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Giro d'Italia
Domenica 17.05 9a tappa 2026 Cervia - Corno alle Scale
Testo
<blockquote data-quote="sembola" data-source="post: 7839686" data-attributes="member: 1912"><p>Il problema è che la valenza della storia e delle imprese raramente è assoluta. Nuvolari è un mito in Italia per tutti motivi che ho scritto e non necessariamente la stessa cosa vale per un appassionato di F1 inglese, che ha un punto di vista, una storia personale e nazionale completamente diversa.</p><p></p><p></p><p></p><p>Ma anche no, io lo so chi è stato Nuvolari (o Bandini, tanto per restare nella F1) così come conosco in modo ragionevolmente approfondito la storia di Bartali. A me interessa, ma questo non significa che debba interessare a tutti, e tanto meno che chi non conosce a fondo la storia (per legittimi motivi) non meriti di seguire lo sport.</p><p></p><p>Anche perchè lo sport di oggi ha in comune con quello di ieri solo il numero di ruote, non c'è bisogno di citare lo stato delle strade, la lunghezza delle tappe, la scarsità se non la mancanza di assistenza, il peso delle bici, l'alimentazione improvvisata, l'assenza di misure di sicurezza... ma senza andare tanto lontano, pensiamo alla tappa del Gavia di Hampsten, oggi impensabile.</p><p></p><p>Per me conoscere cosa fosse il ciclismo (o le corse automobilistiche) 100 o 60 anni fa serve a capire cosa è cambiato e perchè si è arrivati a certi cambiamenti. Ma posso benissimo godermi un Fiandre o una tappa alpina al Giro senza questa conoscenza. Il punto del mio ragionamento è che i punti di vista possono essere <u>e sono</u> differenti, e pretendere che solo il proprio sia valido è un errore, logico ma soprattutto fattuale, visto che la realtà continua ad esistere anche quando non ci piace.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="sembola, post: 7839686, member: 1912"] Il problema è che la valenza della storia e delle imprese raramente è assoluta. Nuvolari è un mito in Italia per tutti motivi che ho scritto e non necessariamente la stessa cosa vale per un appassionato di F1 inglese, che ha un punto di vista, una storia personale e nazionale completamente diversa. Ma anche no, io lo so chi è stato Nuvolari (o Bandini, tanto per restare nella F1) così come conosco in modo ragionevolmente approfondito la storia di Bartali. A me interessa, ma questo non significa che debba interessare a tutti, e tanto meno che chi non conosce a fondo la storia (per legittimi motivi) non meriti di seguire lo sport. Anche perchè lo sport di oggi ha in comune con quello di ieri solo il numero di ruote, non c'è bisogno di citare lo stato delle strade, la lunghezza delle tappe, la scarsità se non la mancanza di assistenza, il peso delle bici, l'alimentazione improvvisata, l'assenza di misure di sicurezza... ma senza andare tanto lontano, pensiamo alla tappa del Gavia di Hampsten, oggi impensabile. Per me conoscere cosa fosse il ciclismo (o le corse automobilistiche) 100 o 60 anni fa serve a capire cosa è cambiato e perchè si è arrivati a certi cambiamenti. Ma posso benissimo godermi un Fiandre o una tappa alpina al Giro senza questa conoscenza. Il punto del mio ragionamento è che i punti di vista possono essere [U]e sono[/U] differenti, e pretendere che solo il proprio sia valido è un errore, logico ma soprattutto fattuale, visto che la realtà continua ad esistere anche quando non ci piace. [/QUOTE]
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