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Da ronzino a cavallo da corsa? Così pare...
Testo
<blockquote data-quote="lentoluca" data-source="post: 4003550" data-attributes="member: 5042"><p>Bha, io ho iniziato a fare atletica subito dopo i fatti narrati nel primo libro e prima avevo fatto ciclismo, comunque l'atletica la seguivo; ho appena finito di leggere campioni senza valore ed ho iniziato lo sport del doping proprio ieri. E' interessante notare che:</p><p>- anche nel ciclismo a livello provinciale esordienti (più o meno i cadetti dell'atletica) giravano voci, ma ci fu anche un beccato nell'83 (rifiutò l'antidoping)</p><p>- quindi i controlli, anche se sporadici c'erano, sia tra gli esordienti che tra gli allievi, anche nelle corse provinciali/regionali (non di campionato, semplici corse, magari un po' più impegnative del circuito da paese)</p><p>- questo significa che Omini (il presidente FCI di allora) o almeno il suo enturage, al contrario di Nebbiolo/enturage, la faceva meno sporca, poi da riporti del tempo non era sicuramente tutto rose e fiori (il medico non arrivava con la busta ma i controllandi venivano decisi lì per lì, di solito erano i primi tre e un paio a sortegggio, più o meno indirizzato, ma non era proprio detto)</p><p>- che in atletica a livello di nazionali ci fossero preferenze e lotte di potere erano cose che si dicevano anche negli anni '90: qualcuno che si lamentava per non essere stato selezionato solo perchè non raccomandato, poi va a vedere se è vero....sicuramente il fatto di gareggiare e allenarsi in qualche centinaia di metri quadrati permette di sentire discorsi che nel ciclismo non sentiresti......ma che ci siano lotte di potere per la maglia azzurra è stata ed è realtà in qualsiasi sport, fa un po' schifo sapere che ci sono raccomandazioni e sponsor dietro, fa molto schifo sapere che vengono scelti non i più bravi ma i più propensi al doping</p><p>- il libro dà retrospiegazioni di cose di cui si leggeva e sentiva negli anni '80 (dal GH di Mennea, alla marginalizzazione di Vittori, alla tripletta agli europei nei 10000) e che io, giovane e senza internet all'epoca non potevo conoscere<img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /></p><p>- premesso tutto questo ho sentito 'parlare' di doping molto più nel ciclismo che nell'atletica, (a livello basso); all'epoca pensavo che l'ambiente fosse un po' più pulito (non troppo) perchè giravano meno soldi (per la miglior prestazione nella tua specialità in gara regionale assoluta al più prendevi una medaglietta, soldi ne giravano solo nelle riunioni nazionali, nel ciclismo una gara da paese già da juniores garantiva cento, centocinquantamilalire), ora mi viene il dubbio che non se ne parlasse per un dictact proveniente dall'alto.</p><p>Certi libri dovrebbero venir scritti e soprattutto avere ampia distribuzione, è un bene che qualcuno ogni tanto squarci il velo dell'ipocrisia che copre lo sport ed è un bene che di Donati non si possa dire: che è un pentito, che lo ha fartto per una riduzione di pena, ecc...ovvio che per sminuirlo si dica che dice delle ovvietà o che è un invidioso, ma ci sta, io fino a prova contraria lo considero un eroe moderno</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="lentoluca, post: 4003550, member: 5042"] Bha, io ho iniziato a fare atletica subito dopo i fatti narrati nel primo libro e prima avevo fatto ciclismo, comunque l'atletica la seguivo; ho appena finito di leggere campioni senza valore ed ho iniziato lo sport del doping proprio ieri. E' interessante notare che: - anche nel ciclismo a livello provinciale esordienti (più o meno i cadetti dell'atletica) giravano voci, ma ci fu anche un beccato nell'83 (rifiutò l'antidoping) - quindi i controlli, anche se sporadici c'erano, sia tra gli esordienti che tra gli allievi, anche nelle corse provinciali/regionali (non di campionato, semplici corse, magari un po' più impegnative del circuito da paese) - questo significa che Omini (il presidente FCI di allora) o almeno il suo enturage, al contrario di Nebbiolo/enturage, la faceva meno sporca, poi da riporti del tempo non era sicuramente tutto rose e fiori (il medico non arrivava con la busta ma i controllandi venivano decisi lì per lì, di solito erano i primi tre e un paio a sortegggio, più o meno indirizzato, ma non era proprio detto) - che in atletica a livello di nazionali ci fossero preferenze e lotte di potere erano cose che si dicevano anche negli anni '90: qualcuno che si lamentava per non essere stato selezionato solo perchè non raccomandato, poi va a vedere se è vero....sicuramente il fatto di gareggiare e allenarsi in qualche centinaia di metri quadrati permette di sentire discorsi che nel ciclismo non sentiresti......ma che ci siano lotte di potere per la maglia azzurra è stata ed è realtà in qualsiasi sport, fa un po' schifo sapere che ci sono raccomandazioni e sponsor dietro, fa molto schifo sapere che vengono scelti non i più bravi ma i più propensi al doping - il libro dà retrospiegazioni di cose di cui si leggeva e sentiva negli anni '80 (dal GH di Mennea, alla marginalizzazione di Vittori, alla tripletta agli europei nei 10000) e che io, giovane e senza internet all'epoca non potevo conoscere:mrgreen: - premesso tutto questo ho sentito 'parlare' di doping molto più nel ciclismo che nell'atletica, (a livello basso); all'epoca pensavo che l'ambiente fosse un po' più pulito (non troppo) perchè giravano meno soldi (per la miglior prestazione nella tua specialità in gara regionale assoluta al più prendevi una medaglietta, soldi ne giravano solo nelle riunioni nazionali, nel ciclismo una gara da paese già da juniores garantiva cento, centocinquantamilalire), ora mi viene il dubbio che non se ne parlasse per un dictact proveniente dall'alto. Certi libri dovrebbero venir scritti e soprattutto avere ampia distribuzione, è un bene che qualcuno ogni tanto squarci il velo dell'ipocrisia che copre lo sport ed è un bene che di Donati non si possa dire: che è un pentito, che lo ha fartto per una riduzione di pena, ecc...ovvio che per sminuirlo si dica che dice delle ovvietà o che è un invidioso, ma ci sta, io fino a prova contraria lo considero un eroe moderno [/QUOTE]
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