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Doping: chi vuol parlare?
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<blockquote data-quote="xtrncpb" data-source="post: 4336557" data-attributes="member: 30438"><p>Il fatto è che il doping attinge da sostanze farmaceutiche, specificatamente create per curare alcune malattie o patologie, e ne fa un uso improprio, finalizzato all'accrescimento della prestazione sportiva.</p><p>Prendiamo ad esempio la sostanza dopante più diffusa negli anni scorsi, l'EPO.</p><p>L'eritropoietina è stata prodotta e utilizzata come farmaco per curare le anemie in pazienti affetti da malattie renali o da malattie del sangue, o per permettere un recupero più veloce dopo la somministrazione di chemioterapia nei pazienti affetti da cancro.</p><p>Qualche medico-stregone ha pensato bene si travasare i benefici dell'EPO nello sport.</p><p>Ma la storia delle imprese sportive - a ogni livello e disciplina - è costellata di sostanze dopanti sempre più potenti e sempre più all'avanguardia.</p><p></p><p>Ultimamente si parla di "doping genetico", che consiste nell'introdurre nel corpo umano determinate sostanze che attiverebbero le cellule del DNA alla base di specifici comportamenti neuro-muscolari.</p><p>Ed è balzato alla ribalta il farmaco GW1516, prodotto dalla Glaxo per contrastare l'obesità, il diabete e le malattie cardiovascolari, che attiverebbe anche il gene responsabile della crescita delle fibre bianche o rosse nei muscoli, alla base dello sprint o della resistenza.</p><p>Recentemente la Glaxo ne ha cessato la produzione, perchè gli effetti collaterali sono ben peggiori dei benefici. Intanto, però, qualche atleta ne ha fatto uso e qualcuno è stato beccato con tracce di GW1516 nel sangue.</p><p>Ma ci sono tante altre possibilità di doping genetico, come per esempio la modifica della pressione sanguigna (gene chiamato ACE I) o il gene che regola la produzione di globuli rossi a partire dalle cellule staminali mieloidi chiamate "CFU-GEMM". In pratica, si accrescerebbe il processo di eritropoiesi senza assumere EPO. Basterebbe presentare un certificato medico con il quale si dichiara di avere un ematocrito "naturalmente" alto... e il gioco è fatto. E anche il famigerato "passaporto biologico" dovrebbe adeguarsi alla situazione.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="xtrncpb, post: 4336557, member: 30438"] Il fatto è che il doping attinge da sostanze farmaceutiche, specificatamente create per curare alcune malattie o patologie, e ne fa un uso improprio, finalizzato all'accrescimento della prestazione sportiva. Prendiamo ad esempio la sostanza dopante più diffusa negli anni scorsi, l'EPO. L'eritropoietina è stata prodotta e utilizzata come farmaco per curare le anemie in pazienti affetti da malattie renali o da malattie del sangue, o per permettere un recupero più veloce dopo la somministrazione di chemioterapia nei pazienti affetti da cancro. Qualche medico-stregone ha pensato bene si travasare i benefici dell'EPO nello sport. Ma la storia delle imprese sportive - a ogni livello e disciplina - è costellata di sostanze dopanti sempre più potenti e sempre più all'avanguardia. Ultimamente si parla di "doping genetico", che consiste nell'introdurre nel corpo umano determinate sostanze che attiverebbero le cellule del DNA alla base di specifici comportamenti neuro-muscolari. Ed è balzato alla ribalta il farmaco GW1516, prodotto dalla Glaxo per contrastare l'obesità, il diabete e le malattie cardiovascolari, che attiverebbe anche il gene responsabile della crescita delle fibre bianche o rosse nei muscoli, alla base dello sprint o della resistenza. Recentemente la Glaxo ne ha cessato la produzione, perchè gli effetti collaterali sono ben peggiori dei benefici. Intanto, però, qualche atleta ne ha fatto uso e qualcuno è stato beccato con tracce di GW1516 nel sangue. Ma ci sono tante altre possibilità di doping genetico, come per esempio la modifica della pressione sanguigna (gene chiamato ACE I) o il gene che regola la produzione di globuli rossi a partire dalle cellule staminali mieloidi chiamate "CFU-GEMM". In pratica, si accrescerebbe il processo di eritropoiesi senza assumere EPO. Basterebbe presentare un certificato medico con il quale si dichiara di avere un ematocrito "naturalmente" alto... e il gioco è fatto. E anche il famigerato "passaporto biologico" dovrebbe adeguarsi alla situazione. [/QUOTE]
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