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<blockquote data-quote="abraxas" data-source="post: 5612678" data-attributes="member: 2653"><p>ho seguito per anni le vicissitudini di Sandro Donati, luminare nella lotta al doping, fatto fuori dalla federazione di atletica leggera italiana perchè aveva scoperchiato il vaso di Pandora del doping di stato (a Ferrara, Conconi e soci) e lo scandalo del salto truccato di Evangelisti ai mondiali di Roma, con contorno di dimissioni del ras dell'epoca, Nebiolo. Leggere il libro " Campioni senza valore " (introvabile e mai più ristampato, ho la fortuna di possederne una copia) per capire il guano in cui vivono le federazioni. Se devo credere a qualcuno, credo alle sue dichiarazioni scritte e dette in conferenza stampa. Poi può essere tutto ed il contrario di tutto, ma la storia , per quello che sta uscendo in tema di modalità di controlli, tour delle provette, etc... ha evidenze alquanto preoccupanti...</p><p>Leggere l'articolo di Capodacqua, un altro che non le manda certo a dire...</p><p></p><p><a href="http://capodacqua.blogautore.repubblica.it/2016/06/26/schwazer-il-test-non-era-anonimo-ecco-le-anomalie-di-unindagine-fin-troppo-mirata/#more-2625" target="_blank">http://capodacqua.blogautore.repubblica.it/2016/06/26/schwazer-il-test-non-era-anonimo-ecco-le-anomalie-di-unindagine-fin-troppo-mirata/#more-2625</a></p><p></p><p>Una serie di irregolarità procedurali che la dicono lunga su come e quanto quel famigerato test del 1° gennaio che ha inchiodato Schwazer alla seconda positività fosse ben &#8220;mirato&#8221;. E comunque come sottolineato dal Corriere della sera, pieno di &#8220;anomalie&#8221;. La prima sul modulo che accompagna il prelievo, alla voce «luogo del test», invece della consueta indicazione generica della nazione, è scritto: «Racines, Italia». Ora non è certo difficile stabilire quale atleta di rilievo per cui si muove il testa sorpresa del passaporto bio. Conseguenza: il campione NON è anonimo. E sul dato dell'anonimia si basa tutta la credibilità dei controlli. Il laboratorio non DEVE sapere a chi appartengono le urine (o il sangue) da analizzare. E' evidente e semplice garanzia per la difesa. Affidata poi solo ad una semplice controanalisi. E' un fatto gravissimo.</p><p>Il dettaglio scompare misteriosamente nel modulo che il 12 maggio, stabilirà la positività di Schwazer. Alla voce «località del prelievo&#8221; sarà scritto &#8220;non nota&#8221;. Non basta, quel campione viene subito protocollato e congelato. Ma non viene fatta alcuna analisi specifica, oltre alla densità e al ph. Nessun test, nessun dato inviato al protocollo Adams computerizzato . Il campione viene riaperto la mattina del 14 aprile data in cui iniziano le indagini spettrometriche, cioè il test superspecialistico che porterà alla individuazione di testosterone in quantità infinitesimali. A verbale c&#8217;è la frase &#8220;elementi esterni sospetti nel campione di urine&#8221;. Il test lo avrebbe sollecitato il laboratorio di Montreal. E c'è da chiarire meglio il viaggio delle provette: come e quando sono state spedite e sono ritornate. Dovrebbe essere tutto documentato secondo i protocolli vigenti. Ma tutto resta fermo, sempre restano alla versione del &#8220;Corriere&#8221;. Il 26 il verdetto di Colonia: 6 diversi precursori del testosterone, scongelato per la terza volta. Positività. A quel punto Schwazer dovrebbe essere informato invece: nulla. Gareggia e vince a Roma, gareggia finisce secondo a La Coruna. La Iaaf apre il dossier il 12 maggio. Ma lo stop arriva il 20 giugno. Ce n&#8217;è abbastanza per ipotizzare qualche forzatura. Viene fatto un test (quello super specialistico) senza che siano svolti i regolari test preliminari, senza, cioè che ci sia un motivo per approfondire. Un disegno premeditato? Come la si voglia girare è una storiaccia. E alimenta il fortissimo sospetto di un meccanismo che scatta a orologeria.Se non si garantisce la cosiddetta `catena di custodia`, evidentemente grossolanamente indicata nella vicenda chi può garantire altro in un clima in cui vengono stoppati laboratori `accreditati` su laboratori: da Pekino, a Mosca, a Madrid fino (è di poco fa) Rio de Janeiro.