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Osservatorio doping
Di luca positivo ad un controllo a sorpresa
Testo
<blockquote data-quote="Travis Tygart Fan" data-source="post: 4222610" data-attributes="member: 52940"><p><strong><a href="http://capodacqua.blogautore.repubblica.it/2013/05/24/di-luca-lepo-e-il-sistema-ipocrisia/" target="_blank">Di Luca, l&#8217;epo e il sistema-ipocrisia</a></strong></p><p></p><p>Il lupo cambia il pelo&#8230;Fin troppo facile chiosare l&#8217;ennesima notizia doping che sporca una volta di più il ciclismo e il Giro d&#8217;Italia in particolare. Con la positività dell&#8217;abruzzese Di Luca (epo, un prodotto &#8220;pesante&#8221;, in un controllo a sorpresa il 29 aprile scorso) si ripiomba improvvisamente nel guano. Altro che eroi e supereroi. Purtroppo la troppo facile retorica in questo ambiente è destinata a sgonfiarsi più che prestissimo. In questo caso, siamo ancora ai vecchi sistemi. E ad un ciclismo che non riesce a liberarsi del tutto delle imbarazzanti scorie del passato. Ed è difficile che se ne liberi se non cambiano gli uomini, che sono in buona parte (anche se non del tutto) quelli del doping selvaggio di poche stagioni addietro. Se non si favorisce un vero ricambio le cose andranno sempre in questo modo: neppure il tempo di riconquistare un pizzico di attenzione con un italiano al vertice della corsa più importante del Bel Paese, ed ecco di nuovo qualcosa che sporca e trascina nel fango. La prova che non è ancora il momento di abbassare la guardia e lasciarsi prendere da facili entusiasmi. A parlare di doping non si esagera mai in questo ambiente che sembra ancora irrimediabilmente tarato.</p><p> Di Luca oltre a danneggiare se stesso fisicamente e materialmente (ora sarà radiato, essendo alla seconda infrazione grave del regolamento Wada) ha fatto un danno enorme a tutto il mondo in cui dice di appartenere. Un danno incalcolabile. Di cui non pagherà mai abbastanza il fio. Perchè recidivo almeno due volte: sanzionato per la frequentazione del famigerato dottor Santuccione, uno dei pochi messi all&#8217;indice dallo sport nazionale, uscito con un elegante slalom di periti dalle accuse al Giro 2007 (i sospetti sul test dello Zoncolan: la famosa &#8220;pipì dell&#8217;angelo&#8221<img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/wink.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";)" title="Wink ;)" data-shortname=";)" />, beccato con l&#8217;epo nel 2009 e ancora positivo alla vigilia di questo Giro. Segno che per lui doping e ciclismo sono le due facce della stessa ignobile medaglia.</p><p> Ma il problema a questo punto non è solo Di Luca. E&#8217; di un sistema pieno di falle e in cui ancora governa ancora l&#8217;ipocrisia. C&#8217;è una falla nel metodo di reclutamento delle squadre al Giro, perchè non si riesce a mettere filtri efficaci, nonostante nell&#8217;ambiente tutti sappiano tutto di tutti. C&#8217;è una falla nel tesseramento dei corridori nelle squadre, perchè se basta portare uno sponsorino di poche decine di migliaia di euro per far abbandonare ogni prudenza, poi i rischi che si corrono sono evidenti e si trasformano in fatti sconcertanti. E c&#8217;è una falla evidente nel sistema di vigilanza della squadra, perchè ciò che emerge ad un controllo antidoping può essere individuato anche se non proprio facilmente anche da chi gestisce la formazione. II mezzi tecnici ci sono e chi non li conosce non svolge bene la propria professione. Spiace per Luca Scinto, timoniere della Vini Fantini, la cui istintività e simpatia è ben nota, ma la prima cosa cui deve badare un manager e un direttore sportivo è proprio quella di scegliere bene il proprio materiale umano e poi di tenere sotto controllo i propri corridori. E diffidare delle super prestazioni. O dei miracoli improvvisi. Di Luca, a parte il passato che dovrebbe invitare chiunque alla prudenza, ha fatto il diavolo a quattro in questo Giro; sempre presente nelle sfide più accese in salita: da Marina di Ascea, a Serra San Bruno, a Pescara, al Vajont, a Ivrea. A 37 anni. E stendiamo un velo pietoso sul resto.