Il limite comunale mi pare sia scritto solo relativamente alla zona arancione, non se ne parla né relativamente alle zone gialle, né tantomeno in relazione a quelle rosse, in cui è proibito ogni spostamento anche all'interno del comune (tranne le mille eccezioni).
Tra le eccezioni - che si possono inserire nella mitica autocertificazione - vi è l'attività sportiva individuale all'aperto, in cui è certamente ricompreso il ciclismo, che - unico tra gli sport - è caratterizzato da lunghi "transiti", consentiti, simili a spostamenti tranne per il fatto che di norma si parte da A e lì si ritorna.
Detto questo, nulla esclude che ritorneranno le FAQ del governo dove sarà inserito il limite comunale, oppure che - dato che si parla di limite comunale relativamente agli spostamenti nelle zone arancioni - le FFOO agiranno per analogia, sanzionando con tale criterio (ripeto inesistente nella norma relativa alle zone rosse, dove è vietato ogni spostamento, tranne le eccezioni, ma tant'è) e poi chi vuole farà ricorso: passa comunque la voglia.
Bisogna stare a vedere cosa succederà in pratica, sperando che stavolta si capisca che singoli individui all'aperto non trasmettono il bestio proprio a nessuno; per mesi si è ignorata qualsiasi situazione di rischio, i più selvaggi assembramenti ecc. ed ora si vorrebbero rompere i XXXX proprio a noi, che abbiamo tanti difetti, ma untori proprio no!!; quante pattuglie di due operatori si vedono ancora con la mascherina abbassata, nella stessa vettura, loro sì che rischiano...
@samuelgol Io vivo in città metropolitana e lavoro a 80 km da casa in vallata alpina con densità di popolazione inferiore a provinz Bozen, dove comunque c'è una città di oltre 100000 abitanti (sono operatore sanitario): nella vallata alpina ora - a differenza di marzo/aprile - la situazione è catastrofica (scarlatta), non meno che in città, poiché la popolazione per mesi diceva: "tanto siamo tra noi", nessuna misura, nessuna diffidenza, nessun dubbio, totale sicurezza che tutto era passato. Se il bestio inizia a girare tra la gente alpina può essere peggio che in città poiché il contagio richiede - in genere - un contatto protratto, oltre 10-15 minuti e le occasioni di contatto
protratto sono simili in città e valli (in città a peggiorare la situazione ci sono i trasporti pubblici, ma nelle valli ho visto una noncuranza totale relativamente alle misure di protezione superiore a quella comunque vista in città, quindi il risultato finale può essere simile), mi spiego meglio: il numero di persone con cui si ha un contatto protratto - al di là dei trasporti - non differisce molto tra città e periferie.
Non escluderei che il Tirolo meridionale sia inopinatamente passato da rosso a giallo, magari perché - contando tra i criteri anche l'occupazione dei letti di terapia intensiva - sono stati conteggiati come posti letto alcuni messi a disposizione a Innsbruck (ipotesi del tutto personale, mai sentito nulla di simile)... La Vallée è rimasta rossa.