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<blockquote data-quote="warsaw" data-source="post: 2337411" data-attributes="member: 9850"><p>La frenata col posteriore io la uso in avvicinamento del tornante, per ridurre la velocità spostando le chiappone tutte indietro, così da non surriscaldare il freno anteriore, che servirà poi per la staccata vera e propria. Ma è una frenata dolce, progressiva. Occhio alla "pinzata" (che in gergo motociclistico vale a dire tirare la leva come un disperato) perché se il fondo è sdrucciolevole rischi un bloccaggio con tutte le conseguenze.</p><p></p><p>A me capita spesso di arrivare col posteriore bloccato che sbandiera un po' (e quelli dietro che strillano <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/scratchhead.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";nonzo%" title="Scratchhead ;nonzo%" data-shortname=";nonzo%" />...) ma solo quando sono già aggrappato al freno anteriore e tutto il peso è sulla ruota davanti. Se il bloccaggio della posteriore avviene quando il peso è bilanciato o più indietro, il rischio di frenare con le chiappe a terra è molto concreto.</p><p></p><p></p><p></p><p>Scia: la regola è che più si va forte più è lunga la scia, se mi metto dietro è solo se la strada è larga e vedo bene dove metto le ruote e non ci sono curve cieche.</p><p></p><p>Udito <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" />: nelle pieghe in velocità il pneumatico si deforma aumentando la superficie di appoggio, la fase successiva si sente a orecchio, un rumore misto tra stridolio e grattuggia gommosa <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /><img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/scratchhead.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";nonzo%" title="Scratchhead ;nonzo%" data-shortname=";nonzo%" /> vuol dire che la ruota davanti ha ancora aderenza ma un po' scarroccia verso l'esterno. Quando lo sento sposto il peso all'interno (mi basta inclinare la testa) e raddrizzo un po' la bici... Certo andare forte in discesa con un mezzo così è da aspiranti suicidi... basta un sassolino da 1cm preso al momento giusto che si decolla.</p><p></p><p>Freno posteriore: una cosa efficace quando ci si accorge che si va un po' larghi in percorrenza e il guard rail si avvicina sempre di più, è pelare (il pattino sfiora appena il cerchio) il freno posteriore. Per la dinamica fisica il mezzo tende a chiudere naturalmente la curva. E' una tecnica che si usa molto in moto e in bici ho notato che funziona alla grande. Occhio che ho detto "pelare il freno" e non inchiodare. Bisogna farci la sensibilità.</p><p></p><p>La tecnica però non può sopperire ad altre mancanze, e chi va veramente forte in discesa ha sicuramente un istinto, una sensibilità e una velocità di reazione decisamente fuori dal normale. C'è chi va giù come un sasso dal campanile e se gli chiedi cosa fa non ti sa rispondere.</p><p></p><p>Quindi chi non si sente sicuro farebbe meglio a scendere finché la velocità gli consente di avere un senso di sicurezza. Perché la prima causa delle cadute è la paura di cadere.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="warsaw, post: 2337411, member: 9850"] La frenata col posteriore io la uso in avvicinamento del tornante, per ridurre la velocità spostando le chiappone tutte indietro, così da non surriscaldare il freno anteriore, che servirà poi per la staccata vera e propria. Ma è una frenata dolce, progressiva. Occhio alla "pinzata" (che in gergo motociclistico vale a dire tirare la leva come un disperato) perché se il fondo è sdrucciolevole rischi un bloccaggio con tutte le conseguenze. A me capita spesso di arrivare col posteriore bloccato che sbandiera un po' (e quelli dietro che strillano ;nonzo%...) ma solo quando sono già aggrappato al freno anteriore e tutto il peso è sulla ruota davanti. Se il bloccaggio della posteriore avviene quando il peso è bilanciato o più indietro, il rischio di frenare con le chiappe a terra è molto concreto. Scia: la regola è che più si va forte più è lunga la scia, se mi metto dietro è solo se la strada è larga e vedo bene dove metto le ruote e non ci sono curve cieche. Udito :mrgreen:: nelle pieghe in velocità il pneumatico si deforma aumentando la superficie di appoggio, la fase successiva si sente a orecchio, un rumore misto tra stridolio e grattuggia gommosa :mrgreen:;nonzo% vuol dire che la ruota davanti ha ancora aderenza ma un po' scarroccia verso l'esterno. Quando lo sento sposto il peso all'interno (mi basta inclinare la testa) e raddrizzo un po' la bici... Certo andare forte in discesa con un mezzo così è da aspiranti suicidi... basta un sassolino da 1cm preso al momento giusto che si decolla. Freno posteriore: una cosa efficace quando ci si accorge che si va un po' larghi in percorrenza e il guard rail si avvicina sempre di più, è pelare (il pattino sfiora appena il cerchio) il freno posteriore. Per la dinamica fisica il mezzo tende a chiudere naturalmente la curva. E' una tecnica che si usa molto in moto e in bici ho notato che funziona alla grande. Occhio che ho detto "pelare il freno" e non inchiodare. Bisogna farci la sensibilità. La tecnica però non può sopperire ad altre mancanze, e chi va veramente forte in discesa ha sicuramente un istinto, una sensibilità e una velocità di reazione decisamente fuori dal normale. C'è chi va giù come un sasso dal campanile e se gli chiedi cosa fa non ti sa rispondere. Quindi chi non si sente sicuro farebbe meglio a scendere finché la velocità gli consente di avere un senso di sicurezza. Perché la prima causa delle cadute è la paura di cadere. [/QUOTE]
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