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<blockquote data-quote="Ser pecora" data-source="post: 7110631" data-attributes="member: 1850"><p>Mi sono imbattuto oggi in questo servizio per la prima volta. </p><p>Di solito non commento queste cose, ma....ARI Audax italia richiede di depositare il "certificato medico agonistico" per potersi iscrivere ad una randonnée...che già..ma leggo che in Italia le randonnée sono attività “ad alto impatto cardiovascolare”...(lo sono dai 75km in su e con salite oltre il 6% anche le ciclopedalate, che non si sa come siano distinte dalle rando...) ok, mi fa ridere, ma va bene....il punto è che è richiesto anche per gli stranieri. </p><p>Ma domandarsi se all'estero almeno esista il "certificato medico agonistico", no? Ma fa niente, un medico che firma una scartoffia lo si trova sempre, basta pagare, ma non basta, deve essere la scartoffia secondo il modello richiesto da Datahealth, quindi se uno ha già un certificato dovrebbe andarselo a far rifare perché sia "conforme", altrimenti il validatore non valida.</p><p></p><p>Non è per i 2,8eu del servizio ovviamente (che si pagano prima della validazione, ça va sans dire), capisco che sia un servizio agli organizzatori che cosi si semplificano la vita senza dover tenersi una pila di certificati in garage, ma io mi chiedo: veramente per fare una pedalata che <strong>per definizione non ha nulla di agonistico</strong> serve tutta questa burocrazia demenziale?</p><p></p><p>Il tutto perché qualche paranoide ha decretato "l'alto impatto cardiovascolare" di una ciclopedalata? Che però non lo più se sotto i 75km e con solo salite al 5%? Quindi 75km con una salita al 6% no, ma 74km con 45 salite al 5% si.... poi se uno decide di farla a 35kmh di media l'impegno cardiovascolare resta medio. È il percorso che fa l'impegno non l'andatura...</p><p></p><p><img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/drinka.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":-P" title="Drinka :-P" data-shortname=":-P" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ser pecora, post: 7110631, member: 1850"] Mi sono imbattuto oggi in questo servizio per la prima volta. Di solito non commento queste cose, ma....ARI Audax italia richiede di depositare il "certificato medico agonistico" per potersi iscrivere ad una randonnée...che già..ma leggo che in Italia le randonnée sono attività “ad alto impatto cardiovascolare”...(lo sono dai 75km in su e con salite oltre il 6% anche le ciclopedalate, che non si sa come siano distinte dalle rando...) ok, mi fa ridere, ma va bene....il punto è che è richiesto anche per gli stranieri. Ma domandarsi se all'estero almeno esista il "certificato medico agonistico", no? Ma fa niente, un medico che firma una scartoffia lo si trova sempre, basta pagare, ma non basta, deve essere la scartoffia secondo il modello richiesto da Datahealth, quindi se uno ha già un certificato dovrebbe andarselo a far rifare perché sia "conforme", altrimenti il validatore non valida. Non è per i 2,8eu del servizio ovviamente (che si pagano prima della validazione, ça va sans dire), capisco che sia un servizio agli organizzatori che cosi si semplificano la vita senza dover tenersi una pila di certificati in garage, ma io mi chiedo: veramente per fare una pedalata che [B]per definizione non ha nulla di agonistico[/B] serve tutta questa burocrazia demenziale? Il tutto perché qualche paranoide ha decretato "l'alto impatto cardiovascolare" di una ciclopedalata? Che però non lo più se sotto i 75km e con solo salite al 5%? Quindi 75km con una salita al 6% no, ma 74km con 45 salite al 5% si.... poi se uno decide di farla a 35kmh di media l'impegno cardiovascolare resta medio. È il percorso che fa l'impegno non l'andatura... :-P [/QUOTE]
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