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Esasperazione Granfondo
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<blockquote data-quote="rapportoagile" data-source="post: 5560591" data-attributes="member: 10802"><p>Andrea, sta proprio qui il nocciolo del "problema".</p><p>Certo è una gara, ma ha senso organizzare gare che si svolgono su strade aperte al traffico (tranne alcune)? Secondo me è, e rimane, una cosa assurda. E se succede relativamente poco è per il buonsenso di entrambi (automobilisti e ciclisti), ma quando questo viene a mancare succede il <em>patatrac</em>.</p><p>Qualcuno qui a scritto che non si puó blindare il tracciato come il Giro d'Italia: ovvio che no, ma, a livello di rischio, che differenza c'é tra un Pro che si lancia a tutta in discesa e un amatore che si lancia a tutta in discesa?</p><p>A livello di sicurezza c'è una differenza enorme. Il pro sa che può tagliare le curve cieche che nel 99,9% dei casi non sopraggiunge nessuno in senso contrario (a Pantani successe anche questo). L'amatore non potrebbe (vige il codice della strada) ma lo fa lo stesso (non tutti, ma molti....e non dite che non è vero).</p><p>Molti che hanno scritto qui sono agonisti, che però hanno la testa sulle spalle e adorano l'agonismo e le classifiche. E le Granfondo sono l'unico mezzo che può soddisfarli. NON C'È NULLA DI MALE IN QUESTO (scritto in maiuscolo, a scanso di equivoci), ma negare che una buona parte di altri partecipanti vada in <em>trance agonistico</em>, è mettersi il prosciutto sugli occhi.</p><p>Un piccolo anedotto: ad una granfondo mi ero ingarellato con un tizio che conosco di vista (e lui me); in salita lo passavo, in discesa mi raggiungeva e in pianura mi staccava. Avanti cosí per un po'. All'ultima discesa a ca 10 km dall'arrivo, per non farmi prendere ho osato un po' di più in discesa, senza rischiare, ma ero al mio limite; ed evidentemente anche al suo, visto che pur di passarmi questo ha fatto un dritto ad un tornante, che per fortuna non aveva muri o guardrail, finendo e cadendo in mezzo al bosco. </p><p>Sì, sì...mi sono fermato per accertarmi che fosse OK; si è rialzato e mi ha detto:" sono a posto, niente di grave". Sono ripartito, ma ero sotto shock per lui, e ho concluso la discesa con i freni tirati, superato da un sacco di gente.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="rapportoagile, post: 5560591, member: 10802"] Andrea, sta proprio qui il nocciolo del "problema". Certo è una gara, ma ha senso organizzare gare che si svolgono su strade aperte al traffico (tranne alcune)? Secondo me è, e rimane, una cosa assurda. E se succede relativamente poco è per il buonsenso di entrambi (automobilisti e ciclisti), ma quando questo viene a mancare succede il [I]patatrac[/I]. Qualcuno qui a scritto che non si puó blindare il tracciato come il Giro d'Italia: ovvio che no, ma, a livello di rischio, che differenza c'é tra un Pro che si lancia a tutta in discesa e un amatore che si lancia a tutta in discesa? A livello di sicurezza c'è una differenza enorme. Il pro sa che può tagliare le curve cieche che nel 99,9% dei casi non sopraggiunge nessuno in senso contrario (a Pantani successe anche questo). L'amatore non potrebbe (vige il codice della strada) ma lo fa lo stesso (non tutti, ma molti....e non dite che non è vero). Molti che hanno scritto qui sono agonisti, che però hanno la testa sulle spalle e adorano l'agonismo e le classifiche. E le Granfondo sono l'unico mezzo che può soddisfarli. NON C'È NULLA DI MALE IN QUESTO (scritto in maiuscolo, a scanso di equivoci), ma negare che una buona parte di altri partecipanti vada in [I]trance agonistico[/I], è mettersi il prosciutto sugli occhi. Un piccolo anedotto: ad una granfondo mi ero ingarellato con un tizio che conosco di vista (e lui me); in salita lo passavo, in discesa mi raggiungeva e in pianura mi staccava. Avanti cosí per un po'. All'ultima discesa a ca 10 km dall'arrivo, per non farmi prendere ho osato un po' di più in discesa, senza rischiare, ma ero al mio limite; ed evidentemente anche al suo, visto che pur di passarmi questo ha fatto un dritto ad un tornante, che per fortuna non aveva muri o guardrail, finendo e cadendo in mezzo al bosco. Sì, sì...mi sono fermato per accertarmi che fosse OK; si è rialzato e mi ha detto:" sono a posto, niente di grave". Sono ripartito, ma ero sotto shock per lui, e ho concluso la discesa con i freni tirati, superato da un sacco di gente. [/QUOTE]
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