è lo stesso in galleria del vento. Ma credo che a parte la piega e la parte anteriore, tutta la parte di dietro della bici, durante la marcia, sia sottoposta a tante e tali variabili derivate dal movimento delle gambe, la massa del ciclista (intesa come area frontale), dalla posizione e dal movimento che normalmente è oscillatorio anche in rettilineo, impedisca di estrarre dati coerenti. Io credo che sia difficile anche per un costruttore fare asserzioni su una bici in condizioni reali di movimento. La sezione dell'auto è sempre quella in moto, nella bici è ad assetto variabile, tutto si muove. Le ruote per esempio creano di per se turbolenze in proporzioni più elevate che su un'auto proprio perchè i raggi sono esposti all'aria in maniera integrale. Nell'auto a ruote coperte (quelle di tutti i giorni) no, solo parzialmente e comunque i cerchi sono studiati per cercare di mitigare ed estrarre aria. Da quello che vedo però mi sembra di capire che il profilo Kamm sulla bici è il più adottato nelle Aero, ma anche in semi-aero. Vedo molti reggisella che hanno coda tronca e molte sezioni che sono troncate. Tecnicamente credo che la versione troncata renda di più. Il problema è che questo beneficio è proporzionale alla velocità: sulla bici chi mai, parlo di non professionisti, pedala stabilmente a 50kmh? difficile. Solo i pro credo possano dire qualche cosa in merito, ossia se notino dei benefici o no. Gli studi in galleria del vento valgono solo per competizioni a cronometro dove l'assetto è molto statico e il movimento cadenzato e ripetibile. In tutte le altre circostanze sono troppe le variabili dell'equazione per dare un giudizio che abbia un senso. ci si può basare solo su dati di galleria che poi però hanno poco riscontro nella realtà- Ripeto anche le mie sono semplici opinioni. Ci vorrebbe qualche ingegnere aerodinamico ma non di quelli compromessi da interessi aziendali, ne ho incontrati tanti e da loro escono solo e sempre contraddizioni. Servono ingegneri veri.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Kylo_ren, post: 7044274, member: 142880"] Beh anche io sparo le mie cavolate. Per esempio eccone un campionario: nell'auto, che ha ruote coperte e più o meno assetto stabile, la coda tronca Kamm è molto efficiente a vedere dati di test su efficienza e coefficiente cx. Nella bici più o meno è lo stesso in galleria del vento. Ma credo che a parte la piega e la parte anteriore, tutta la parte di dietro della bici, durante la marcia, sia sottoposta a tante e tali variabili derivate dal movimento delle gambe, la massa del ciclista (intesa come area frontale), dalla posizione e dal movimento che normalmente è oscillatorio anche in rettilineo, impedisca di estrarre dati coerenti. Io credo che sia difficile anche per un costruttore fare asserzioni su una bici in condizioni reali di movimento. La sezione dell'auto è sempre quella in moto, nella bici è ad assetto variabile, tutto si muove. Le ruote per esempio creano di per se turbolenze in proporzioni più elevate che su un'auto proprio perchè i raggi sono esposti all'aria in maniera integrale. Nell'auto a ruote coperte (quelle di tutti i giorni) no, solo parzialmente e comunque i cerchi sono studiati per cercare di mitigare ed estrarre aria. Da quello che vedo però mi sembra di capire che il profilo Kamm sulla bici è il più adottato nelle Aero, ma anche in semi-aero. Vedo molti reggisella che hanno coda tronca e molte sezioni che sono troncate. Tecnicamente credo che la versione troncata renda di più. Il problema è che questo beneficio è proporzionale alla velocità: sulla bici chi mai, parlo di non professionisti, pedala stabilmente a 50kmh? difficile. Solo i pro credo possano dire qualche cosa in merito, ossia se notino dei benefici o no. Gli studi in galleria del vento valgono solo per competizioni a cronometro dove l'assetto è molto statico e il movimento cadenzato e ripetibile. In tutte le altre circostanze sono troppe le variabili dell'equazione per dare un giudizio che abbia un senso. ci si può basare solo su dati di galleria che poi però hanno poco riscontro nella realtà- Ripeto anche le mie sono semplici opinioni. Ci vorrebbe qualche ingegnere aerodinamico ma non di quelli compromessi da interessi aziendali, ne ho incontrati tanti e da loro escono solo e sempre contraddizioni. Servono ingegneri veri. [/QUOTE]
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