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<blockquote data-quote="Rosario71" data-source="post: 5560704" data-attributes="member: 39719"><p>Semplice, perchè stai parlando di Paesi dove il senso civico è molto più alto di quello degli italiani, dove se c'è una fila da fare (es. gli inglesi), la gente si accoda senza cercare sotterfugi, dove se c'è una ciclabile la gente non la usa per sostarci o per portarci a passeggiare il cane, dove se tu gli dicessi che in quella "gara" dai dei numeri di pettorale e loro dovrebbero schierarsi in griglia in ordine di numero la gente lo farebbe e basta.</p><p>In Italia anche alle randonnee (qualcuna l'ho fatta) i ciclisti cercano i gruppi buoni; e se mi interrogo sul senso di questa ultima cosa, mi rendo conto che numero o non numero, la mentalità italiana è sempre quella di trovare il modo per ottenere il massimo vantaggio con il minimo sforzo: E questo spesso sconfina nel valicare le regole.</p><p>Aggiungo che l'italiano, in genere, rispetta le regole adattandosi solo quando è all'estero.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Rosario71, post: 5560704, member: 39719"] Semplice, perchè stai parlando di Paesi dove il senso civico è molto più alto di quello degli italiani, dove se c'è una fila da fare (es. gli inglesi), la gente si accoda senza cercare sotterfugi, dove se c'è una ciclabile la gente non la usa per sostarci o per portarci a passeggiare il cane, dove se tu gli dicessi che in quella "gara" dai dei numeri di pettorale e loro dovrebbero schierarsi in griglia in ordine di numero la gente lo farebbe e basta. In Italia anche alle randonnee (qualcuna l'ho fatta) i ciclisti cercano i gruppi buoni; e se mi interrogo sul senso di questa ultima cosa, mi rendo conto che numero o non numero, la mentalità italiana è sempre quella di trovare il modo per ottenere il massimo vantaggio con il minimo sforzo: E questo spesso sconfina nel valicare le regole. Aggiungo che l'italiano, in genere, rispetta le regole adattandosi solo quando è all'estero. [/QUOTE]
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