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Alimentazione e biomeccanica
Dimagrire in bici, mangiare o no durante un uscita?
Testo
<blockquote data-quote="andre.road" data-source="post: 5920675" data-attributes="member: 49838"><p>[MENTION=12152]gx2[/MENTION] Nessuna offesa. Cerco di procedere con la logica e ci metto la firma. E dopo ciò prometto che taccio.</p><p></p><p>Le dicotomie servono per possedere categorie concettuali che distinguono realtà differenti ma non sono verità assolute. Sono categorie che ci offrono delle tendenze. Ora, mi sembra che qui la dicotomia sia tra una attività di lunga durata prevalentemente aerobica e una breve ad alta intensità dove la componente anaerobica risulta molto più accentuata. Per una si realizza un tipo di dispendio energetico che necessariamente non può essere comparabile all'altro. Ogni attività possiede in linea di massima delle caratteristiche prevalenti. In uno dei post precedenti, tu hai dato "a spanne" delle proporzioni con riferimento ai dispendi energetici che io ho condiviso, anche se dovrebbero essere oggetto di ulteriori verifiche e soprattutto andrebbero contestualizzate e non è affatto una operazione che si svolge con conteggi creativi astratti e fantasiosi.</p><p></p><p>La matematizzazione attraverso unità di misura che nulla hanno a che vedere con caratteristiche biologiche o antropometriche del soggetto di volta in volta in questione è fasulla. </p><p></p><p>Il rapporto tra watt e calorie, ad esempio, come può essere valido senza considerare che quei watt possono essere espressi da persone che variano in un range che va dai 50 ai 120 Kg? Come puoi considerare il rapporto watt/calorie realistico quando la soglia aerobica e quella anaerobica variano a seconda delle caratteristiche fisiche e del livello di allenamento? Non esiste algoritmo o ponderazione virtuale che tenga.</p><p></p><p>Ti stai mettendo, a mio modesto parere, su un binario molto poco solido. E il fatto che la rete sia piena di algoritmi e calcolatori non mi persuade affatto. Tutti quelli che sono cresciuti ciclisticamente sanno - e tu per primo sai - che cuore, gambe e testa crescono sulla strada, non con le formule matematiche. Ti devi crepare di chilometri per accrescere anzitutto la potenza aerobica. Perché il ciclismo - e in specie il fondismo - non è uno sforzo breve e intenso ma è uno sport di resistenza. Si cerca il limite, si osa, si prende una cotta (chi non ha preso una cotta clamorosa), si impara a gestire le proprie energie. Mi stupisce davvero che io e te stiamo a discutere di queste cose.</p><p></p><p>Le dicotomie di cui sopra trovano la giusta mediazione nella costanza della pratica e nella capacità di osare senza esagerare. E anche il dimagrimento passa per questa via. In questo senso, io fin dal primo post in questo 3D ho fatto i complimenti al nostro amico perché secondo me è già sulla giusta strada. Stare 4-5-6 ore in sella - e provare piacere e soddisfazione in questo - sicuramente aiuta a superare quel limite oltre il quale si comincia a bruciare quel carburante diesel che sono i grassi e si accresce la propria potenza aerobica. Ripeto è l'abc e questo va oltre ogni "moda" del momento, sta nella storia del ciclismo.</p><p></p><p>Ciò detto, non è per me una ortodossia, né sto a trincerarmi dietro qualche certezza. Ho detto che uno va in bici alla giornata e se uno ha poco tempo può benissimo forzare i ritmi dentro attività più intense. Ho sempre fatto di tutto un po' e i primi tempi che stavo sul forum mi cazziavate pure perché le sparate di due ore all'epoca non erano di moda. Bisognava fare il fondo, polarizzare ..e bla bla bla. Ora la "moda" è cambiata ne prendo atto.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="andre.road, post: 5920675, member: 49838"] [MENTION=12152]gx2[/MENTION] Nessuna offesa. Cerco di procedere con la logica e ci metto la firma. E dopo ciò prometto che taccio. Le dicotomie servono per possedere categorie concettuali che distinguono realtà differenti ma non sono verità assolute. Sono categorie che ci offrono delle tendenze. Ora, mi sembra che qui la dicotomia sia tra una attività di lunga durata prevalentemente aerobica e una breve ad alta intensità dove la componente anaerobica risulta molto più accentuata. Per una si realizza un tipo di dispendio energetico che necessariamente non può essere comparabile all'altro. Ogni attività possiede in linea di massima delle caratteristiche prevalenti. In uno dei post precedenti, tu hai dato "a spanne" delle proporzioni con riferimento ai dispendi energetici che io ho condiviso, anche se dovrebbero essere oggetto di ulteriori verifiche e soprattutto andrebbero contestualizzate e non è affatto una operazione che si svolge con conteggi creativi astratti e fantasiosi. La matematizzazione attraverso unità di misura che nulla hanno a che vedere con caratteristiche biologiche o antropometriche del soggetto di volta in volta in questione è fasulla. Il rapporto tra watt e calorie, ad esempio, come può essere valido senza considerare che quei watt possono essere espressi da persone che variano in un range che va dai 50 ai 120 Kg? Come puoi considerare il rapporto watt/calorie realistico quando la soglia aerobica e quella anaerobica variano a seconda delle caratteristiche fisiche e del livello di allenamento? Non esiste algoritmo o ponderazione virtuale che tenga. Ti stai mettendo, a mio modesto parere, su un binario molto poco solido. E il fatto che la rete sia piena di algoritmi e calcolatori non mi persuade affatto. Tutti quelli che sono cresciuti ciclisticamente sanno - e tu per primo sai - che cuore, gambe e testa crescono sulla strada, non con le formule matematiche. Ti devi crepare di chilometri per accrescere anzitutto la potenza aerobica. Perché il ciclismo - e in specie il fondismo - non è uno sforzo breve e intenso ma è uno sport di resistenza. Si cerca il limite, si osa, si prende una cotta (chi non ha preso una cotta clamorosa), si impara a gestire le proprie energie. Mi stupisce davvero che io e te stiamo a discutere di queste cose. Le dicotomie di cui sopra trovano la giusta mediazione nella costanza della pratica e nella capacità di osare senza esagerare. E anche il dimagrimento passa per questa via. In questo senso, io fin dal primo post in questo 3D ho fatto i complimenti al nostro amico perché secondo me è già sulla giusta strada. Stare 4-5-6 ore in sella - e provare piacere e soddisfazione in questo - sicuramente aiuta a superare quel limite oltre il quale si comincia a bruciare quel carburante diesel che sono i grassi e si accresce la propria potenza aerobica. Ripeto è l'abc e questo va oltre ogni "moda" del momento, sta nella storia del ciclismo. Ciò detto, non è per me una ortodossia, né sto a trincerarmi dietro qualche certezza. Ho detto che uno va in bici alla giornata e se uno ha poco tempo può benissimo forzare i ritmi dentro attività più intense. Ho sempre fatto di tutto un po' e i primi tempi che stavo sul forum mi cazziavate pure perché le sparate di due ore all'epoca non erano di moda. Bisognava fare il fondo, polarizzare ..e bla bla bla. Ora la "moda" è cambiata ne prendo atto. [/QUOTE]
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