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BDC-MAG.com
Due campioni UCI Gran Fondo sospesi per doping
Testo
<blockquote data-quote="Ser pecora" data-source="post: 6401970" data-attributes="member: 1850"><p>Il che contraddice il discorso dei soldi. L'amatore non lo fa per soldi, né per i premi. Lo fa per vanità, per non essere l'ultimo del gruppo, per essere "qualcuno", etc.etc.</p><p></p><p>Le randonnée non hanno classifiche, non sono nemmeno gare, ma c'è gente che si bomba pure li. O che taglia i percorsi (che è come fare una competizione di sollevamento pesi, ma metterli finti sul bilanciere).</p><p></p><p>Idem quelli che si pompano come vitelli di steroidi per essere "fisicati" ed acquistare abbastanza autostima da fare il ganzo con una donna/uomo. Autostima comprata sotto forma di pillole o fialette.</p><p></p><p>Io ho conosciuto un tizio che si bombava e non faceva nemmeno mezza gara. Solo per "farsi bello" nelle uscite di gruppo. E la cosa più triste è che funzionava, perché tanti compagni di uscita lo prendevano ad esempio e gli chiedevano consigli su come mangiare, come allenarsi, la tal bici, etc.. tanto che un tot di questi hanno montato le O'Symetric quando le ha montate lui....manco fosse Froome...</p><p>Poi, dopo un paio d'anni si è stufato ed ora corre a piedi.</p><p></p><p>Secondo me i soldi c'entrano poco. E ad un certo livello persino per i pro. Perché il vero sportivo, quello con la fame di vittoria, non lo fa per i soldi, lo fa per vincere, per l'adrenalina di alzare le braccia sul traguardo, di salire sul gradino più alto del podio. I soldi arrivano dopo e casomai possono anche togliere questa fame.</p><p></p><p>Ci sono i pro che corrono solo per i soli e per i contratti, e non sono i cannibali. Anzi, sono quelli che alla prima cosa che va storta vanno a casa. Uno noto per essere così è Landa ad es.</p><p></p><p>La risposta più onesta proprio di un pro è stata quella di Johnatan Vaughters, il team manager della EF, che ha smesso da corridore perché: "quando sei abituato ad andare veloce, non riesci più a tornare indietro". Intendendo che una volta imboccata la strada del doping non torni indietro.</p><p></p><p>Altri due centesimi:</p><p></p><p>-il doping libero sarebbe un'istigazione al suicidio. Nel contesto descritto sopra ci sarebbe gente che pur di vincere si farebbe arrivare l'ematocrito a n+1</p><p></p><p>-fermo restando che i soldi non sono il male assoluto che inquina tutto come molti pensano, trovo che certi sponsor potrebbero risparmiarsi di fornire soldi e materiale a gente che è palesemente piena come uova di pasqua. Solo per una questione etica e di dignità. </p><p>Fermo restando che se lo fanno vuol dire che funziona dal punto di vista economico. Quindi i cretini sono quelli che si comprano la bici del tal fenomeno delle GF (che magari poi sono gli stessi che ragliano contro "il marketing", di cui sono le vittime per eccellenza...).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ser pecora, post: 6401970, member: 1850"] Il che contraddice il discorso dei soldi. L'amatore non lo fa per soldi, né per i premi. Lo fa per vanità, per non essere l'ultimo del gruppo, per essere "qualcuno", etc.etc. Le randonnée non hanno classifiche, non sono nemmeno gare, ma c'è gente che si bomba pure li. O che taglia i percorsi (che è come fare una competizione di sollevamento pesi, ma metterli finti sul bilanciere). Idem quelli che si pompano come vitelli di steroidi per essere "fisicati" ed acquistare abbastanza autostima da fare il ganzo con una donna/uomo. Autostima comprata sotto forma di pillole o fialette. Io ho conosciuto un tizio che si bombava e non faceva nemmeno mezza gara. Solo per "farsi bello" nelle uscite di gruppo. E la cosa più triste è che funzionava, perché tanti compagni di uscita lo prendevano ad esempio e gli chiedevano consigli su come mangiare, come allenarsi, la tal bici, etc.. tanto che un tot di questi hanno montato le O'Symetric quando le ha montate lui....manco fosse Froome... Poi, dopo un paio d'anni si è stufato ed ora corre a piedi. Secondo me i soldi c'entrano poco. E ad un certo livello persino per i pro. Perché il vero sportivo, quello con la fame di vittoria, non lo fa per i soldi, lo fa per vincere, per l'adrenalina di alzare le braccia sul traguardo, di salire sul gradino più alto del podio. I soldi arrivano dopo e casomai possono anche togliere questa fame. Ci sono i pro che corrono solo per i soli e per i contratti, e non sono i cannibali. Anzi, sono quelli che alla prima cosa che va storta vanno a casa. Uno noto per essere così è Landa ad es. La risposta più onesta proprio di un pro è stata quella di Johnatan Vaughters, il team manager della EF, che ha smesso da corridore perché: "quando sei abituato ad andare veloce, non riesci più a tornare indietro". Intendendo che una volta imboccata la strada del doping non torni indietro. Altri due centesimi: -il doping libero sarebbe un'istigazione al suicidio. Nel contesto descritto sopra ci sarebbe gente che pur di vincere si farebbe arrivare l'ematocrito a n+1 -fermo restando che i soldi non sono il male assoluto che inquina tutto come molti pensano, trovo che certi sponsor potrebbero risparmiarsi di fornire soldi e materiale a gente che è palesemente piena come uova di pasqua. Solo per una questione etica e di dignità. Fermo restando che se lo fanno vuol dire che funziona dal punto di vista economico. Quindi i cretini sono quelli che si comprano la bici del tal fenomeno delle GF (che magari poi sono gli stessi che ragliano contro "il marketing", di cui sono le vittime per eccellenza...). [/QUOTE]
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