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Da settembre organizziamo bei giri a Cagliari?
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<blockquote data-quote="dtmajesty" data-source="post: 3817816" data-attributes="member: 35921"><p>"La rivoluzione inizia con un semplice gesto: inforcare la bici per andare al lavoro. Oggi in Italia lo fa appena il 30% delle persone. In Europa siamo al 70%. Uno scatto culturale indispensabile e impellente è necessario per un Paese che, in assenza di strutture, leggi e approccio industriale rischia di avere un numero impressionante nei prossimi mesi di morti sulle due ruote su strade insicure". Un appello, forse molto di più, è stato lanciato dal presidente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, che ospiterà il 5-6 ottobre gli Stati Generali della Bicicletta: "La prossima sfida è quella di sollecitare gli enti territoriali a sfruttare i fondi dell'Unione Europea per piste ciclabili sicure e praticabili. Va cambiata la cultura in tutta l'Italia. Per nostra fortuna l'associazionismo di base e i giovani di oggi ci vengono in soccorso. A Reggio abbiamo dimostrato che per spostamenti nell'arco di 5 km la bici è senza rivali: in termini di tempo e di serenità. Un fatto che fa comprendere, e questo proveremo a fare con gli amministratori che saranno presenti - su tutti i sindaci di Milano e Napoli - che si può rendere insostituibile la bici nelle grandi città. Partire dalle scuole, educando i ragazzi a percorsi casa-scuola su due ruote potrebbe essere un passo decisivo".</p><p></p><p>LEGGE FERMA Il senatore Ferrante fa il mea culpa dei parlamentari: "C'è un disegno di legge che giace da mesi e firmato da 60 senatori di tutto l'arco costituzionale per la modifica del codice della strada. Sono previste norme che aiuterebbero, ma ad esempio c'è forte perplessità sul limite di 30 km/h nei centri urbani...". Alberto Fiorillo, responsabile Aree Urbane di Legambiente, guarda oltre: "Ai sindaci presenti a Reggio Emilia chiederemo un impegno concreto: per abbassare il limite di velocità basta una delibera comunale. E poi proporremo multe per chi va troppo forte in auto direttamente proporzionale al reddito. Se si possiede un'auto di grossa cilindrata scatta l'arrivo della Finanza... In Scandinavia funziona già così e il numero di ciclisti morti in strada è crollato. C'è crisi energetica? L'energia metabolica è la migliore che ci sia: in Olanda è stata fatta la rivoluzione delle piste ciclabili 40 anni fa. Noi siamo indietro di decenni".</p><p></p><p>ALLEGRIA? Pio la Bici di #salvaiciclisti e Marco Gemignani di Fiab, promotori degli Stati Generali: "Inforcare una bici dà allegria e ci rende vivibile la nostra città, eppure la ferocia delle strade rischia di fare una strage di ciclisti nei prossimi mesi in assenza di adeguamenti necessari sia nelle strutture sia nelle modifiche al codice. Le strade per definizione devono essere sicure. Invece... E poi ci chiediamo perché la bici non sia considerato mezzo di trasporto valido in caso di richiesta di risarcimento danni per incidenti stradali nel caso in cui il tragitto è coperto da mezzi pubblici. Non scordiamoci l'impatto economico che può produrre la scelta della bici come mezzo di trasporto: più bici, più piste ciclabili e sviluppo della green economy legata al fenomeno. Vanno cambiate le cose. Bolzano dimostra che si può. Il sud Italia e le grandi città in generale dimostrano come non si deve andare avanti".</p><p></p><p>PER TOD Domenica 7 ottobre sarà un anno dalla morte del nostro collega Pier Luigi Todisco. In bici andava al lavoro. In bici ha trovato la morte in una Milano che non ha investito sulle piste ciclabili quanto i suoi cittadini chiedono. Pier Luigi, per tutti Tod, sarà ricordato durante gli Stati Generali. Lui, uno di tanti. Troppi. Piccola nota a margine. Al momento nessun rappresentante del Governo ha dato la sua adesione. Attendiamo fiduciosi.