</p><p><a href="http://capodacqua.blogautore.repubblica.it/2013/05/24/di-luca-lepo-e-il-sistema-ipocrisia/" target="_blank">http://capodacqua.blogautore.repubblica.it/2013/05/24/di-luca-lepo-e-il-sistema-ipocrisia/</a></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Travis Tygart Fan, post: 4222610, member: 52940"] [B][URL="http://capodacqua.blogautore.repubblica.it/2013/05/24/di-luca-lepo-e-il-sistema-ipocrisia/"]Di Luca, l’epo e il sistema-ipocrisia[/URL][/B] Il lupo cambia il pelo…Fin troppo facile chiosare l’ennesima notizia doping che sporca una volta di più il ciclismo e il Giro d’Italia in particolare. Con la positività dell’abruzzese Di Luca (epo, un prodotto “pesante”, in un controllo a sorpresa il 29 aprile scorso) si ripiomba improvvisamente nel guano. Altro che eroi e supereroi. Purtroppo la troppo facile retorica in questo ambiente è destinata a sgonfiarsi più che prestissimo. In questo caso, siamo ancora ai vecchi sistemi. E ad un ciclismo che non riesce a liberarsi del tutto delle imbarazzanti scorie del passato. Ed è difficile che se ne liberi se non cambiano gli uomini, che sono in buona parte (anche se non del tutto) quelli del doping selvaggio di poche stagioni addietro. Se non si favorisce un vero ricambio le cose andranno sempre in questo modo: neppure il tempo di riconquistare un pizzico di attenzione con un italiano al vertice della corsa più importante del Bel Paese, ed ecco di nuovo qualcosa che sporca e trascina nel fango. La prova che non è ancora il momento di abbassare la guardia e lasciarsi prendere da facili entusiasmi. A parlare di doping non si esagera mai in questo ambiente che sembra ancora irrimediabilmente tarato. Di Luca oltre a danneggiare se stesso fisicamente e materialmente (ora sarà radiato, essendo alla seconda infrazione grave del regolamento Wada) ha fatto un danno enorme a tutto il mondo in cui dice di appartenere. Un danno incalcolabile. Di cui non pagherà mai abbastanza il fio. Perchè recidivo almeno due volte: sanzionato per la frequentazione del famigerato dottor Santuccione, uno dei pochi messi all’indice dallo sport nazionale, uscito con un elegante slalom di periti dalle accuse al Giro 2007 (i sospetti sul test dello Zoncolan: la famosa “pipì dell’angelo”), beccato con l’epo nel 2009 e ancora positivo alla vigilia di questo Giro. Segno che per lui doping e ciclismo sono le due facce della stessa ignobile medaglia. Ma il problema a questo punto non è solo Di Luca. E’ di un sistema pieno di falle e in cui ancora governa ancora l’ipocrisia. C’è una falla nel metodo di reclutamento delle squadre al Giro, perchè non si riesce a mettere filtri efficaci, nonostante nell’ambiente tutti sappiano tutto di tutti. C’è una falla nel tesseramento dei corridori nelle squadre, perchè se basta portare uno sponsorino di poche decine di migliaia di euro per far abbandonare ogni prudenza, poi i rischi che si corrono sono evidenti e si trasformano in fatti sconcertanti. E c’è una falla evidente nel sistema di vigilanza della squadra, perchè ciò che emerge ad un controllo antidoping può essere individuato anche se non proprio facilmente anche da chi gestisce la formazione. II mezzi tecnici ci sono e chi non li conosce non svolge bene la propria professione. Spiace per Luca Scinto, timoniere della Vini Fantini, la cui istintività e simpatia è ben nota, ma la prima cosa cui deve badare un manager e un direttore sportivo è proprio quella di scegliere bene il proprio materiale umano e poi di tenere sotto controllo i propri corridori. E diffidare delle super prestazioni. O dei miracoli improvvisi. Di Luca, a parte il passato che dovrebbe invitare chiunque alla prudenza, ha fatto il diavolo a quattro in questo Giro; sempre presente nelle sfide più accese in salita: da Marina di Ascea, a Serra San Bruno, a Pescara, al Vajont, a Ivrea. A 37 anni. E stendiamo un velo pietoso sul resto. [URL]http://capodacqua.blogautore.repubblica.it/2013/05/24/di-luca-lepo-e-il-sistema-ipocrisia/[/URL] [/QUOTE]
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