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Giro d'Italia
Dislivello e difficoltà delle tappe del giro 2011
Testo
<blockquote data-quote="gbraccioni" data-source="post: 2891296" data-attributes="member: 18458"><p>Seguo il ciclismo dal 1993 (anno del secondo successo al Giro de "El Navarro" Indurain); da allora in tutti i grandi giri ho sempre sentito i principali protagonisti ripetere lo stesso ritornello: "aspettiamo la terza settimana, si deciderà tutto lì...bisogna risparimare energie...sarà un giro ad eliminazione".</p><p> </p><p>Storicamente il percorso dei grandi giri è stato sempre disegnato in modo da avere nella terza settimana le salite più impegnative, salvo alcune eccezioni (ad esempio il giro 2009 dove sono state affrontate le salite alpine già all'inizio della seconda settimana, oppure il giro 1999 che mi ricorda un pantani che stacca tutti sul gransasso nella seconda settimana e prendere la maglia verde).</p><p>La concentrazione di salite in tre tapponi consecutivi se, da un lato, suggerisce la tattica attendista di vedere "che succede" ed aspettare che gli avversari saltino, dall'altro potrebbe consentire ha chi ha nelle gambe qualcosa in più di sfruttare l'occasione per recuperare il tempo perso a cronometro oppure a causa di una caduta, foratura o fuga bidone...le variabili sono tante, e le conosciamo.</p><p> </p><p>Ma, ad essere onesti, le azioni da lontano non si vedono più...quelle che quando accendi il televisore alle 12.00 ti fanno trovare già un uomo di classifica in fuga (Pantani al giro 1998 con Guerini, ad esempio).</p><p> </p><p>Comunque sno d'accordo con chi ha detto che disegnare un Giro così duro, alla lunga farà scappare tutti i big.</p><p>Salite si, ma con moderazione.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="gbraccioni, post: 2891296, member: 18458"] Seguo il ciclismo dal 1993 (anno del secondo successo al Giro de "El Navarro" Indurain); da allora in tutti i grandi giri ho sempre sentito i principali protagonisti ripetere lo stesso ritornello: "aspettiamo la terza settimana, si deciderà tutto lì...bisogna risparimare energie...sarà un giro ad eliminazione". Storicamente il percorso dei grandi giri è stato sempre disegnato in modo da avere nella terza settimana le salite più impegnative, salvo alcune eccezioni (ad esempio il giro 2009 dove sono state affrontate le salite alpine già all'inizio della seconda settimana, oppure il giro 1999 che mi ricorda un pantani che stacca tutti sul gransasso nella seconda settimana e prendere la maglia verde). La concentrazione di salite in tre tapponi consecutivi se, da un lato, suggerisce la tattica attendista di vedere "che succede" ed aspettare che gli avversari saltino, dall'altro potrebbe consentire ha chi ha nelle gambe qualcosa in più di sfruttare l'occasione per recuperare il tempo perso a cronometro oppure a causa di una caduta, foratura o fuga bidone...le variabili sono tante, e le conosciamo. Ma, ad essere onesti, le azioni da lontano non si vedono più...quelle che quando accendi il televisore alle 12.00 ti fanno trovare già un uomo di classifica in fuga (Pantani al giro 1998 con Guerini, ad esempio). Comunque sno d'accordo con chi ha detto che disegnare un Giro così duro, alla lunga farà scappare tutti i big. Salite si, ma con moderazione. [/QUOTE]
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