</p><p></p><p>GAZZETTA DELLO SPORT</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="dtmajesty, post: 3817816, member: 35921"] "La rivoluzione inizia con un semplice gesto: inforcare la bici per andare al lavoro. Oggi in Italia lo fa appena il 30% delle persone. In Europa siamo al 70%. Uno scatto culturale indispensabile e impellente è necessario per un Paese che, in assenza di strutture, leggi e approccio industriale rischia di avere un numero impressionante nei prossimi mesi di morti sulle due ruote su strade insicure". Un appello, forse molto di più, è stato lanciato dal presidente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, che ospiterà il 5-6 ottobre gli Stati Generali della Bicicletta: "La prossima sfida è quella di sollecitare gli enti territoriali a sfruttare i fondi dell'Unione Europea per piste ciclabili sicure e praticabili. Va cambiata la cultura in tutta l'Italia. Per nostra fortuna l'associazionismo di base e i giovani di oggi ci vengono in soccorso. A Reggio abbiamo dimostrato che per spostamenti nell'arco di 5 km la bici è senza rivali: in termini di tempo e di serenità. Un fatto che fa comprendere, e questo proveremo a fare con gli amministratori che saranno presenti - su tutti i sindaci di Milano e Napoli - che si può rendere insostituibile la bici nelle grandi città. Partire dalle scuole, educando i ragazzi a percorsi casa-scuola su due ruote potrebbe essere un passo decisivo". LEGGE FERMA Il senatore Ferrante fa il mea culpa dei parlamentari: "C'è un disegno di legge che giace da mesi e firmato da 60 senatori di tutto l'arco costituzionale per la modifica del codice della strada. Sono previste norme che aiuterebbero, ma ad esempio c'è forte perplessità sul limite di 30 km/h nei centri urbani...". Alberto Fiorillo, responsabile Aree Urbane di Legambiente, guarda oltre: "Ai sindaci presenti a Reggio Emilia chiederemo un impegno concreto: per abbassare il limite di velocità basta una delibera comunale. E poi proporremo multe per chi va troppo forte in auto direttamente proporzionale al reddito. Se si possiede un'auto di grossa cilindrata scatta l'arrivo della Finanza... In Scandinavia funziona già così e il numero di ciclisti morti in strada è crollato. C'è crisi energetica? L'energia metabolica è la migliore che ci sia: in Olanda è stata fatta la rivoluzione delle piste ciclabili 40 anni fa. Noi siamo indietro di decenni". ALLEGRIA? Pio la Bici di #salvaiciclisti e Marco Gemignani di Fiab, promotori degli Stati Generali: "Inforcare una bici dà allegria e ci rende vivibile la nostra città, eppure la ferocia delle strade rischia di fare una strage di ciclisti nei prossimi mesi in assenza di adeguamenti necessari sia nelle strutture sia nelle modifiche al codice. Le strade per definizione devono essere sicure. Invece... E poi ci chiediamo perché la bici non sia considerato mezzo di trasporto valido in caso di richiesta di risarcimento danni per incidenti stradali nel caso in cui il tragitto è coperto da mezzi pubblici. Non scordiamoci l'impatto economico che può produrre la scelta della bici come mezzo di trasporto: più bici, più piste ciclabili e sviluppo della green economy legata al fenomeno. Vanno cambiate le cose. Bolzano dimostra che si può. Il sud Italia e le grandi città in generale dimostrano come non si deve andare avanti". PER TOD Domenica 7 ottobre sarà un anno dalla morte del nostro collega Pier Luigi Todisco. In bici andava al lavoro. In bici ha trovato la morte in una Milano che non ha investito sulle piste ciclabili quanto i suoi cittadini chiedono. Pier Luigi, per tutti Tod, sarà ricordato durante gli Stati Generali. Lui, uno di tanti. Troppi. Piccola nota a margine. Al momento nessun rappresentante del Governo ha dato la sua adesione. Attendiamo fiduciosi. GAZZETTA DELLO SPORT [/QUOTE]
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