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Colnago Club - Capitolo 8
Testo
<blockquote data-quote="Bonus79" data-source="post: 7645684" data-attributes="member: 21745"><p>Premesso che stiamo parlando di telai aero che mediamente pesano circa 300gr in più rispetto ai telai "light" di pari fascia, io rimango della mia idea, ovvero che non è tanto il maggior peso (quando parliamo di questi numeri) a fare la differenza, quanto la struttura/forma del telaio, le caratteristiche costruttive e, ovviamente, le geometrie.....il tutto unito alle caratteristiche fisiche/atletiche del ciclista.</p><p></p><p>Anni fa ho avuto occasione di provare durante un test bike Argon18 i due modelli di punta: Gallium Pro (classico telaio leggero da salita) e Nitrogen (telaio aero), entrambi rim brake e montati con ruote alto profilo Zipp.</p><p>Essendo io un ciclista longilineo che predilige l'agilità (quindi poco potente), ovviamente mi sono trovato meglio con la Gallium in quanto più agile e scattante, mentre la Nitrogen l'ho trovata più "macchinosa" da spostare e rilanciare, anche alzandomi sui pedali.</p><p>La differenza di comportamento non era sicuramente legata al maggior peso (esiguo tra l'altro) della Nitrogen, quanto alla sezione/forma delle tubazioni e della costruzione generale del telaio che, ovviamente, aveva una destinazione d'uso differente rispetto la Gallium.</p><p>A distanza di un paio di anni è uscita la versione Disc della Nitrogen, e il negoziante me ne ha lasciata una in prova per qualche giorno (taglia leggermente grande per me, e peso abbondantemente sopra gli 8kg anche a causa delle ruote Bontrager Aeolus Comp5), durante i quali ho avuto modo di percorrere anche una salitella che mi capita di affrontare più volte nell'arco dell'anno e sulla quale ho registrato vari riferimenti cronometrici.</p><p>A differenza della versione rim provata in precedenza, oltre a mantenere facilmente la velocità in pianura, mi è sembrata più reattiva e agile nei rilanci, e nella salitella di cui sopra, nonostante le sensazioni non fossero particolarmente brillanti (diciamo che ho avvertito maggior difficoltà nel tenere il ritmo rispetto alla Cervélo R3 su cui sono abituato a pedalare), ho comunque eguagliato il mio PR.</p><p></p><p>Tutto questo per ribadire quanto ho già scritto nei post precedenti: lasciando perdere vantaggi aerodinamici e aggravi di peso a mio avviso trascurabili, se il telaio aero esteticamente piace, non vedo motivi per cui doverlo scartare a priori, a dispetto di quello che dice il cronometro....da valutare comunque destinazione d'uso prevalente, in base anche alle caratteristiche del ciclista e a quelle che sono le sue aspettative in fatto di sensazioni/comportamento/guida del mezzo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Bonus79, post: 7645684, member: 21745"] Premesso che stiamo parlando di telai aero che mediamente pesano circa 300gr in più rispetto ai telai "light" di pari fascia, io rimango della mia idea, ovvero che non è tanto il maggior peso (quando parliamo di questi numeri) a fare la differenza, quanto la struttura/forma del telaio, le caratteristiche costruttive e, ovviamente, le geometrie.....il tutto unito alle caratteristiche fisiche/atletiche del ciclista. Anni fa ho avuto occasione di provare durante un test bike Argon18 i due modelli di punta: Gallium Pro (classico telaio leggero da salita) e Nitrogen (telaio aero), entrambi rim brake e montati con ruote alto profilo Zipp. Essendo io un ciclista longilineo che predilige l'agilità (quindi poco potente), ovviamente mi sono trovato meglio con la Gallium in quanto più agile e scattante, mentre la Nitrogen l'ho trovata più "macchinosa" da spostare e rilanciare, anche alzandomi sui pedali. La differenza di comportamento non era sicuramente legata al maggior peso (esiguo tra l'altro) della Nitrogen, quanto alla sezione/forma delle tubazioni e della costruzione generale del telaio che, ovviamente, aveva una destinazione d'uso differente rispetto la Gallium. A distanza di un paio di anni è uscita la versione Disc della Nitrogen, e il negoziante me ne ha lasciata una in prova per qualche giorno (taglia leggermente grande per me, e peso abbondantemente sopra gli 8kg anche a causa delle ruote Bontrager Aeolus Comp5), durante i quali ho avuto modo di percorrere anche una salitella che mi capita di affrontare più volte nell'arco dell'anno e sulla quale ho registrato vari riferimenti cronometrici. A differenza della versione rim provata in precedenza, oltre a mantenere facilmente la velocità in pianura, mi è sembrata più reattiva e agile nei rilanci, e nella salitella di cui sopra, nonostante le sensazioni non fossero particolarmente brillanti (diciamo che ho avvertito maggior difficoltà nel tenere il ritmo rispetto alla Cervélo R3 su cui sono abituato a pedalare), ho comunque eguagliato il mio PR. Tutto questo per ribadire quanto ho già scritto nei post precedenti: lasciando perdere vantaggi aerodinamici e aggravi di peso a mio avviso trascurabili, se il telaio aero esteticamente piace, non vedo motivi per cui doverlo scartare a priori, a dispetto di quello che dice il cronometro....da valutare comunque destinazione d'uso prevalente, in base anche alle caratteristiche del ciclista e a quelle che sono le sue aspettative in fatto di sensazioni/comportamento/guida del mezzo. [/QUOTE]
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