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<blockquote data-quote="albe101" data-source="post: 3097531" data-attributes="member: 9388"><p>ciao ragazzi, come da titolo il 19 ho affrontato il BlockHaus da Fara.</p><p>Riporto le impressioni e le sensazione dopo aver affrontato il "mostro".</p><p>Partenza alle 11 da S.Efumia, giretto di riscaldamento ma subito le sensazioni sono state pessime, cuore altissimo (190 bpm!!) e gamba un pò stanca. Iniziavo a temere che non ce l'avrei fatta ad arrivare su. Prendo acqua davanti alla casetta delle farchie di S.Efemia, e inizio la scalata, il crono parte dalla rotonda dove c'è il Porchettaio!</p><p>Primi km al sole sui rettilinei infiniti, vedo un ciclista lo raggiungo e chiedo subito informazioni sulla salita. Lui, purtroppo non mi ricordo il nome ma un gran cicista di pretoro, si offre di accompagnarmi fino a passolanciano. Quando la strada si impenna mi avverte e mi incoraggia. Ottimo aiuto senza di lui non sarei riuscito.</p><p>Arriviamo a Pretoro, giro a sx per il paese, la strada sembra una rampa infinita ma pian piano salgo e passo i pezzi più brutti. Inizia una prima sorta di crisi alla fine del paese, quando con una curva a sinistra la strada si inerpica ancora e termina ricongiungendosi alla statale. Li il sole picchia e io non sono in piena forma, ma tengo duro e salgo in agilità.</p><p>Questo pezzo per arrivare al bosco è quello che ho sofferto di più, vuoi per il caldo, vuoi per il sole ma vedevo la madonna. Poi finalmente ombra. Dalla ricognizione in macchina sembrava che la strada spianasse leggermente invece continua con la sua pendenza senza mollare un attimo. Si continua a testa bassa ma qui le mosche e i tafani diventano ancora più fastidiosi. Si infilano negli occhiali, nel casco fanno perdere concentrazione e equilibrio.</p><p>Si continua a salire e raggiungo passolanciano, qui si riesce a tirare il fiato per qualche pedalata, poi su ancora. Arrivo così a "mamma rosa" (?? è corretto) dove iniziano gli impianti di risalita e ci sono le pietre per evitare alle macchine di salire, in teoria invece passavano eccome. Questo a mio avviso è il pezzo più duro, si torna completamente esposti al sole anche se il caldo è più sopportabile grazie all'altitudine. La strada tira però e specie il primo drittone che non presenta curve sembra infinito. Però ormai è fatta si vedono le antenne li sopra anche se la strada serpeggia e si scorgono tornanti in ogni dove. L'ultima chicane e si arriva al rifugio degli alpini, qui la strada finisce e qui è finita la mia scalata. Tempo totale 1h e 50. Ma non era il tempo il mio obiettivo, essere arrivato sopra nelle condizioni in cui sono partito è stata dura, ancora più dura la mia determinazione e la tenacia!</p><p>Nei primi 10-12 km avevo il cuore costantemente a 190bpm e anche se rallentavo un pò non scendeva. Poi pian piano ha iniziato ad abbassarsi fino a raggiungere i 175 battiti in quota. Livelli esagerati che mi hanno cotto subito la gamba.</p><p>Ad ogni modo ce l'ho fatta è una salita che merita rispetto in cui bisogna sapersi dosare perchè è lunga e ci sono pochi pezzi in cui recuperare.</p><p>Un ringraziamento ai miei sotenitori che so sono rganizzati con macchina, microfono e musica per incitarmi! Un ringraziamento al ciclista di pretoro per il sostegno.</p><p>Un consiglio: oltre a quello già detto da altri utenti, state attenti ai tafani, sono fastidiosi e fanno perdere concentrazione!</p><p>Alla prossima, magari per cercare un tempo un pò migliore.</p><p>Ciao</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="albe101, post: 3097531, member: 9388"] ciao ragazzi, come da titolo il 19 ho affrontato il BlockHaus da Fara. Riporto le impressioni e le sensazione dopo aver affrontato il "mostro". Partenza alle 11 da S.Efumia, giretto di riscaldamento ma subito le sensazioni sono state pessime, cuore altissimo (190 bpm!!) e gamba un pò stanca. Iniziavo a temere che non ce l'avrei fatta ad arrivare su. Prendo acqua davanti alla casetta delle farchie di S.Efemia, e inizio la scalata, il crono parte dalla rotonda dove c'è il Porchettaio! Primi km al sole sui rettilinei infiniti, vedo un ciclista lo raggiungo e chiedo subito informazioni sulla salita. Lui, purtroppo non mi ricordo il nome ma un gran cicista di pretoro, si offre di accompagnarmi fino a passolanciano. Quando la strada si impenna mi avverte e mi incoraggia. Ottimo aiuto senza di lui non sarei riuscito. Arriviamo a Pretoro, giro a sx per il paese, la strada sembra una rampa infinita ma pian piano salgo e passo i pezzi più brutti. Inizia una prima sorta di crisi alla fine del paese, quando con una curva a sinistra la strada si inerpica ancora e termina ricongiungendosi alla statale. Li il sole picchia e io non sono in piena forma, ma tengo duro e salgo in agilità. Questo pezzo per arrivare al bosco è quello che ho sofferto di più, vuoi per il caldo, vuoi per il sole ma vedevo la madonna. Poi finalmente ombra. Dalla ricognizione in macchina sembrava che la strada spianasse leggermente invece continua con la sua pendenza senza mollare un attimo. Si continua a testa bassa ma qui le mosche e i tafani diventano ancora più fastidiosi. Si infilano negli occhiali, nel casco fanno perdere concentrazione e equilibrio. Si continua a salire e raggiungo passolanciano, qui si riesce a tirare il fiato per qualche pedalata, poi su ancora. Arrivo così a "mamma rosa" (?? è corretto) dove iniziano gli impianti di risalita e ci sono le pietre per evitare alle macchine di salire, in teoria invece passavano eccome. Questo a mio avviso è il pezzo più duro, si torna completamente esposti al sole anche se il caldo è più sopportabile grazie all'altitudine. La strada tira però e specie il primo drittone che non presenta curve sembra infinito. Però ormai è fatta si vedono le antenne li sopra anche se la strada serpeggia e si scorgono tornanti in ogni dove. L'ultima chicane e si arriva al rifugio degli alpini, qui la strada finisce e qui è finita la mia scalata. Tempo totale 1h e 50. Ma non era il tempo il mio obiettivo, essere arrivato sopra nelle condizioni in cui sono partito è stata dura, ancora più dura la mia determinazione e la tenacia! Nei primi 10-12 km avevo il cuore costantemente a 190bpm e anche se rallentavo un pò non scendeva. Poi pian piano ha iniziato ad abbassarsi fino a raggiungere i 175 battiti in quota. Livelli esagerati che mi hanno cotto subito la gamba. Ad ogni modo ce l'ho fatta è una salita che merita rispetto in cui bisogna sapersi dosare perchè è lunga e ci sono pochi pezzi in cui recuperare. Un ringraziamento ai miei sotenitori che so sono rganizzati con macchina, microfono e musica per incitarmi! Un ringraziamento al ciclista di pretoro per il sostegno. Un consiglio: oltre a quello già detto da altri utenti, state attenti ai tafani, sono fastidiosi e fanno perdere concentrazione! Alla prossima, magari per cercare un tempo un pò migliore. Ciao [/QUOTE]
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