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Cosa mangiare e quanto tempo prima???
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<blockquote data-quote="Mauro85" data-source="post: 5179847" data-attributes="member: 43522"><p>Ma l'energia nucleare è mortale, altrimenti l'homo sapiens non ne morirebbe. Questo mi pare che possa definirsi una considerazione scientifica.</p><p></p><p>Veronesi sostiene che le centrali nucleari non sono pericolose, nel senso che è improbabile che costituiscano un pericolo (non potendo escludere in maniera assoluta la pericolosità della fusione dell'atomo). Dunque la sua affermazione si concentra sulle probabilità, non sulla sostanza tangibile, e diventa un'opinione, un'espressione derivata da convinzioni non scientifiche (cioè ritenere che centrali e scorie non siano un pericolo mortale perché è quasi impossibile che lo diventino).</p><p></p><p>Questa era la differenza tra i due approcci che volevo specificare. La competenza in qualsiasi materia inevitabilmente si scontra con la percezione personale del mondo, della vita e di come gli agenti che la compongono interagiscono ai nostri occhi, quindi dell'elaborazione che ne fa il nostro cervello al netto degli studi compiuti.</p><p></p><p>Ricordi la commissione grandi rischi che escluse la possibilità di un terremoto all'Aquila nel 2009? Non era certo gente poco preparata, ma in quel caso la loro preparazione scientifica, mischiata appunto col fattore sensoriale individuale, li portò a rassicurare un'intera città.</p><p>Con esiti mortali per gli aquilani.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Mauro85, post: 5179847, member: 43522"] Ma l'energia nucleare è mortale, altrimenti l'homo sapiens non ne morirebbe. Questo mi pare che possa definirsi una considerazione scientifica. Veronesi sostiene che le centrali nucleari non sono pericolose, nel senso che è improbabile che costituiscano un pericolo (non potendo escludere in maniera assoluta la pericolosità della fusione dell'atomo). Dunque la sua affermazione si concentra sulle probabilità, non sulla sostanza tangibile, e diventa un'opinione, un'espressione derivata da convinzioni non scientifiche (cioè ritenere che centrali e scorie non siano un pericolo mortale perché è quasi impossibile che lo diventino). Questa era la differenza tra i due approcci che volevo specificare. La competenza in qualsiasi materia inevitabilmente si scontra con la percezione personale del mondo, della vita e di come gli agenti che la compongono interagiscono ai nostri occhi, quindi dell'elaborazione che ne fa il nostro cervello al netto degli studi compiuti. Ricordi la commissione grandi rischi che escluse la possibilità di un terremoto all'Aquila nel 2009? Non era certo gente poco preparata, ma in quel caso la loro preparazione scientifica, mischiata appunto col fattore sensoriale individuale, li portò a rassicurare un'intera città. Con esiti mortali per gli aquilani. [/QUOTE]
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