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<blockquote data-quote="markodm" data-source="post: 7645128" data-attributes="member: 17374"><p>Ribadisco la mia opinione, fare 4-5-6 categorie stile UK/USA basate sui risultati è una cosa semplice che ormai non è più rimandabile. Pensate cosa succedesse se nel calcio avessimo un campionato unico dalla serie D fino alla 3° categoria (sempre amatori/dilettanti sono). Il sistema della categorizzazione in ranking c'è in tutti gli sport (quasi). Per le GF competitive basta fare 2 partenze, nella prima (per griglie) tutte le varie categorie agonistiche nella seconda la partenza cicloturistica magari anche su percorso più corto e facile con assistenza e scorte ma aperto al traffico. In alcune manifestazioni mtb è già quasi così. Sarà che in Italia ogni volta che bisogna cambiare qualcosa è come spostare le montagne, ma il sistema attuale è obsoleto e oltre tutto secondo me nemmeno in regola con il principio di equità nello sport. Oltretutto la riforma delle categorie permetterebbe a tutti quei ragazzi che si avvicinano al ciclismo tardi (es. dai 18 anni in su) di poter comunque sperare di intraprendere la carriera sportiva di corridore (unificando il ranking tra gli enti compreso FCI, ad es. ragazzo di 20 anni in cat 1 o 2 che può correre nelle gare nazionali con gli U23). Il problema è che a dover mettere mano a questo sistema è la FCI a cui il mondo amatoriale interessa meno di zero.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="markodm, post: 7645128, member: 17374"] Ribadisco la mia opinione, fare 4-5-6 categorie stile UK/USA basate sui risultati è una cosa semplice che ormai non è più rimandabile. Pensate cosa succedesse se nel calcio avessimo un campionato unico dalla serie D fino alla 3° categoria (sempre amatori/dilettanti sono). Il sistema della categorizzazione in ranking c'è in tutti gli sport (quasi). Per le GF competitive basta fare 2 partenze, nella prima (per griglie) tutte le varie categorie agonistiche nella seconda la partenza cicloturistica magari anche su percorso più corto e facile con assistenza e scorte ma aperto al traffico. In alcune manifestazioni mtb è già quasi così. Sarà che in Italia ogni volta che bisogna cambiare qualcosa è come spostare le montagne, ma il sistema attuale è obsoleto e oltre tutto secondo me nemmeno in regola con il principio di equità nello sport. Oltretutto la riforma delle categorie permetterebbe a tutti quei ragazzi che si avvicinano al ciclismo tardi (es. dai 18 anni in su) di poter comunque sperare di intraprendere la carriera sportiva di corridore (unificando il ranking tra gli enti compreso FCI, ad es. ragazzo di 20 anni in cat 1 o 2 che può correre nelle gare nazionali con gli U23). Il problema è che a dover mettere mano a questo sistema è la FCI a cui il mondo amatoriale interessa meno di zero. [/QUOTE]
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