</p><p>Ora si attende il responso della IaaF alla lettera con cui la difesa (che ha sporto denuncia penale per truffa sportiva) ha chiesto la sospensione di ogni sanzione.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="abraxas, post: 5612678, member: 2653"] ho seguito per anni le vicissitudini di Sandro Donati, luminare nella lotta al doping, fatto fuori dalla federazione di atletica leggera italiana perchè aveva scoperchiato il vaso di Pandora del doping di stato (a Ferrara, Conconi e soci) e lo scandalo del salto truccato di Evangelisti ai mondiali di Roma, con contorno di dimissioni del ras dell'epoca, Nebiolo. Leggere il libro " Campioni senza valore " (introvabile e mai più ristampato, ho la fortuna di possederne una copia) per capire il guano in cui vivono le federazioni. Se devo credere a qualcuno, credo alle sue dichiarazioni scritte e dette in conferenza stampa. Poi può essere tutto ed il contrario di tutto, ma la storia , per quello che sta uscendo in tema di modalità di controlli, tour delle provette, etc... ha evidenze alquanto preoccupanti... Leggere l'articolo di Capodacqua, un altro che non le manda certo a dire... [url]http://capodacqua.blogautore.repubblica.it/2016/06/26/schwazer-il-test-non-era-anonimo-ecco-le-anomalie-di-unindagine-fin-troppo-mirata/#more-2625[/url] Una serie di irregolarità procedurali che la dicono lunga su come e quanto quel famigerato test del 1° gennaio che ha inchiodato Schwazer alla seconda positività fosse ben “mirato”. E comunque come sottolineato dal Corriere della sera, pieno di “anomalie”. La prima sul modulo che accompagna il prelievo, alla voce «luogo del test», invece della consueta indicazione generica della nazione, è scritto: «Racines, Italia». Ora non è certo difficile stabilire quale atleta di rilievo per cui si muove il testa sorpresa del passaporto bio. Conseguenza: il campione NON è anonimo. E sul dato dell'anonimia si basa tutta la credibilità dei controlli. Il laboratorio non DEVE sapere a chi appartengono le urine (o il sangue) da analizzare. E' evidente e semplice garanzia per la difesa. Affidata poi solo ad una semplice controanalisi. E' un fatto gravissimo. Il dettaglio scompare misteriosamente nel modulo che il 12 maggio, stabilirà la positività di Schwazer. Alla voce «località del prelievo” sarà scritto “non nota”. Non basta, quel campione viene subito protocollato e congelato. Ma non viene fatta alcuna analisi specifica, oltre alla densità e al ph. Nessun test, nessun dato inviato al protocollo Adams computerizzato . Il campione viene riaperto la mattina del 14 aprile data in cui iniziano le indagini spettrometriche, cioè il test superspecialistico che porterà alla individuazione di testosterone in quantità infinitesimali. A verbale c’è la frase “elementi esterni sospetti nel campione di urine”. Il test lo avrebbe sollecitato il laboratorio di Montreal. E c'è da chiarire meglio il viaggio delle provette: come e quando sono state spedite e sono ritornate. Dovrebbe essere tutto documentato secondo i protocolli vigenti. Ma tutto resta fermo, sempre restano alla versione del “Corriere”. Il 26 il verdetto di Colonia: 6 diversi precursori del testosterone, scongelato per la terza volta. Positività. A quel punto Schwazer dovrebbe essere informato invece: nulla. Gareggia e vince a Roma, gareggia finisce secondo a La Coruna. La Iaaf apre il dossier il 12 maggio. Ma lo stop arriva il 20 giugno. Ce n’è abbastanza per ipotizzare qualche forzatura. Viene fatto un test (quello super specialistico) senza che siano svolti i regolari test preliminari, senza, cioè che ci sia un motivo per approfondire. Un disegno premeditato? Come la si voglia girare è una storiaccia. E alimenta il fortissimo sospetto di un meccanismo che scatta a orologeria.Se non si garantisce la cosiddetta `catena di custodia`, evidentemente grossolanamente indicata nella vicenda chi può garantire altro in un clima in cui vengono stoppati laboratori `accreditati` su laboratori: da Pekino, a Mosca, a Madrid fino (è di poco fa) Rio de Janeiro. Ora si attende il responso della IaaF alla lettera con cui la difesa (che ha sporto denuncia penale per truffa sportiva) ha chiesto la sospensione di ogni sanzione. [/QUOTE]
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