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<blockquote data-quote="fabulous" data-source="post: 754193" data-attributes="member: 3233"><p>Il discorso è molto più complesso: <ul> <li data-xf-list-type="ul"> 12 g di omega 6 e 3 di omega3 sono il fabbisogno minimo di EFA</li> <li data-xf-list-type="ul"> Non basta però soddisfare il fabbisogno ma occorre anche rispettare un rapporto tra i polinsaturi omega 6 e quelli omega 3. Il rapporto da non superare è omega 6 massimo due volte gli omega 3.</li> <li data-xf-list-type="ul"> E' molto facile assumere discrete quantità di omega 6 dato che sono contenuti in tutti gli oli vegetali, tutta la frutta secca e nel grasso delle carni.</li> <li data-xf-list-type="ul">Gli omega 3 sono molto più rari. Inoltre, non tutti gli omega 3 sono uguali, le noci per esempio contengono acido linolenico (ALA): cioè un omega 3 a 18 atomi di carbonio.</li> <li data-xf-list-type="ul"> Il processo di conversione dell'ALA nei grassi omega 3 a 20 atomi di carbonio (EPA e DHA), che giocano un ruolo importante sulla sintesi degli eicosanoidi (come descritto da Sears nella sua teoria ma anche da altri nutrizionisti, come ad esempio il premio Nobel Udo Erasmus), è altamente inefficente nell'organismo umano.</li> <li data-xf-list-type="ul"> Alte quantità di ALA, in più, sembra che inibiscano la delta-5-desaturasi, enzima coinvolto nel processo di cui sopra.</li> <li data-xf-list-type="ul"> In definitiva, la strategia alimentare ideale è di curare l'assunzione di omega 3 a catena lunga (EPA e DHA, presenti solo nel pesce) e di limitare invece l'assunzione di tutti gli altri acidi grassi polinsaturi (come l'ALA e tutti gli omega 6, sia a 18 atomi come l'acido linoleico che a 20 come l'arachidonico) che sono comunque presenti in molti cibi.</li> <li data-xf-list-type="ul"> Le noci sono straricche di omega 6, quindi le limiterei.</li> </ul></blockquote><p></p>
[QUOTE="fabulous, post: 754193, member: 3233"] Il discorso è molto più complesso:[LIST] [*] 12 g di omega 6 e 3 di omega3 sono il fabbisogno minimo di EFA [*] Non basta però soddisfare il fabbisogno ma occorre anche rispettare un rapporto tra i polinsaturi omega 6 e quelli omega 3. Il rapporto da non superare è omega 6 massimo due volte gli omega 3. [*] E' molto facile assumere discrete quantità di omega 6 dato che sono contenuti in tutti gli oli vegetali, tutta la frutta secca e nel grasso delle carni. [*]Gli omega 3 sono molto più rari. Inoltre, non tutti gli omega 3 sono uguali, le noci per esempio contengono acido linolenico (ALA): cioè un omega 3 a 18 atomi di carbonio. [*] Il processo di conversione dell'ALA nei grassi omega 3 a 20 atomi di carbonio (EPA e DHA), che giocano un ruolo importante sulla sintesi degli eicosanoidi (come descritto da Sears nella sua teoria ma anche da altri nutrizionisti, come ad esempio il premio Nobel Udo Erasmus), è altamente inefficente nell'organismo umano. [*] Alte quantità di ALA, in più, sembra che inibiscano la delta-5-desaturasi, enzima coinvolto nel processo di cui sopra. [*] In definitiva, la strategia alimentare ideale è di curare l'assunzione di omega 3 a catena lunga (EPA e DHA, presenti solo nel pesce) e di limitare invece l'assunzione di tutti gli altri acidi grassi polinsaturi (come l'ALA e tutti gli omega 6, sia a 18 atomi come l'acido linoleico che a 20 come l'arachidonico) che sono comunque presenti in molti cibi. [*] Le noci sono straricche di omega 6, quindi le limiterei.[/LIST] [/QUOTE]
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